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"Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono." Carl Gustav Jung

mercoledì 30 gennaio 2013

Matematica del Cuore e Coerenza Globale


Circa due decenni fa in California, Stati Uniti, nasce l’Institute for Hearthmath (Istituto per la Matematica del Cuore): un insieme di persone motivate da un’intuizione spirituale si sono incontrate sul terreno scientifico per approfondire lo studio e la ricerca su quel centro ancora oggi misterioso che è vita e forza del corpo umano, il Cuore.
L'IHM, attraverso gli anni, ha formato molti trainer specializzati in differenti tecniche – come quella del "Fermo Immagine" che serve a controllare coscientemente il nostro ritmo cardiaco – che le hanno portare e applicate in vari ambienti lavorativi, aumentandone la produttività e l'armonia tra i lavoratori (ad esempio molti ospedali si sono rivolti all'IHM). Inoltre, da bravi imprenditori, hanno sviluppato e commercializato una serie di prodotti tecnologici tutti mirati alla comprensione e al controllo delle frequenze cardiache.

Ma perché tutto questo?
Il Cuore, lo sappiamo, è molto più di una semplice pompa idraulica. Tradizionalmente, lo studio dei percorsi di comunicazione tra la "testa" e il cuore è stato affrontato da una prospettiva piuttosto unilaterale, concentrandosi principalmente sulle risposte del cuore ai comandi del cervello. Tuttavia, si è recentemente scoperto che la comunicazione tra il cuore e il cervello è in realtà un processo dinamico, continuo, un dialogo a due direzioni, in cui ogni organo influenza continuamente la funzione dell’altro. La ricerca ha dimostrato che il cuore comunica al cervello in quattro modi principali:
- neurologicamente (attraverso la trasmissione degli impulsi nervosi);
- biochimicamente (via ormoni e neurotrasmettitori);
- biofisicamente (attraverso le onde di pressione);
- e tramite energia (attraverso le interazioni del campo elettromagnetico).

domenica 27 gennaio 2013

Parole che curano

Per guarire da qualsiasi patologia non servono i farmaci. Basta parlare, sentire, sorridere. Questo è, in sintesi, il principio della rivoluzionaria “terapia verbale” creata e sperimentata con successo dalla Dottoressa Gabriella Mereu. Nata a Cagliari e laureata in Medicina e Chirurgia, la dottoressa Mereu si diploma poi in Medicina Olistica, Medicina Omeopatica e Grafologia.
La Redazione di Scienza e Conoscenza l’ha intervistata per capire meglio in cosa consiste la sua terapia.

Cos’è la malattia secondo la Dott.ssa Mereu?
La malattia è un’espressione dell’anima, un modo di rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale distorto che ha portato alla malattia stessa. Nello specifico, in molti casi, le storture sono date da schemi di derivazione religiosa e legati alla personalità. Per maniera metaforica intendo invece che la malattia si esprime attraverso gesti, parole e comportamenti del paziente che possono essere codificati e mi portano a individuare il personaggio distorto interpretato dallo stesso paziente. È il principio dell’omeopatia: i vari rimedi omeopatici altro non sono che le stesse cause di quella malattia somministrate in dosi specifiche per scatenare una reazione di difesa positiva nel paziente. Per questo la mia terapia consiste nell’imitare il paziente in modo da rendere ridicolo il suo personaggio distorto. Così, i sintomi spariscono.

giovedì 24 gennaio 2013

Le nuove frontiere dell'Agopuntura


Secondo l'ologrammatica applicata alla Medicina Tradizionale Cinese, i meridiani sono percorsi che si costituiscono e si sviluppano di volta in volta, anche ex novo, dato che i rapporti energetici in campo biologico cambiano continuamente, anche ogni ora

Le Scienze Antiche Cinesi hanno concepito la realtà nel suo aspetto energetico, e le teorie energetiche alla base della medicina cinese – una volta considerate improbabili invenzioni – sono oggi guardate con rispetto da molteplici scienziati, dal momento che dimostrano una straordinaria analogia con le più avanzate teorie della Fisica moderna.
Da oltre 4 millenni, alla base di tutto il pensiero scientifico cinese risiede l’assunto secondo cui "il mondo è composto da forze mutevoli”, concezione a cui ha dato credito anche la Fisica moderna. Nel XIX secolo Faraday e Maxwell studiavano i campi di forza senza il riferimento a corpi materiali in contrasto con il pensiero newtoniano. La Fisica ci insegna che la materia in tutte le sue forme è un concentrato di forze: per la meccanica dei quanti gli oggetti materiali solidi a livello subatomico sono formati da sequenze ondulatorie. Secondo la teoria del Campo Unificato l’Universo avrebbe origine da stringhe che con le loro vibrazioni permettono alla materia di esistere.
È sorprendente evidenziare come le Antiche Scienze Cinesi abbiano un'impostazione modulare: esse individuano dei moduli, delle strutture coerenti che si ripetono nelle grandi e nelle piccole scale, come scatole dallo stesso aspetto, le più piccole dentro le più grandi: scatole cinesi appunto. Il pensiero modulare considera la realtà come un macrocosmo riproducibile nella sua interezza in infiniti microcosmi. Ogni parte dell’Universo racchiude in quanto microcosmo lo schema dell’Universo nella sua interezza, il macrocosmo: ciò che è infinitamente grande è contenuto nell’infinitamente piccolo.
Il Medico Abile è Un Uomo Che Sa Divertire Con Successo I Suoi Pazienti Mentre La Natura Li Sta Curando. (Voltaire)

giovedì 17 gennaio 2013

Un punto contro la nausea

Secondo i principi dell'agopuntura cinese, sappiamo che il nostro corpo è disseminato di punti che, collegati tra loro, vengono a delineare una mappa di linee immaginarie o "canali", chiamati poi "meridiani", attraverso i quali scorrerebbe un'energia circolante con ritmi alterni, sotto l'influsso delle leggi della natura. Alla luce delle attuali conoscenze e confortata da autorevoli studi di neuroanatomia e di elettrofisiologia, anche la medicina occidentale è portata ad affermare che esistono punti cutanei che, se stimolati, producono reazioni interne attraverso vari e complessi meccanismi (azione riflessa segmentaria, liberazione di neuropeptidi, attivazione dei centri di controllo neuroendocrini, liberazione di fattori umorali agenti sulle risposte immunologiche).
Uno tra i più importanti punti di agopuntura è il punto Nei-Kuan (che letteralmente significa "barriera interna"), punto 6 del meridiano dei Vasi Sanguigni, considerato un punto elettivo per la nausea, gli stati di vertigine, il vomito, regolatore delle distonie digestive e della pressione sanguigna per la sua azione antivagale.

Nella medicina cinese il punto P6 o di Nei-Kuan è regolarmente usato per la profilassi della nausea e del vomito nei primi mesi di gravidanza. Tale profilassi si può esercitare, non solamente mediante applicazione di aghi, ma anche attraverso l'esercizio di una pressione prolungata sul punto P6 con le dita. In tal caso si usa parlare di "acupressione".

Fonte: http://www.seaband.ch/agopuntura.php

mercoledì 16 gennaio 2013

Il tempo? Non esiste...


Il fisico italiano Davide Fiscaletti e l'ingegnere sloveno Amrit Sorli hanno pubblicato in questi anni quattro articoli sulla relatività speciale nella rivista americana “Physics Essays”, edita dall’American Institute of Physics. Il risultato della loro ricerca sorprende per la semplicità intuitiva della soluzione: il tempo che noi misuriamo con gli orologi non è altro che una sequenza numerica di cambiamenti, un ordine numerico, una quantità matematica. In altre parole, non esiste come dimensione fisica.

Nella sua introduzione all'incontro con Julian Barbour del 22 gennaio scorso, Giulio Giorello ha suggerito una suggestiva analogia, che aiuta a comprendere il senso dell'illusione della realtà: ha parlato delle luci che decorano strade e piazze durante le fiere di paese, o nel periodo natalizio. Quelle in movimento, in cui si vede un lampo di luce che corre lungo una parete. Ogni lampadina del percorso si accende al momento opportuno, poi si spegne. Ciascuna emette la sua luce, ma l'osservatore ha l'impressione di vedere una sola luce, con entità propria, che si muove.
È questa semplice analogia che può ricondurci a comprendere il senso degli “Adesso” di Barbour e dei “Quanti di spazio” di Fiscaletti e Sorli, se davvero sono concetti tra loro assimilabili. Ma andiamo per ordine.

Di inesistenza del tempo si parla da oltre centocinquantanni, a cominciare da quell’Ernst Mach che studiò la velocità del suono, se vogliamo limitarci al pensiero scientifico moderno, ma ciascuno di noi, in fondo, è riottoso all’idea di eliminare la cosa che più è presente nel vissuto quotidiano: il tempo che passa, il tempo che non basta mai, oppure che non passa mai, che ci fa invecchiare, quello che fu, quello che sarà, anche dopo di noi. Possibile che non esista?
“Quello è il tempo psicologico”, sostengono Fiscaletti e Sorli, cioè “la realtà psicologica attraverso la quale noi sperimentiamo il cambiamento,” e ricordano che dell’argomento avevano già parlato Albert Einstein e il matematico e logico austriaco Kurt Gödel nella seconda metà del secolo scorso.

lunedì 14 gennaio 2013

Gli anti-infiammatori placano il dolore, ma bucano lo stomaco

Nonostante gli effetti collaterali siano seri e noti, in Italia nel luglio scorso è stato segnato un record di consumo di questi farmaci.

I fans (farmaci anti-infiammatori non steroidei) tolgono il dolore, ma bucano lo stomaco. Reflusso esofageo, vomito, gastrite e ulcere. I farmaci anti-infiammatori fanno "pagare" cara la loro prestazione, per questo l'attenzione del paziente deve essere rivolta anche agli effetti collaterali.

Specialmente se il paziente è italiano, e di fans abusa rispetto ai "compagni" di dolore europei. I fans sono farmaci anti infiammatori non steroidi e vengono usati anche come analgesici, contro il dolore, e come antipiretici, per far abbassare la febbre. Il principio attivo da cui nacquero i fans è l'acido acetolsalicilico, immancabile in ogni casa provvista di armadietto dei medicinali e che trovate sotto il nome più comune di aspirina. Lo stomaco, però, è a rischio. Motivo per cui ogni medico si raccomanda di assumere l'aspirina sempre dopo aver mangiato.

L'aspirina fu però solo il principio dell'avvento dei fans nella storia dei farmaci e molte sono le molecole e i principi attivi di questi farmaci. Tutti con effetti collaterali, spesso molto seri. Se lo stomaco è il primo a mal digerire l'assunzione di fans, poi ci sono i reni, il cuore e la pressione sanguigna e le piastrine. Gli effetti collaterali, spiega Repubblica nell'inserto Salute, sono legati al meccanismo di inibizione delle prostaglandine:

venerdì 11 gennaio 2013

Bambini, il metilfenidato (Ritalin) blocca la crescita


L’organo ufficiale della farmacovigilanza italiano ha stabilito che il metilfenidato, il principio attivo del Ritalin, è associato ad un ritardo nella crescita dei bambini. Il metilfenidato, infatti, viene impiegato in caso di deficit d’attenzione e di disordini da iperattività. Già nel corso degli anni Settanta diversi studi sollevarono perplessità sui benefici di questo psicostimolante.

fonte: http://www.medicinalive.com

Un trial clinico randomizzato ha esaminato le modifiche in altezza e in peso di 521 bambini iperattivi di età compresa fra i 7 e i 10 anni. I bambini sono stati suddivisi in 4 gruppi con differenti strategie terapeutiche (solo terapia comportamentale intensiva; solo metilfenidato; terapia comportamentale + metilfenidato; gestione da parte di un medico di medicina generale).

Dopo 14 mesi, è emerso come i bambini trattati con metilfenidato avessero in media 1,23 cm e 2,48 Kg in meno per anno rispetto ai bambini non esposti al principio attivo del Ritalin. Durante un periodo aggiuntivo di 10 mesi, in cui le famiglie erano libere di scegliere quale terapia adottare, il ritardo della crescita (nei bambini trattati con metilfenidato) era pari a -0,87 cm e -1,02 Kg. In media, dopo 3 anni, i bambini con deficit d’attenzione e iperattività trattati con metilfenidato avevano circa 2 cm e 2,7 Kg in meno rispetto a quelli non esposti.

mercoledì 9 gennaio 2013

The China Study: cibi naturali e vegetali, assicurazione per il benessere


The China Study: tutti dovrebbero leggere questo libro! Tutti indistintamente, compresi i medici. Innanzitutto perché presenta i risultati
di un colossale studio, condotto su diversi milioni di persone nell’arco di circa 30 anni, in grado di cambiare radicalmente ciò che si è sempre pensato finora sul tema del rapporto fra alimentazione e malattia.
In genere si tende a non credere che il tipo di dieta che si adotta possa effettivamente influenzare l’insorgenza e la progressione di numerose malattie mortali ed invalidanti tipiche della nostra epoca, come i tumori, gli infarti e gli ictus, le malattie degenerative del sistema nervoso (Parkinson, Alzheimer, ecc.).
Questo libro, raccogliendo, elaborando ed incrociando una mole impressionante di dati, ci mostra con criteri scientifici ed epidemiologici di difficile contestazione che una dieta costruita prevalentemente o totalmente con cibi naturali e vegetali è in grado di prevenire o curare la gran parte di queste malattie.

“Cambiate l’alimentazione in modo tale che le proteine
derivino quasi esclusivamente da cereali, legumi e verdura”
T. Colin Campbell

Smontati tutti i luoghi comuni
Il libro smonta efficacemente tutti i luoghi comuni relativi ai supposti vantaggi per la salute della dieta occidentale, a cominciare dal mito del latte come alimento più completo per gli esseri umani, continuando con quello delle proteine nobili di origine animale.
Secondo il vecchio paradigma, infatti, le proteine animali avrebbero un più alto valore biologico rispetto a quelle vegetali per il fatto di contenere contemporaneamente la giusta quantità degli amminoacidi necessari a favorire la crescita, ciò che determinerebbe la maggiore qualità della fonte proteica animale. Niente di più falso, dal momento che come afferma bene il dott. Campbell “la massima efficacia nel favorire la crescita non corrisponde alla massima salute ed è per questo che i termini efficacia e qualità sono fuorvianti”.
Infatti, è sempre più evidente come nella nostra società tumori e malattie si sviluppino e crescano nell’organismo con una efficacia direttamente proporzionale al maggiore consumo di proteine e grassi animali. The China Study non fa altro che dimostrarlo scientificamente.

lunedì 7 gennaio 2013

Cambiare le credenze dell'umanità per superare la crisi

Un estratto dell'intervista esclusiva a Bruce Lipton apparsa su Scienza e Conoscenza n. 38...

Anche nel tuo ultimo libro l’abbandono delle vecchie credenze è un punto fondamentale del tuo pensiero, ma la prospettiva si sposta da quella individuale a quella collettiva: le credenze da cambiare sono quelle dell’umanità intera se vogliamo salvare la nostra specie e il nostro mondo dalla distruzione. Detta così sembra sempre un’impresa sovrumana: cosa possiamo fare nel nostro piccolo, giorno per giorno, tutti i giorni?
La civiltà di oggi sta cadendo a pezzi, perché la natura di quella che chiamiamo comunità è sull’orlo del crollo. E la scienza che abbiamo è stata la porta di accesso. È una scienza basata sull’individuo, che parla di ardua sopravvivenza, dei più forti, l’evoluzione supporta il migliore, e poi risulta, guardando meglio, che non è quella l’evoluzione.
L’evoluzione riguarda la cooperazione e la comunità, ed è questo che intendiamo quando parliamo del giardino dell’Eden. C’era competizione in quel giardino? No, c’era cooperazione, tutti gli organismi insieme creavano un bellissimo giardino. Abbiamo distrutto il giardino che ci è stato dato (e lo stiamo distruggendo) perché ognuno compete con l’altro, e il passo evolutivo che dobbiamo affrontare è superare l’individuo, riconoscere che l’evoluzione è basata sulla visione di famiglia, su gente che si riunisce, che lavora in armonia e si supporta vicendevolmente. Non c’è un noi e un loro, siamo tutti uno, e quando impareremo questa lezione sarà un’opportunità di prendere questa terra, che è particolarmente sacra ora, e creare una svolta nella storia creando salute e armonia, trasformando questo pianeta nuovamente in un giardino. Dipende dalla nostra capacità d’imparare che siamo noi i portatori dei guai. Il modo per uscirne è smettere di combattere tra di noi e riconoscere che gli umani sono tutti parte di una famiglia chiamata umanità.
L’umanità è l’organismo e noi siamo le cellule, ogni essere umano è una cellula nel corpo di un qualcosa di più grande, l’umanità. Il problema che affronta ora l’umanità è che le cellule continuano a lottare tra loro. Quando le cellule del tuo corpo si combattono, la malattia è detta autoimmune. Se le cellule competono e lottano si chiama autodistruzione. Lo stesso vale per gli umani: combattersi è autodistruzione, è una malattia autoimmune, è l’umanità che morirà, oppure vivrà se noi correggiamo questa direzione autodistruttiva. Siamo vicini a prendere una decisione: vogliamo sopravvivere ed evolvere o vogliamo morire? Ora non so che faremo, siamo in mezzo alla battaglia, e saremo vincitori quando realizzeremo che non è il successo che promuove la nostra evoluzione, piuttosto il riunirci in comunità ed imparare a cooperare.

venerdì 4 gennaio 2013

La Metamorfosi possibile: intervista a Carlo Dorofatti sul suo ultimo libro


Semplice, diretto e immediato, Metamorfosi, l'ultimo saggio di Carlo Dorofatti, introduce il lettore ad una disciplina personale basata sulla presenza a se stessi e alla realtà, attraverso pratiche rituali di centratura e di armonizzazione che possono essere adottate in quanto tali, rielaborate in forma soggettiva e altresì collocate nell’ambito di discipline e pratiche già adottate. L’Autore esorta ad una presa di coscienza radicale per rendersi permeabili ad un cambiamento inevitabile, necessario e selettivo, dipingendo scenari evolutivi nuovi e avvincenti.
Metamorfosi è un compendio di pratiche personali utili per disciplinare la propria vita e orientarla in sintonia con energie e dinamiche cosmiche, contemporaneamente trascendenti e latenti nelle profondità dell’anima umana. L’Autore sviluppa gli approcci e in contenuti del cosiddetto “percorso endoterico”, ribadisce il ruolo fondamentale della meditazione, colloca le pratiche all’interno di uno scenario etico di motivazioni esistenziali e infine indica sbocchi esistenziali molto concreti, ovvero scenari evolutivi del tutto nuovi e avvincenti. Quella che ci attende – sostiene Carlo Dorofatti – è una vera e propria metamorfosi che, se siamo consapevoli e pronti ad essere totali, ci permetterà di superare positivamente questo momento di grande cambiamento inevitabile e necessario, mettendoci nelle condizioni di determinare nuovi orizzonti di vita e di coscienza.

Nei tuoi libri e durante gli incontri che tieni nell’ambito dell’Accademia A.Co.S. da te fondata, traspaiono stimoli nuovi molto concreti, quasi come se volessi tirare le fila di tutti i discorsi e le conoscenze di cui oggi possiamo disporre. Spesso parli di scelte di vita, di essere concreti. Nella pratica, quel è il tuo punto di vista, il tuo messaggio?
La vita esoterica è una vita votata a un’indagine complessa, alta e profonda di sé e della realtà. Corrisponde alla scelta concreta di esplorare, comprendere e orientare saggiamente l’intelletto che ci distingue dalla meccanicità naturale; esige decisioni  impegnative e, forse oggi più di ieri, certamente non facili.
È l’innesco di un processo meta-psicologico, estetico ed etico radicale, quindi spirituale e di consapevolezza in grado di condurre ad una gnosi superiore. Ed è quindi, come passo successivo, il mettere in pratica, l’applicare nella propria vita, tale gnosi superiore: nei confronti di se stessi, della propria quotidianità, nelle relazioni, nei confronti degli altri, su tutti i fronti della nostra esistenza. E’ indagine della vita, della natura; è comprensione: è applicazione. È scienza. È arte. Quindi non solo acquisizione teorica, ma squisitamente pratica e concreta.

mercoledì 2 gennaio 2013

Cancro: questione di informazione


Se si fornisce alle cellule staminali tumorali una corretta informazione, esse possono essere indirizzate verso la normalità: intervista a Pier Mario Biava...

Il professor Pier Mario Biava, medico del lavoro, studia da parecchi anni il rapporto fra cancro e differenziazione cellulare: ha isolato i fattori di differenziazione delle cellule staminali in grado di inibire o rallentare la crescita di vari tipi di tumori umani. Docente per numerosi anni alla Scuola di specializzazione di medicina del lavoro di Trieste, lavora attualmente presso l’IRCCS Multimedica di Milano.
È presidente della Fondazione per la ricerca delle terapie biologiche del cancro e vice presidente dell’International Academy of Tumor Marker Oncology. Negli ultimi due anni ha partecipato attivamente all'avanzamento delle ricerche nell’ambito del rapporto tra cellule staminali e cancro. Ultimamente ha avuto modo di curare come guest editor il numero speciale di una importante rivista medica internazionale, ovvero Current Pharmaceutical Biotechnology (volume 12, n. 2, febbraio 2011, consultabile alla pagina: http://www.benthamdirect.org/pages/b_getarticlebyissue.php), sul tema “Reprogramming of Normal and Cancer Stem Cells” (Riprogrammazione di cellule staminali normali e cancerose).
Riprendiamo e approfondiamo il tema già affrontato sul numero 26 della rivista, intervistando il professor Biava sugli ultimi sviluppi della sua interessante e promettente ricerca sulle terapie del cancro.

Allo stadio attuale della ricerca, secondo lei, qual è il ruolo delle cellule staminali tumorali nel determinare la malignità della malattia cancerosa?
Numerose ricerche effettuate in tutto il mondo hanno evidenziato che alla base della malignità dei tumori vi sono cellule staminali tumorali, resistenti alla chemioterapia e alla radioterapia, che sono in grado di metastatizzare e di riprodurre, a partire da poche cellule, tutto il tumore. Nell’ambito di una neoplasia vi possono essere cloni cellulari diversi: di solito quando un tumore, magari dopo aver risposto alle terapie tradizionali di consolidata efficacia e riducendosi quindi nelle sue dimensioni, non guarisce, recidiva e metastatizza percheé contiene cellule staminali tumorali: contro di esse finora non sono ancora state trovate terapie veramente efficaci.