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"Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono." Carl Gustav Jung

lunedì 4 novembre 2013

Le autopsie rivelano che i tumori…

Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale, parlando con un amico anatomo-patologo del Veneto sui dubbi dell’utilità delle diagnosi e delle terapie anti-tumorali, si sentì rispondere: «Sì, anch’io ho molti dubbi. Sapessi quante volte, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale»[1].
«Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni – si chiese Luigi De Marchi – in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente? E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale. Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?”.[2]

lunedì 28 ottobre 2013

La prova scientifica dell’esistenza del campo energetico umano

Esiste una prova scientifica del campo energetico umano. La professoressa Valerie Hunt dell’Università della California Los Angeles, è una fisiopatologia e insegnante di cinesiologia. Ha condotto, più o meno dagli anni settanta, una serie di esperimenti con un elettromiografo.
L’elettromiografo è un apparecchio che misura l’attività elettrica dei muscoli.
Utilizzando il suo strumento con una danzatrice, mentre ballava, e con dei guaritori (misurò le variazioni dell’attività elettrica dei muscoli dei loro pazienti durante i trattamenti) dottoressa Hunt notò che registrava un’attività elettrica insolita.
I campi elettrici conosciuti, onde cerebrali, frequenze emesse dai muscoli e dal cuore non superano i 250 cicli al secondo.

La Hunt scoprì, accanto alle frequenze legate all’attività elettrica dei muscoli, un altro campo energetico la cui frequenza andava, in media, da 100 a 1600 cicli al secondo e oltre.
Tale campo aveva una minore ampiezza dei campi energetici umani ed era più sottile.
Particolarmente eccitante fu la costatazione che l’intensità cresceva in corrispondenza dei chakra principali.
Ampliò le sue ricerche a persone in grado di vedere il campo energetico umano, con risultati sorprendenti.
Nel corso della lettura dell’aura, il colore che i sensitivi indicavano, corrispondeva a una precisa frequenza registrata dall’apparecchio.

lunedì 21 ottobre 2013

L’anima puo' modificare la struttura biologica del corpo e guarirlo

 “Lo spirito che guarisce” titola la copertina di questa settimana di Der Spiegel, il più diffuso e autorevole settimanale tedesco.

Ebbene sì – dopo anni che chi segue vie interiori cerca di trasmettere la propria esperienza, nella maggior parte dei casi invano – oggi i neuroscienziati hanno fatto la grande scoperta: lo spirito può guarire il nostro corpo[1]. Raccontano stupefatti – e ancora increduli – come l’anima possa modificare la struttura biologica del corpo e la possa aiutare a superare la malattia.
Vale a dire di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche modo modificare il visibile, pesabile, misurabile.

Meditare, fare Yoga e pensare positivamente – strilla Der Spiegel – conquistano ora la medicina ufficiale.
Quello che decine di tradizioni sapienziali, di centinaia di ricercatori indipendenti e di migliaia di persone che lo praticano quotidianamente hanno sempre saputo, oggi – udite, udite – è verità scientifica!
Beh, allora deve essere proprio vero…
Di documentazione la rivista tedesca ne fornisce in gran quantità, compresi alcuni filmati che si possono vedere sul sito web[2].
Qui di seguito i risultati di alcune interessanti ricerche su questo argomento.
Iniziamo da due autorevoli psicologi, Vladimir Bostanov e Philipp Keune, i quali avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo umano mediante esame neurologico – misurazione dell’attività elettrica delle cellule cerebrali – del cervello dei soggetti sotto indagine prima e dopo un corso di meditazione.
I risultati di questo studio hanno evidenziato come il cervello, dopo il corso di meditazione di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività. Il cervello dei soggetti che lavoravano meditativamente aveva imparato a non rimuginare continuamente, indirizzando le risorse di attenzione liberate concentrandosi sul test.

mercoledì 4 settembre 2013

Prof. Enzo Soresi: "Vi racconto come il pensiero può farvi ammalare o guarire"

Enzo Soresi, tisiologo, anatomopatologo, oncologo, già primario di pneumologia al Niguarda di Milano. Nel libro "Il cervello anarchico" racconta casi di persone uccise dallo stress o salvate dallo choc carismatico della fede.

Dopo una vita passata a dissezionare cadaveri, a curare tumori polmonari, a combattere tubercolosi, bronchiti croniche, asme, danni da fumo, il professor Enzo Soresi, 70 anni, tisiologo, anatomopatologo e oncologo, primario emerito di pneumologia al Niguarda di Milano, ha finalmente individuato con certezza l’epicentro di tutte le malattie: il cervello. Negli ultimi dieci anni, cioè da quando ha lasciato l’ospedale per dedicarsi alla libera professione e tuffarsi con l’entusiasmo del neofita negli studi di neurobiologia, ha maturato la convinzione che sia proprio qui, nell’encefalo, l’interruttore in grado di accendere e spegnere le patologie non solo psichiche ma anche fisiche.

C’era già arrivato per intuizione il filosofo ateniese Antifonte, avversario di Socrate, nel V secolo avanti Cristo: «In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto». Soresi c’è arrivato dopo aver visto gente ammalarsi o guarire con la sola forza del pensiero. Primo caso: «Ho in cura una signora di Milano il cui marito, integerrimo commercialista, la sera andava a bucare le gomme delle auto. Per il dispiacere s’è ammalata di tubercolosi. Io lo chiamo danno biologico primario».

mercoledì 5 giugno 2013

Acqua, motore della vita


La ricercatrice Mae-Wan Ho – autrice dei testi pionieristici sulla fisica degli organismi e sui sistemi sostenibili – è stata ospite del Convegno di apertura dell’evento Le Connessioni Inattese 2011.
L’ha intervistata per noi Roberto Germano, uno dei padri de “Le Connessioni Inattese”.

Roberto Germano: Ciao Mae-Wan, ci fa davvero un grande piacere la tua presenza qui con noi a Napoli. Oltre alle tue grandi lotte scientifiche contro l’utilizzo degli OGM, sono ormai molti anni che ti occupi della coerenza biologica degli organismi e del suo fondamento dinamico: l’acqua. Puoi provare a spiegare in poche parole di cosa si tratta e come è nato questo tuo interesse?
Mae-Wan Ho: Grazie a voi per avermi chiamato per l’edizione di quest’anno de "Le Connessioni Inattese" in questa poetica città, traboccante di storia e conoscenza. Ho “scoperto” che l’Università di Napoli è stata fondata quasi 800 anni fa e viene considerata addirittura la più antica università laica del mondo!
Devo dire che il mio amore per l’acqua nacque quasi 20 anni fa grazie ad un piccolo verme (la larva del moscerino della frutta, appena nata dal suo uovo) che mi apparve alla luce polarizzata del microscopio – con cui lo osservavo ancora vivo – coi colori dell’arcobaleno!

martedì 4 giugno 2013

Coscienza Globale e Campo Unificato: le forze alla base dell'universo


Carl Gustav Jung diceva:
«Come oltre l’individuo esiste una società, così oltre la nostra psiche personale esiste una psiche collettiva, l’inconscio collettivo, che cela parimenti in sé grandi attrattive».

Ebbene, la scienza ufficiale, quella dei numeri, lo ha ammesso: esiste una “coscienza globale”, come precedentemente dimostrato da millenni dalle dottrine spirituali che, da sempre, hanno parlato di una Griglia Energetica che circonda la Terra e funge da matrice della realtà e dell’esperienza raggiungibile dall’umanità. Vediamo di cosa si tratta.

La coscienza globale collettiva
È stata ipotizzata già da qualche decennio l’esistenza di una coscienza globale collettiva, ossia una rete invisibile che collega l’intera umanità ed è in grado di reagire agli eventi importanti che accadono nel mondo. Secondo gli studi condotti da Gregg Braden, scienziato innovativo e studioso poliedrico, alla base di tale coscienza globale vi sarebbe un campo di energia (la Matrix Divina) che crea relazioni tra le due grandi sfere nelle quali si manifesta l’Universo, quella materiale e la spirituale. La “Matrix Divina” funzionerebbe come un grande computer cosmico cosciente, utilizzando le emozioni e le scelte di ogni uomo per creare la realtà.
Il concetto di coscienza globale si integra a quanto viene definito come noosfera, ossia la “sfera del pensiero umano”, termine costruito a partire dalla parola greca  νους  (“nous”), che significa mente, e dalla parola sfera (intesa come “contenitore”).

venerdì 19 aprile 2013

Soffocare di Spiritualità


Intervento di Roberto Maria Sassone al convegno "Soffocare, strategie della sopravvivenza", tenuto all'università Bicocca di Milano ad ottobre del 2012.


Parlare è una grande responsabilità, proprio perché non significa emettere un suono, ma agire direttamente sull'ambiente e sulle persone. A proposito di questo desiderio iniziare dicendo che ci sono parole non dette    ed esse sono proprio le più importanti. Non vengono dette, non perché non abbiano una loro frequenza, ma perché non sono adatte ad essere un suono.

Le parole non dette nascono dalle parole dette che hanno bisogno di un senso che non è la parola stessa a darlo, ma la coscienza di chi lo esprime: perché soprattutto ci sono parole importanti che spesso sono quelle che creano maggiore confusione. Due parole importanti: spiritualità e coscienza.

mercoledì 17 aprile 2013

Suono e conoscenza

L’osservazione di un fenomeno quale il suono ci rivela la fondamentale unità dell’universo: un universo in cui tutto è vibrazione.

Quando all’interno di un’importante istituto tecnico iniziai il corso per divenire tecnico del suono, nell’ascoltare il discorso introduttivo del professore di acustica provai una certa perplessità. C’era qualcosa di misterioso in questo fenomeno del suono, ma nessun altro nella classe sembrava mostrare la mia curiosità. Abbiamo una sorgente sonora, si diceva, ovvero un elemento vibrante. La vibrazione della sorgente si propaga all’interno di un mezzo, solitamente l’aria, e giunge fino al timpano, o meglio al nostro apparato uditivo. Il nostro apparato uditivo trasforma le vibrazioni del timpano in una sensazione. Quindi ricapitolando, mi dicevo, abbiamo un elemento vibrante, ad esempio la membrana di un altoparlante, o le corde vocali.

Abbiamo poi l’aria: l’elemento vibrante sposta le particelle d’aria, e se una particella d’aria viene spostata dalla sua posizione di equilibrio, le forze elastiche dell’aria stessa tendono a riportarla nella posizione iniziale. Tuttavia a causa dell’inerzia della particella essa si sposta oltre l’originaria posizione di equilibrio, e da qui il fenomeno di propagazione della vibrazione. È quella che viene chiamata “la danza delle particelle”: così come in un campo di grano il vento muove le spighe del grano ma contemporaneamente gli steli rimangono fermamente ancorati al terreno, allo stesso modo le particelle d’aria che consentono la propagazione dell’onda non si allontanano molto dalle loro posizioni di equilibrio. La vibrazione però si sposta e giunge finalmente al timpano che inizia a vibrare in un modo equivalente. Corda che vibra, aria che vibra, timpano che vibra… ma insomma il suono cos’è? E cosa lo distingue da un'altra qualsiasi onda?

lunedì 15 aprile 2013

L’effetto placebo è il più antico e il più efficace trattamento terapeutico conosciuto dall’uomo


Fino a che punto le nostre aspettative di guarigione possono innescare un vero e proprio miglioramento terapeutico nel nostro corpo?
La sola credenza che qualcosa possa aiutarci a stare meglio può indurre un effetto curativo? Avere un atteggiamento mentale positivo può influenzare il corpo al punto tale da migliorare il decorso di una malattia fino alla guarigione?
Le ricerche scientifiche fatte negli ultimi anni sull'effetto placebo ci permettono di rispondere affermativamente a tutte queste domande, dimostrando in maniera inequivocabile quanto mente e corpo siano interconnessi nei processi di salute/malattia.

L'effetto placebo può essere definito come la misura di tutti quei cambiamenti benefici, sia fisici che psicologici, che avvengono nelle persone, causati delle loro aspettative consce o inconsce di guarigione, a prescindere dall'intervento di farmaci o procedure terapeutiche attive.

venerdì 12 aprile 2013

La Casa a Spirale: verso un abitare olistico


Ogni forma, e spazio che ne deriva, determina un tipo di radiazione elettromagnetica che migliora o peggiora la vita di chi lo abita: la potenza energetica della casa a spirale,

Non è l'angolo retto che mi attrae, né la linea retta, dura, inflessibile, creata dall'uomo. Ciò che mi attrae è la curva che incontro nelle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde del mare, nel corpo della donna preferita. Di curve è fatto l'universo, l'universo curvo di Einstein.
Oscar Niemeyer

Cambia il tempo, la coscienza collettiva, le conoscenze a nostra disposizione, cambiano le  esigenze, il modo di vivere, lo spazio abitativo, cambia la casa.
Certamente, oggi, possediamo nuove acquisizioni su come è strutturata la realtà che ci circonda. Le nuove scienze, che hanno sempre più un ruolo centrale nel nostro modo di percepire il mondo, ci fanno comprendere che tutta la materia è costituita da una stessa sostanza chiamata 'energia' -particelle e onde elettromagnetiche - che si differenzia soltanto per tipo di vibrazioni e frequenze. Questa energia, ci dice la fisica contemporanea, non conosce barriere e quindi ogni cosa sembra trovarsi in stretta interazione con le altre, dipendendo decisamente dalle relazioni che crea a vari livelli. Se è vero tutto ciò, come sembra essere, non possiamo che porci in modo differente verso ciò che consideriamo 'fisico' e quindi anche verso lo spazio che costruiamo per il nostro abitare. Un edificio non è più soltanto materia densa, isolata - mattoni, cemento, legno -  ma anche specifica massa di energia vibrante in stretta relazione con le onde elettromagnetiche di chi abita l'edificio e con quelle di tutto ciò che lo circonda (il cosmo intero).

mercoledì 10 aprile 2013

Evoluzione sì, ma senza selezione


Le Scienze Biologiche, Fisiche e Matematiche stanno svelando un percorso evolutivo della Realtà Inanimata (mondo minerale) e Animata (mondo vegetale e animale) che esclude il caso e il caos dai loro processi formativi (“nulla è a caso”).
C’è una precisa determinazione originaria dell’architettura vivente.
Essa è stabilita da regole geometriche che si susseguono dall’infinitamente piccolo (particelle sub-atomiche, atomiche, molecolari) fino ai sistemi viventi più evoluti (ad esempio l’organismo umano).
Non è quindi la casualità (salti evoluzionistici) o la selezione naturale (prevale il più adatto o il più forte) a stabilire le forme e le funzioni biologiche sempre più evolute, ma la “comunicazione” che le singole parti hanno tra loro in base ad un progetto architettonico già iscritto in essa (Simmetrie Architettoniche). La “combinazione” di particelle o schemi più semplici in strutture e funzioni sempre più complesse è possibile tramite dei messaggeri molecolari che interscambiano lo schema del progetto (“autoassemblaggio”). Più gli organismi sono complessi più sono evidenti le “simmetrie” architettoniche che vi sottendono.
L’esempio più evidente è la formazione dell’embrione umano: se le cellule embrionali vengono separate tra di loro possono continuare a dividersi ma, senza informazioni reciproche, sono incapaci di procedere nello sviluppo organizzativo finale e perdono di specificità (non hanno cioè comunicato chiaramente tra loro che appartengono ad un progetto originario comune).

lunedì 8 aprile 2013

Earthing, connettersi alla terra per guarire


Recenti ricerche scientifiche sostengono la tesi per cui noi siamo sempre più malati, stanchi, doloranti e soggetti a infiammazioni croniche proprio a causa di una carenza di elettroni che provengono dalla nostra connessione con la Terra.

Questa sequenza di immagini a infrarossi mostra l’infiammazione ai tendi­ni degli avambracci di un igienista dentale che soffriva di sindrome da tunnel carpale bilaterale. Si stava sottoponendo a tre trattamenti fisioterapici e tre trattamenti chi­ropratici a settimana. I sintomi comprendevano dolore alle dita, mani fredde e rigidi­tà oltre a dolore al polso. L’infiammazione degli avambracci aveva ridotto la circola­zione nelle dita. L’immagine 1 mostra la termografia prima del trattamento con dita e polsi freddi a causa della cattiva circolazione. Si notano molto bene le infiammazioni nella parte alta degli avambracci. Un elettrodo per l’Earthing gli è stato messo nel palmo della mano sinistra. L’immagine 2 mostra la circolazione e la distribuzione del sangue nelle dita della mano destra dopo sei minuti di Earthing. Le dita cominciano a diventare più calde. L’immagine 3, dopo undici minuti, mostra continui migliora­menti della circolazione nelle dita e nel polso della mano destra e un inizio di miglio­ramento nelle dita della mano sinistra. L’immagine 4 mostra un miglioramento evi­dentissimo su entrambi i lati dopo sedici minuti. Si nota anche la diminuzione della temperatura (cioè dell’infiammazione) nella parte superiore degli avambracci.
Tratto da “Earthing. A piedi nudi”.

giovedì 4 aprile 2013

Le strette relazioni fra Cuore e Cervello: perché è necessario allinearli e tenerli in equilibrio


Non esiste separazione fra questi due organi ma dialogo e continua ricerca di equilibrio

Si pensa che sia il cervello che regola l’attività mentale e invece, come insegna la medicina cinese, è il cuore. È l’attività pensante che è programmata per corrispondere al cuore piuttosto che viceversa. È come essere cresciuti su un malinteso che dice: il processo cerebrale deve precedere e ottenere credito poi, semmai, vedremo anche le ragioni del cuore. Stando ai fatti, il primo a formarsi nell’embrione è il cuore. Il cervello viene dopo e ciò che prima si forma ha la precedenza e richiede il rispetto della temporalità. Perché, direte voi?

Semplice, poiché senza cuore niente cervello. Imporre l’attività cerebrale sul cuore significa bypassarlo e poi non lamentiamoci se abbiamo bisogno del bypass! E qui passo con voluta facilità dal cuore fisico al centro energetico del Cuore, all’area del torace, davanti e anche dietro. La distinzione tra il cuore-muscolo e l’area energetica-spirituale che lo accoglie sta diventando sempre meno netta, anche per la scienza. Il cuore anatomico, si scopre, non è solo una pompa e tuttavia quando si dice Cuore la mano istintivamente sa dove andare, e si poggia al centro del petto e non a sinistra dove è situato l’organo. Allineare il cervello al cuore è ciò che prende il nome di coerenza cuore-cervello – quando la mente combacia con il cuore – ora sempre più esplorata in campo scientifico. È come un pochino sotto-mettere (in senso letterale) il principio maschile del capo (testa) a quello femminile del seno (non a caso area del cuore), i quali poi armoniosamente si affiancano.

martedì 2 aprile 2013


Di tutte le arti la musica è quella più capace di evocare emozioni. Che sia gioia, commozione, serenità, eccitamento, malinconia, nessuna emozione è assente dalla tavolozza della musica, e non vi è nessuno che non abbia provato uno speciale sentimento all’ascolto di uno speciale brano. La musica può arrivare a coinvolgere il corpo, a suscitare voglia di muoversi: il ballo, le marce militari, le danze tribali non esistono a caso. L’associazione di musica e poesia in una bella canzone può farci piangere come bambini. Nessun’altra arte – pittura, scultura, poesia o letteratura, per quanto apprezzata e seguita, s’avvicina neanche lontanamente alle capacità emotive della musica. Perché? Cos’ha di speciale questa arte? A quali parti di noi parla così forte? E come fa? Certi brani musicali suscitano emozione in quanto legati a momenti significativi della nostra vita. Questo caso è semplice da spiegare: la musica rievoca i ricordi e questi, a loro volta evocano le emozioni. Sono i ricordi più che la musica, a suscitare l’emozione. Questo è facilmente comprensibile e non ne parleremo ulteriormente. Ma una musica può evocare emozioni anche quando la sentiamo per la prima volta: le evoca “per come è”, non perché già legata a nostre precedenti esperienze. Avviene anche spesso che ascoltatori diversi senza background comune giudichino nello stesso modo – allegra o triste, serena o angosciosa, consonante o dissonante, ecc. – una medesima musica ascoltata per la prima volta. Tutto ciò suggerisce che la musica “parla” a parti di noi che abbiamo in comune semplicemente in quanto esseri umani, indifferentemente dal sesso, esperienza, conoscenze, scolarità, censo, educazione musicale, gusti, tendenze, ecc. È questo il caso che riteniamo più interessante, e di cui parleremo in questo articolo. Cominciamo col parlare delle emozioni.

giovedì 28 marzo 2013

Curare stati d'ansia, depressione e attacchi di panico regolando il modo di respirare

Vi è un nesso evidente tra il modo in cui respiriamo ed il nostro stato d’animo: regolando il respiro e imparando a respirare in modo corretto si possono risolvere in modo naturale problemi di ansia, di panico e stati depressivi.

Con il freddo ed il buio dell’inverno si assiste ad un riacutizzarsi dei disturbi di depressione,  sempre più diffusi nella nostra “società del benessere”.  Alla depressione si unisce spesso anche l’ansia, sensazione normale in determinati periodi e reazione naturale di fronte ad un pericolo e alla prospettiva di perdere qualcosa di prezioso. Se però le sensazioni di depressione ed ansia si verificano molto spesso e senza ragione e perdurano a lungo, e se l’ansia si trasforma magari a volte in veri e propri attacchi di panico, allora occorre approfondire la situazione e prendere i provvedimenti necessari per far tornare la serenità. Queste sensazioni infatti non solo ci tolgono la “gioia di vivere” ma hanno anche conseguenze dannose per la nostra salute fisica.

Appare infatti sempre più evidente il nesso che vi è tra lo stato d’animo delle persone e la loro salute fisica. Tra le migliaia di studi  ed articoli sull’argomento, vorrei qui citare per es.   le conclusioni dell’ American Heart Association, University of North Carolina, in cui si è messo in evidenza come degli studi, condotti su ben 12.453 persone in un periodo di 8 anni,  abbiano dimostrato che coloro che soffrivano per lunghi periodi di stress, ansia  ed irritazione, avevano una probabilità di attacchi cardiaci in misura superiore del 42%-69% rispetto alle persone più tranquille e serene.

lunedì 11 marzo 2013

10 motivi per praticare yoga (sesso compreso)


Le origini dello yoga, nato in India come disciplina in grado di coinvolgere sia il corpo che lo spirito, si perdono nei secoli. La sua occidentalizzazione ha certamente contribuito a porre maggiormente in luce i suoi benefici dal punto di vista fisico, tralasciando, almeno in parte, quegli aspetti legati maggiormente alla vita interiore di ciascuno di noi. La pratica delle asana, le posizioni dello yoga, non può però prescindere dall'agire in maniera benefica sia sul corpo che sulla mente, sotto molteplici punti di vista.

Lo yoga può essere praticato a tutte le età. Alcune posizioni possono avere delle controindicazioni, che un bravo maestro saprà certamente indicare, ma i comprovati benefici di questa antica disciplina superano certamente ogni dubbio o perplessità si possano ancora avere nei suoi confronti. Scopriamone alcuni.

1) Migliorare le prestazioni sportive
Lo yoga è ritenuto in grado di accrescere la flessibilità e la mobilità del nostro corpo, rendendolo una disciplina adatta a coadiuvare l'allenamento di coloro che praticano sport a livello agonistico. Chi considera lo yoga come una disciplina prettamente atletica, lo vorrebbe inserire tra gli sport olimpici. In realtà lo yoga nasce come un'attività in grado di prendersi cura contemporaneamente del corpo e della mente, accompagnata da una filosofia ben precisa. Innalzarlo a sport olimpico, come proposto negli ultimi tempi,  significherebbe svilirlo dal lato spirituale, ma nulla impedisce agli atleti di affiancarlo al proprio normale allenamenti al fine di migliorare le prestazioni sportive.

mercoledì 6 marzo 2013

"Spin Doctors": Un Nuovo Paradigma che Teorizza il Meccanismo della Guarigione Bioenergetica


M.Sue Benford, R.N., M.A.

L'articolo evidenzia vari studi che hanno mostrato un'alterazione nella radiazione gamma misurata vicino a terapisti di bioenergetica. L'articolo contiene una spiegazione teoretica per queste scoperte, basata sull'espansione dei correnti concetti di fisica e biologia.

Introduzione

Si ipotizza che certe terapie alternative siano modalità bioenergetiche che utilizzano l'"élan vital" o energia vitale. I proponenti di queste tecniche hanno affermato che questa forza prima non riconosciuta, infonda gli organismi di energie che sostengono la vita e/o bilanciano le energie esistenti, migliorando la salute. Questa credenza diffusa e di lunga data nell'esistenza di una forza eterica guaritrice, detta "prana" dagli Hindu, "chi" dai Cinesi e "ki" dai Giapponesi, è la fonte più spesso associata ad "anima, spirito e mente". Infatti troviamo riferimenti ai campi energetici umani o aura del corpo, in 97 culture diverse, secondo John White nel suo libro "Future Science"(1).

Ugualmente inspiegabili sono i numerosi fenomeni parapsicologici come percezione extrasensoriale, precognizione, visione remota, ecc. che hanno evaso la descrizione scientifica. Gli scienziati moderni hanno ripetutamente cercato l'evidenza della sostanza dello spirito. Newton, dopo aver pubblicato le sue leggi della meccanica, dell'ottica e della gravità, ha passato molti anni cercando la forza vitale tramite l'alchimia. Alla fine del 19° secolo, importanti scienziati, William Crookes e Oliver Lodge, hanno cercato quella che chiamarono "forza psichica". La loro premessa era l'esistenza di una connessione tra le forze eteriche/spirituali e le onde elettromagnetiche da poco scoperte. Nel 1905 si riconosceva che i segnali elettromagnetici fossero trasportati da pacchetti di luce o fotoni, ma non erano collegati scientificamente alle energie curative (2).

lunedì 4 marzo 2013

Perché vengono le malattie autoimmuni?

Scopriamo le connessioni tra emotività, alimentazione e sistema immunitario per capire cosa c’è alla base dell’insorgere delle malattie autoimmuni come tiroidite di Hashimoto, lupus eritematoso, artrite reumatoide, insufficienza surrenalica, sclerosi multipla e morbo di Crohn.

Nelle malattie autoimmuni, le reazioni immunitarie sono dirette verso i propri tessuti e questo provoca alterazioni infiammatorie e danni agli organi e alle strutture del corpo. Ci può essere una predisposizione genetica a questo tipo di patologie, ma, come ho già spiegato in un post sull’epigenetica, i geni non si innescano da soli ma ci sono sempre delle cause “ambientali” come ad esempio infezioni, stress fisici, nonché traumi emotivi.

Qualunque organo o tessuto può diventare bersaglio di una reazione immunitaria abnorme e quindi di una malattia autoimmune: i nervi (sclerosi multipla), le articolazioni (artrite reumatoide), le ghiandole endocrine (miastenia grave e alcune forme di tiroidite), i muscoli (polimiosite), i tessuti connettivi (lupus eritematoso sistemico), i reni (glomerulo- nefrite), e cosi via.

venerdì 1 marzo 2013

Epigenetica nuova frontiera della medicina


C’è un nuova branca della biologia che si chiama Epigenetica. Il significato dell’Epigenetica è letteralmente “ controllo sul patrimonio genetico”.

Mentre il progetto “Genoma Umano” aveva una risonanza mediatica piuttosto rilevante, nel sottosuolo scientifico si stava inaugurando una nuova strada che avrebbe portato ad una vera e propria rivoluzione del pensiero scientifico. Questa strada è, appunto, l’Epigenetica. Essa cambia radicalmente la nostra comprensione dei meccanismi della vita ( Pray 2004; Silverman 2004).

Negli ultimi dieci anni la ricerca epigenetica ha dimostrato che i modelli di DNA trasmessi attraverso i geni non sono fissati alla nascita. Questo significa che i geni non sono il nostro destino! Infatti le influenze dell’ambiente, compresi l’alimentazione, lo stress e le emozioni possono modificare i geni senza modificarne il modello di base.

Queste modifiche, tra l’altro, come ha scoperto l’Epigenetica, possono essere trasmesse alle future generazioni esattamente come i modelli di DNA, e cioè attraverso la doppia elica (Reik e Walter 2001; Surani 2001). Tutto ciò ha una ripercussione molto significativa sul senso di responsabilità personale di come affrontiamo la nostra vita, visto che ogni scelta che facciamo – i pensieri , lo stile di vita, ecc. – avranno ripercussioni non solo su di noi ma anche sulle generazioni future.

mercoledì 27 febbraio 2013

Medicina quantistica: come funziona e come guarisce


Nell’Universo tutto vibra e tutto è in continuo movimento: queste vibrazioni creano delle frequenze (vibrazionali) che sono diverse per ogni struttura che esiste nell’Universo.

Ogni Struttura materiale (quindi anche il corpo umano) può essere considerata come un sistema complesso di vibrazioni. Questo sistema nasce dall’interferenza tra le molte ma ordinate frequenze singole degli atomi e delle molecole che la compongono. Inoltre ogni sistema è assolutamente specifico per quel tipo di struttura e composizione. Ad esempio il campo vibrazionale di un cuore è specifico di quell’organo ed è diverso da quello di un pancreas o di un rene.

Questi campi vibrazionali, grazie alle scoperte di molti ricercatori, e alle scoperte della fisica quantistica, si possono tradurre in codici matematici che sono specifici per ogni organo e apparato del corpo umano. La fisica quantistica ha rivoluzionato il concetto stesso di materia. Sappiamo infatti, dai recenti studi quantistici, che quest’ultima si divide in “massa, energia e informazione”. Può essere anche definita come “ energia strutturata, organizzata”. Essa è in continua trasformazione nel tempo, con un proprio specifico grado di “ ordine” e “ coerenza” determinati dalle “ informazioni” attraverso i campi informazionali o “ morfogenetici”.

lunedì 25 febbraio 2013

Dal libro "La mafia della sanità"

Dal 1257 al 1816 l'Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti.  Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura.  Se “confessavano" erano dichiarate colpevoli di stregoneria, se invece "non confessavano" erano considerate eretiche, e poi arse sul rogo.  Non sfuggiva nessuno.  Alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, la presunta colpevole veniva cioè gettata in acqua legata a una pietra.  Se annegava era innocente, se invece restava a galla era una strega ... in ogni caso moriva!  In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe, all'80% donne e bambine.  Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati fin dal momento dell’accusa, prima del giudizio, poiché nessuno era mai assolto.  La famiglia intera veniva spossessata di ogni bene; si dissotterravano persino i morti per bruciarne le ossa.  Il manuale dell'Inquisizione, il Malleus Maleficarum (il maglio delle streghe) stabiliva che la strega accusata doveva essere "spesso e frequentemente esposta alle torture".  Questo regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione del papa.  Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.

A cosa serviva il terrore?  A dominare e sfruttare le popolazioni, sottomettere i ribelli, imporre una religione non voluta dal popolo e arricchire i dignitari (le autorità religiose) e i loro complici (gli inquisitori).  Questi ultimi godevano di privilegi particolari ed erano al di sopra della legge.

venerdì 22 febbraio 2013

Tutti i Vaccini analizzati risultano contaminati da Particelle Inorganiche e Metalli Pesanti


21 vaccini esaminati, 21 vaccini contaminati da polveri inorganiche. In altri paesi del mondo, questa notizia, avrebbe fatto saltare teste e poltrone di dirigenti sanitari, tecnici e politici, probabilmente sarebbe intervenuta anche la magistratura, ma in Italia no, questo non avviene. In questo paese una notizia del genere non viene diffusa e se si diffondesse verrebbe immediatamente ridimensionata attraverso la macchina del fango.

Il dottor Montanari e la dottoressa Gatti, quando a fine ottobre vennero ritirati dal mercato i vaccini della Novartis, riuscirono ad acquistare in extremis il vaccino antinfluenzale Agrippal S1, per analizzarlo. La dottoressa Gatti fece sette ore di viaggio per raggiungere il microscopio elettronico confinato a Pesaro, vedi articolo). Il risultato? Sempre lo stesso: vaccino contaminato da micro e nanoparticelle inorganiche (Acciaio, Bario, Titanio, Silicio, blocchetti di Calcio), tutte particelle solide, piccole e meno piccole, ma tutto come già riscontrato negli altri 20 vaccini che avevano controllato in precedenza.

NapoliTime ha contattato l’ufficio stampa della Novartis per ottenere una dichiarazione in merito. Abbiamo lasciato i recapiti, ma invano. Il Dottor Montanari della Nanodiagnostics di Modena invece ci ha risposto, ecco le sue parole:

Dottor Montanari, i vaccini. Le case farmaceutiche ci sono cascate di nuovo?

“Io stesso non riesco a spiegarmelo: 21 bersagli centrati su 21 cominciano ad essere un bel punteggio. Mi chiedo anch’io come sia possibile che su 21 vaccini analizzati nel nostro laboratorio – in ogni caso, va detto, sempre su una sola confezione e non su lotti interi – ogni volta si sia rilevato un inquinamento da polveri inorganiche. Escludo subito, magari come atto di fede, che le case farmaceutiche introducano quella roba di proposito i loro prodotti. Non sono un tifoso delle dietrologie, e poi non ne vedrei lo scopo. Il fatto è che queste particelle ci sono e una spiegazione va trovata. Nascondere la testa sotto la sabbia come fanno troppi medici, soprattutto pediatri, o come fa con ingenua arroganza l’Istituto superiore di sanità affermando che le nostre sono indagini “estemporanee e non riproducibili” non solo non fa onore all’Istituto ma è senz’altro motivo di preoccupazione per la gente che si ritrova abbandonata da chi, invece, dovrebbe operare per la salvaguardia della salute.

mercoledì 20 febbraio 2013

“Le cellule possono tornare indietro nel tempo” conquista il Nobel per la medicina 2012


Il Nobel per la Medicina 2012 premia la scoperta sulla riprogrammazione cellulare dell’inglese John B. Gurdon e il giapponese Shinya Yamanaka. I due scienziati hanno dimostrato come le cellule mature e specializzate possono essere riprogrammate per trasformarsi e regredire allo stato di cellule indifferenziate capaci di “ritrasformarsi” in qualsiasi altra cellula dell’organismo.
Tornare indietro nel tempo: si può. Almeno per le cellule. Questo è il senso della scoperta di John Gurdon e Shinya Yamanaka, che gli è valsa il premio Nobel per la Medicina 2012. I due scienziati hanno scoperto che le cellule mature e con funzioni ben definite possono essere riprogrammate e fatte regredire a cellule immature, capaci di differenziarsi in qualsiasi altra cellula dell’organismo. «I loro studi – come si legge sul comunicato stampa del Karolinska Institutet, prestigioso centro di ricerca svedese che ogni anno dal 1901 assegna il premio Nobel per la Fisiologia o Medicina – hanno rivoluzionato la nostra conoscenza sullo sviluppo delle cellule e dell’organismo».
Il professore e ricercatore britannico e il collega giapponese sono stati premiati per aver scoperto che le cellule adulte e specializzate possono essere riprogrammate per diventare immature e pluripotenti, capaci cioè di trasformarsi per sviluppare qualunque tessuto del corpo umano. Una scoperta, questa, che ha completamente rivoluzionato le teorie preesistenti sulla specializzazione cellulare. Ora sappiamo che le cellule adulte non devono necessariamente essere confinate per sempre alla specializzazione raggiunta, ma possono essere riprogrammate, con enormi benefici per lo studio e lo sviluppo di nuovi metodi diagnostici e terapeutici di moltissime patologie.

lunedì 18 febbraio 2013

Malattie cardiache: -32% per chi mangia vegetariano


Un nuovo studio promuove la dieta vegetariana per la salute del cuore. Chi porta in tavola più frutta e verdura vede scendere del 32 per cento il rischio morire a seguito di una malattia cardiovascolare o essere ricoverati in ospedale
Un largo studio, che ha visto il coinvolgimento di 44.500 persone ha mostrato che i vegetariani hanno il 32% in meno probabilità di morire, o essere ricoverati in ospedale, a seguito di un attacco di cuore o malattia cardiovascolare.
I principali motivi di questo vantaggio si ritiene siano da rintracciare in differenze nei livelli di colesterolo, pressione arteriosa e peso corporeo, si legge sull’American Journal of Clinical Nutrition, la rivista scientifica su cui è stato pubblicato lo studio.

Se si tiene conto che, in media, in Italia muoiono oltre 240mila persone ogni anno a causa delle malattie cardiovascolari, ecco che la dieta assume un ruolo di primo piano come non mai.
Consumare alimenti vegetali, come si scopre sempre più – anche in questi giorni – può fare la differenza in molti ambiti della salute, e non solo nella prevenzione delle malattie.
I ricercatori dell’Università di Oxford, hanno infine confermato tutto ciò, analizzando e confrontando i dati relativi a 15.100 vegetariani e 29.400 onnivori (ossia che mangiavano anche carne e pesce). I partecipanti allo studio sono poi stati seguiti per 11 anni, dall’inizio dello studio.

venerdì 15 febbraio 2013

La mente impara anche nel sonno


Il sonno non consente soltanto di consolidare i ricordi di eventi vissuti durante la veglia, sma anche di formare nuove associazioni tra sensazioni acquisite con  organi di senso diversi: è questa la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Neuroscience” a firma di Anat Arzi del dipartimento di Neurobiologia del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, e colleghi di altri istituti israeliani.

Benché il sonno sia caratterizzato da una perdita di coscienza accompagnata da una diminuita capacità di reagire agli stimoli esterni, molte osservazioni sperimentali portano a ipotizzare che anche mentre dormiamo la mente sia in grado di elaborare informazioni sensoriali.

Durante il sonno, oltre a consolidare la memoria di informazioni acquisite durante la veglia, la mente riesce anche a formare nuove associazioni tra informazioni percettive diverse (© Image Source/Corbis)
In quest'ultimo studio è stata valutata la capacità di 28 soggetti di associare tra loro, durante il sonno, odori e suoni percepiti per la prima volta e proposti contemporaneamente: in particolare odori piacevoli (per esempio odore di shampoo) o spiacevoli (odore di pesce andato a male) e particolari toni. Nessuno di questi stimoli  era sufficientemente intenso o sgradevole da svegliare i volontari. Lo stato di sonno era documentato e seguito tramite una polisonnografia eseguita da un tecnico esperto.

mercoledì 13 febbraio 2013

La longevità umana dal punto di vista dell'evoluzione


La speranza di vita è costantemente aumentata nell’ultimo secolo nella maggior parte dei paesi sviluppati, superando in molti casi gli 80 anni. Si tratta di un sicuro progresso, giustamente sottolineato nei rapporti sulla salute pubblica e sulle condizioni socioeconomiche dei diversi paesi. Uno studio pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” cerca ora di inquadrare il fenomeno in una più ampia prospettiva evolutiva.

Molti studi recenti hanno documentato la notevole capacità degli esseri umani nel prolungare la lunghezza della vita: si è dimostrato in particolare che nei paesi più longevi, la speranza di vita alla nascita ha conosciuto un miglioramento incredibilmente lineare a partire dal 1840 per arrivare ai giorni nostri, con un tasso di circa 3 mesi all’anno. Analogamente, si è dimostrato che il miglioramento nella longevità è stato ottenuto con una rapida e costante diminuzione della mortalità a ogni età.

Questi dati hanno generato negli anni un ampio dibattito non solo sulle possibili cause, ma anche sulle conseguenze sociali, economiche e sanitarie. Ma secondo Oskar Burgera, Annette Baudischa e James W. Vaupela, rispettivamente del Max-Planck-Institut per la ricerca demografica, in Germania, dell’Istituto di Sanità pubblica dell’Università della Danimarca del Sud, e della Duke University, a Durham, è mancata quasi totalmente una riflessione approfondita sulle modalità con cui l'aumento della longevità umana, e di conseguenza la plasticità biologica che ne è alla base, possa essere compresa nelle teorie evoluzionistiche dell’invecchiamento.

lunedì 11 febbraio 2013

L'efficacia del placebo dipende dalla personalità


L'efficacia antidolorifica di un placebo, ossia una sostanza farmacologicamente inattiva, sarebbe legata a specifici tratti della personalità, secondo uno studio pilota condotto presso l'Università del Michigan, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Neuropsychopharmacology”.

In particolare, schiettezza, altruismo e soprattutto resilienza – la capacità di resistere e adattarsi a difficoltà e stress acuti – sarebbero predittivi della capacità del palcebo di avere un buon effetto antidolorifico, mentre la tendenza all'irascibilità e alla diffidenza lo bloccherebbero.

Già in passato alcune ricerche avevano attirato l'attenzione su una possibile connessione fra la personalità individuale e l'effetto placebo, ma è la prima volta che si individua una chiara correlazione fra i due fattori.

In questo studio i ricercatori hanno sottoposto una cinquantina di volontari sani di età tra 19 e 38, sia maschi che femmine a una serie di test standard per la valutazione dei tratti della personalità. Successivamente, durante la sessione sperimentale, hanno monitorato la loro attività cerebrale attraverso scansioni di tomografia a emissione di positoni (PET), oltre ad altri parametri fisiologici.

venerdì 8 febbraio 2013

Dalla medicina cinese un potenziale farmaco per le malattie autoimmuni


Per circa duemila anni, gli erboristi cinesi hanno curato la malaria utilizzando l'estratto della radice di una pianta del genere Hydrangea, quello delle comuni ortensie, nota con il nome di Chang Shan, che cresce in Tibet e in Nepal. Studi recenti hanno mostrato che l'alofuginone, un composto derivato da questo estratto, potrebbe essere utilizzato per trattare le patologie autoimmuni.

Ora i ricercatori della Harvard School of Dental Medicine hanno scoperto i segreti molecolari alla base dell'efficacia di questo estratto fitoterapico. Grazie ai loro studi, i ricercatori hanno mostrato che l'alofuginone (HF) innesca un cammino biochimico in grado di bloccare lo sviluppo di una potente classe di cellule immunitarie denominate Th17.

“L'HF inibisce in modo selettivo la risposta immunitaria senza deprimere il sistema immunitario nel suo complesso”, ha spiegato Malcolm Whitman, professore di biologia dello sviluppo della Harvard School of Dental Medicine e autore senior di questo nuovo studio. “Questo composto potrebbe ispirare nuovi approcci terapeutici a un'ampia gamma di disturbi autoimmuni”.

“Questa ricerca dimostra come lo studio dei meccanismi biomolecolari che stanno alla base dell'azione dei principi attivi a lungo utilizzati nella medicina tradizionale cinese possa portare a chiarire la regolazione fisiologica e a nuovi approcci al trattamento delle patologie”, ha aggiunto, Tracy Keller, primo autore dell'articolo apparso su “Nature Chemical Biology”.

mercoledì 6 febbraio 2013

Dalla medicina tradizionale i farmaci del futuro?

La medicina tradizionale può essere una guida utile per scoprire nuovi farmaci? Sì, secondo uno studio, pubblicato ora sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, a firma di un gruppo di ricercatori britannici guidati da Julie A. Hawkins, dell’Università di Readings, che hanno condotto un ampio confronto filogenetico su più di 20.000 specie di flora raccolte in tre aree particolarmente ricche di biodiversità in Nepal, Nuova Zelanda e Sudafrica.

È noto che molte specialità farmaceutiche di cui è stata accertata scientificamente l'efficacia contengono principi attivi già utilizzati nella medicina tradizionale di molte regioni del mondo. Inoltre, secondo una stima dell’Organizzazione mondiale della sanità, il 25 per cento dei farmaci attualmente utilizzati deriva da specie vegetali.

Preparati vegetali della medicina tradizionale cinese: la ricerca delle specie più usate nel mondo può essere una guida per la ricerca farmacologica moderna (© Strauss/Curtis/Corbis)
La scoperta di nuove molecole e i progressi nei metodi di produzione di medicinali derivati dalle piante ha ravvivato l’interesse per la ricerca di prodotti naturali e spesso le prescrizioni della farmacopea tradizionale hanno offerto indicazioni utili. Il compito di validare scientificamente l’attività biologica dei principi attivi naturali è però molto complesso e finora è stato condotto in modo poco sistematico e soltanto su una piccola parte delle specie vegetali tradizionalmente utilizzate a scopo medico, che si ritiene siano tra le 10.000 e le 53.000.

lunedì 4 febbraio 2013

I dieci sensi del cervello per sapere dove siamo


Come fa il cervello a percepire la propria posizione? Probabilmente usando diversi moduli, che condividono una parte comune – un sistema di posizionamento che traccia i movimenti – ma si distinguono per altre caratteristiche peculiari. È quanto hanno dimostrato i ricercatori del Kavli Institute for Systems Neuroscience della Norwegian University of Science and Technology guidati da Hanne Stensola, che firmano un articolo di resoconto sulla rivista "Nature".

“I nostri sensi della posizione sono almeno quattro ma potrebbero arrivare fino a dieci”, spiega Edward Moser, direttore del Kavli Institute. “Ciascuno di essi ha una propria scala per rappresentare l'ambiente circostante, dalla più fine alla più grossolana. I moduli reagiscono in modo differente ai cambiamenti dell'ambiente, e operano indipendentemente sotto diversi aspetti”.

Questa sorprendente conclusione è stata raggiunta grazie a una ricerca sui topi, in cui sono state condotte estese misurazioni in una regione del cervello delle dimensioni di un seme d'uva, concentrandosi in particolare sulle cellule a griglia, un tipo di cellule specializzate che devono il loro nome alla capacità di formare nel cervello griglie esagonali corrispondenti a una mappa mentale dell'ambiente circostante.

venerdì 1 febbraio 2013

La molecola che fa sentire le carezze


Anche se portano il nome poco evocativo di neuroni di terza classe, in realtà fanno parte di un sistema sensoriale fondamentale per la vita, e non solo degli esseri umani: una particolare proteina all'interno di queste cellule cerebrali, infatti, consente di percepire le carezze e in generale un tocco lieve sulla pelle.

Denominate NOMPC, queste proteine sono state individuate da ricercatori dell'Università della California a San Francisco (UCSF) guidati da Yuh Nung Jan studiando un modello molto comune in biologia: il moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) e più precisamente le sue larve.

In termini generali, il problema era stato già inquadrato in molti suoi aspetti: il senso del tatto ha come substrato le fibre nervose periferiche che si dipartono dal midollo spinale e che hanno terminazioni in tutto il corpo. Speciali molecole presenti in queste terminazioni rispondono agli stimoli meccanici trasmessi dalla pelle alla membrana dei neuroni, aprendo, una volta superato un valore di soglia, i canali ionici che consentono la propagazione del segnale nervoso.

mercoledì 30 gennaio 2013

Matematica del Cuore e Coerenza Globale


Circa due decenni fa in California, Stati Uniti, nasce l’Institute for Hearthmath (Istituto per la Matematica del Cuore): un insieme di persone motivate da un’intuizione spirituale si sono incontrate sul terreno scientifico per approfondire lo studio e la ricerca su quel centro ancora oggi misterioso che è vita e forza del corpo umano, il Cuore.
L'IHM, attraverso gli anni, ha formato molti trainer specializzati in differenti tecniche – come quella del "Fermo Immagine" che serve a controllare coscientemente il nostro ritmo cardiaco – che le hanno portare e applicate in vari ambienti lavorativi, aumentandone la produttività e l'armonia tra i lavoratori (ad esempio molti ospedali si sono rivolti all'IHM). Inoltre, da bravi imprenditori, hanno sviluppato e commercializato una serie di prodotti tecnologici tutti mirati alla comprensione e al controllo delle frequenze cardiache.

Ma perché tutto questo?
Il Cuore, lo sappiamo, è molto più di una semplice pompa idraulica. Tradizionalmente, lo studio dei percorsi di comunicazione tra la "testa" e il cuore è stato affrontato da una prospettiva piuttosto unilaterale, concentrandosi principalmente sulle risposte del cuore ai comandi del cervello. Tuttavia, si è recentemente scoperto che la comunicazione tra il cuore e il cervello è in realtà un processo dinamico, continuo, un dialogo a due direzioni, in cui ogni organo influenza continuamente la funzione dell’altro. La ricerca ha dimostrato che il cuore comunica al cervello in quattro modi principali:
- neurologicamente (attraverso la trasmissione degli impulsi nervosi);
- biochimicamente (via ormoni e neurotrasmettitori);
- biofisicamente (attraverso le onde di pressione);
- e tramite energia (attraverso le interazioni del campo elettromagnetico).

domenica 27 gennaio 2013

Parole che curano

Per guarire da qualsiasi patologia non servono i farmaci. Basta parlare, sentire, sorridere. Questo è, in sintesi, il principio della rivoluzionaria “terapia verbale” creata e sperimentata con successo dalla Dottoressa Gabriella Mereu. Nata a Cagliari e laureata in Medicina e Chirurgia, la dottoressa Mereu si diploma poi in Medicina Olistica, Medicina Omeopatica e Grafologia.
La Redazione di Scienza e Conoscenza l’ha intervistata per capire meglio in cosa consiste la sua terapia.

Cos’è la malattia secondo la Dott.ssa Mereu?
La malattia è un’espressione dell’anima, un modo di rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale distorto che ha portato alla malattia stessa. Nello specifico, in molti casi, le storture sono date da schemi di derivazione religiosa e legati alla personalità. Per maniera metaforica intendo invece che la malattia si esprime attraverso gesti, parole e comportamenti del paziente che possono essere codificati e mi portano a individuare il personaggio distorto interpretato dallo stesso paziente. È il principio dell’omeopatia: i vari rimedi omeopatici altro non sono che le stesse cause di quella malattia somministrate in dosi specifiche per scatenare una reazione di difesa positiva nel paziente. Per questo la mia terapia consiste nell’imitare il paziente in modo da rendere ridicolo il suo personaggio distorto. Così, i sintomi spariscono.

giovedì 24 gennaio 2013

Le nuove frontiere dell'Agopuntura


Secondo l'ologrammatica applicata alla Medicina Tradizionale Cinese, i meridiani sono percorsi che si costituiscono e si sviluppano di volta in volta, anche ex novo, dato che i rapporti energetici in campo biologico cambiano continuamente, anche ogni ora

Le Scienze Antiche Cinesi hanno concepito la realtà nel suo aspetto energetico, e le teorie energetiche alla base della medicina cinese – una volta considerate improbabili invenzioni – sono oggi guardate con rispetto da molteplici scienziati, dal momento che dimostrano una straordinaria analogia con le più avanzate teorie della Fisica moderna.
Da oltre 4 millenni, alla base di tutto il pensiero scientifico cinese risiede l’assunto secondo cui "il mondo è composto da forze mutevoli”, concezione a cui ha dato credito anche la Fisica moderna. Nel XIX secolo Faraday e Maxwell studiavano i campi di forza senza il riferimento a corpi materiali in contrasto con il pensiero newtoniano. La Fisica ci insegna che la materia in tutte le sue forme è un concentrato di forze: per la meccanica dei quanti gli oggetti materiali solidi a livello subatomico sono formati da sequenze ondulatorie. Secondo la teoria del Campo Unificato l’Universo avrebbe origine da stringhe che con le loro vibrazioni permettono alla materia di esistere.
È sorprendente evidenziare come le Antiche Scienze Cinesi abbiano un'impostazione modulare: esse individuano dei moduli, delle strutture coerenti che si ripetono nelle grandi e nelle piccole scale, come scatole dallo stesso aspetto, le più piccole dentro le più grandi: scatole cinesi appunto. Il pensiero modulare considera la realtà come un macrocosmo riproducibile nella sua interezza in infiniti microcosmi. Ogni parte dell’Universo racchiude in quanto microcosmo lo schema dell’Universo nella sua interezza, il macrocosmo: ciò che è infinitamente grande è contenuto nell’infinitamente piccolo.
Il Medico Abile è Un Uomo Che Sa Divertire Con Successo I Suoi Pazienti Mentre La Natura Li Sta Curando. (Voltaire)

giovedì 17 gennaio 2013

Un punto contro la nausea

Secondo i principi dell'agopuntura cinese, sappiamo che il nostro corpo è disseminato di punti che, collegati tra loro, vengono a delineare una mappa di linee immaginarie o "canali", chiamati poi "meridiani", attraverso i quali scorrerebbe un'energia circolante con ritmi alterni, sotto l'influsso delle leggi della natura. Alla luce delle attuali conoscenze e confortata da autorevoli studi di neuroanatomia e di elettrofisiologia, anche la medicina occidentale è portata ad affermare che esistono punti cutanei che, se stimolati, producono reazioni interne attraverso vari e complessi meccanismi (azione riflessa segmentaria, liberazione di neuropeptidi, attivazione dei centri di controllo neuroendocrini, liberazione di fattori umorali agenti sulle risposte immunologiche).
Uno tra i più importanti punti di agopuntura è il punto Nei-Kuan (che letteralmente significa "barriera interna"), punto 6 del meridiano dei Vasi Sanguigni, considerato un punto elettivo per la nausea, gli stati di vertigine, il vomito, regolatore delle distonie digestive e della pressione sanguigna per la sua azione antivagale.

Nella medicina cinese il punto P6 o di Nei-Kuan è regolarmente usato per la profilassi della nausea e del vomito nei primi mesi di gravidanza. Tale profilassi si può esercitare, non solamente mediante applicazione di aghi, ma anche attraverso l'esercizio di una pressione prolungata sul punto P6 con le dita. In tal caso si usa parlare di "acupressione".

Fonte: http://www.seaband.ch/agopuntura.php

mercoledì 16 gennaio 2013

Il tempo? Non esiste...


Il fisico italiano Davide Fiscaletti e l'ingegnere sloveno Amrit Sorli hanno pubblicato in questi anni quattro articoli sulla relatività speciale nella rivista americana “Physics Essays”, edita dall’American Institute of Physics. Il risultato della loro ricerca sorprende per la semplicità intuitiva della soluzione: il tempo che noi misuriamo con gli orologi non è altro che una sequenza numerica di cambiamenti, un ordine numerico, una quantità matematica. In altre parole, non esiste come dimensione fisica.

Nella sua introduzione all'incontro con Julian Barbour del 22 gennaio scorso, Giulio Giorello ha suggerito una suggestiva analogia, che aiuta a comprendere il senso dell'illusione della realtà: ha parlato delle luci che decorano strade e piazze durante le fiere di paese, o nel periodo natalizio. Quelle in movimento, in cui si vede un lampo di luce che corre lungo una parete. Ogni lampadina del percorso si accende al momento opportuno, poi si spegne. Ciascuna emette la sua luce, ma l'osservatore ha l'impressione di vedere una sola luce, con entità propria, che si muove.
È questa semplice analogia che può ricondurci a comprendere il senso degli “Adesso” di Barbour e dei “Quanti di spazio” di Fiscaletti e Sorli, se davvero sono concetti tra loro assimilabili. Ma andiamo per ordine.

Di inesistenza del tempo si parla da oltre centocinquantanni, a cominciare da quell’Ernst Mach che studiò la velocità del suono, se vogliamo limitarci al pensiero scientifico moderno, ma ciascuno di noi, in fondo, è riottoso all’idea di eliminare la cosa che più è presente nel vissuto quotidiano: il tempo che passa, il tempo che non basta mai, oppure che non passa mai, che ci fa invecchiare, quello che fu, quello che sarà, anche dopo di noi. Possibile che non esista?
“Quello è il tempo psicologico”, sostengono Fiscaletti e Sorli, cioè “la realtà psicologica attraverso la quale noi sperimentiamo il cambiamento,” e ricordano che dell’argomento avevano già parlato Albert Einstein e il matematico e logico austriaco Kurt Gödel nella seconda metà del secolo scorso.

lunedì 14 gennaio 2013

Gli anti-infiammatori placano il dolore, ma bucano lo stomaco

Nonostante gli effetti collaterali siano seri e noti, in Italia nel luglio scorso è stato segnato un record di consumo di questi farmaci.

I fans (farmaci anti-infiammatori non steroidei) tolgono il dolore, ma bucano lo stomaco. Reflusso esofageo, vomito, gastrite e ulcere. I farmaci anti-infiammatori fanno "pagare" cara la loro prestazione, per questo l'attenzione del paziente deve essere rivolta anche agli effetti collaterali.

Specialmente se il paziente è italiano, e di fans abusa rispetto ai "compagni" di dolore europei. I fans sono farmaci anti infiammatori non steroidi e vengono usati anche come analgesici, contro il dolore, e come antipiretici, per far abbassare la febbre. Il principio attivo da cui nacquero i fans è l'acido acetolsalicilico, immancabile in ogni casa provvista di armadietto dei medicinali e che trovate sotto il nome più comune di aspirina. Lo stomaco, però, è a rischio. Motivo per cui ogni medico si raccomanda di assumere l'aspirina sempre dopo aver mangiato.

L'aspirina fu però solo il principio dell'avvento dei fans nella storia dei farmaci e molte sono le molecole e i principi attivi di questi farmaci. Tutti con effetti collaterali, spesso molto seri. Se lo stomaco è il primo a mal digerire l'assunzione di fans, poi ci sono i reni, il cuore e la pressione sanguigna e le piastrine. Gli effetti collaterali, spiega Repubblica nell'inserto Salute, sono legati al meccanismo di inibizione delle prostaglandine:

venerdì 11 gennaio 2013

Bambini, il metilfenidato (Ritalin) blocca la crescita


L’organo ufficiale della farmacovigilanza italiano ha stabilito che il metilfenidato, il principio attivo del Ritalin, è associato ad un ritardo nella crescita dei bambini. Il metilfenidato, infatti, viene impiegato in caso di deficit d’attenzione e di disordini da iperattività. Già nel corso degli anni Settanta diversi studi sollevarono perplessità sui benefici di questo psicostimolante.

fonte: http://www.medicinalive.com

Un trial clinico randomizzato ha esaminato le modifiche in altezza e in peso di 521 bambini iperattivi di età compresa fra i 7 e i 10 anni. I bambini sono stati suddivisi in 4 gruppi con differenti strategie terapeutiche (solo terapia comportamentale intensiva; solo metilfenidato; terapia comportamentale + metilfenidato; gestione da parte di un medico di medicina generale).

Dopo 14 mesi, è emerso come i bambini trattati con metilfenidato avessero in media 1,23 cm e 2,48 Kg in meno per anno rispetto ai bambini non esposti al principio attivo del Ritalin. Durante un periodo aggiuntivo di 10 mesi, in cui le famiglie erano libere di scegliere quale terapia adottare, il ritardo della crescita (nei bambini trattati con metilfenidato) era pari a -0,87 cm e -1,02 Kg. In media, dopo 3 anni, i bambini con deficit d’attenzione e iperattività trattati con metilfenidato avevano circa 2 cm e 2,7 Kg in meno rispetto a quelli non esposti.

mercoledì 9 gennaio 2013

The China Study: cibi naturali e vegetali, assicurazione per il benessere


The China Study: tutti dovrebbero leggere questo libro! Tutti indistintamente, compresi i medici. Innanzitutto perché presenta i risultati
di un colossale studio, condotto su diversi milioni di persone nell’arco di circa 30 anni, in grado di cambiare radicalmente ciò che si è sempre pensato finora sul tema del rapporto fra alimentazione e malattia.
In genere si tende a non credere che il tipo di dieta che si adotta possa effettivamente influenzare l’insorgenza e la progressione di numerose malattie mortali ed invalidanti tipiche della nostra epoca, come i tumori, gli infarti e gli ictus, le malattie degenerative del sistema nervoso (Parkinson, Alzheimer, ecc.).
Questo libro, raccogliendo, elaborando ed incrociando una mole impressionante di dati, ci mostra con criteri scientifici ed epidemiologici di difficile contestazione che una dieta costruita prevalentemente o totalmente con cibi naturali e vegetali è in grado di prevenire o curare la gran parte di queste malattie.

“Cambiate l’alimentazione in modo tale che le proteine
derivino quasi esclusivamente da cereali, legumi e verdura”
T. Colin Campbell

Smontati tutti i luoghi comuni
Il libro smonta efficacemente tutti i luoghi comuni relativi ai supposti vantaggi per la salute della dieta occidentale, a cominciare dal mito del latte come alimento più completo per gli esseri umani, continuando con quello delle proteine nobili di origine animale.
Secondo il vecchio paradigma, infatti, le proteine animali avrebbero un più alto valore biologico rispetto a quelle vegetali per il fatto di contenere contemporaneamente la giusta quantità degli amminoacidi necessari a favorire la crescita, ciò che determinerebbe la maggiore qualità della fonte proteica animale. Niente di più falso, dal momento che come afferma bene il dott. Campbell “la massima efficacia nel favorire la crescita non corrisponde alla massima salute ed è per questo che i termini efficacia e qualità sono fuorvianti”.
Infatti, è sempre più evidente come nella nostra società tumori e malattie si sviluppino e crescano nell’organismo con una efficacia direttamente proporzionale al maggiore consumo di proteine e grassi animali. The China Study non fa altro che dimostrarlo scientificamente.

lunedì 7 gennaio 2013

Cambiare le credenze dell'umanità per superare la crisi

Un estratto dell'intervista esclusiva a Bruce Lipton apparsa su Scienza e Conoscenza n. 38...

Anche nel tuo ultimo libro l’abbandono delle vecchie credenze è un punto fondamentale del tuo pensiero, ma la prospettiva si sposta da quella individuale a quella collettiva: le credenze da cambiare sono quelle dell’umanità intera se vogliamo salvare la nostra specie e il nostro mondo dalla distruzione. Detta così sembra sempre un’impresa sovrumana: cosa possiamo fare nel nostro piccolo, giorno per giorno, tutti i giorni?
La civiltà di oggi sta cadendo a pezzi, perché la natura di quella che chiamiamo comunità è sull’orlo del crollo. E la scienza che abbiamo è stata la porta di accesso. È una scienza basata sull’individuo, che parla di ardua sopravvivenza, dei più forti, l’evoluzione supporta il migliore, e poi risulta, guardando meglio, che non è quella l’evoluzione.
L’evoluzione riguarda la cooperazione e la comunità, ed è questo che intendiamo quando parliamo del giardino dell’Eden. C’era competizione in quel giardino? No, c’era cooperazione, tutti gli organismi insieme creavano un bellissimo giardino. Abbiamo distrutto il giardino che ci è stato dato (e lo stiamo distruggendo) perché ognuno compete con l’altro, e il passo evolutivo che dobbiamo affrontare è superare l’individuo, riconoscere che l’evoluzione è basata sulla visione di famiglia, su gente che si riunisce, che lavora in armonia e si supporta vicendevolmente. Non c’è un noi e un loro, siamo tutti uno, e quando impareremo questa lezione sarà un’opportunità di prendere questa terra, che è particolarmente sacra ora, e creare una svolta nella storia creando salute e armonia, trasformando questo pianeta nuovamente in un giardino. Dipende dalla nostra capacità d’imparare che siamo noi i portatori dei guai. Il modo per uscirne è smettere di combattere tra di noi e riconoscere che gli umani sono tutti parte di una famiglia chiamata umanità.
L’umanità è l’organismo e noi siamo le cellule, ogni essere umano è una cellula nel corpo di un qualcosa di più grande, l’umanità. Il problema che affronta ora l’umanità è che le cellule continuano a lottare tra loro. Quando le cellule del tuo corpo si combattono, la malattia è detta autoimmune. Se le cellule competono e lottano si chiama autodistruzione. Lo stesso vale per gli umani: combattersi è autodistruzione, è una malattia autoimmune, è l’umanità che morirà, oppure vivrà se noi correggiamo questa direzione autodistruttiva. Siamo vicini a prendere una decisione: vogliamo sopravvivere ed evolvere o vogliamo morire? Ora non so che faremo, siamo in mezzo alla battaglia, e saremo vincitori quando realizzeremo che non è il successo che promuove la nostra evoluzione, piuttosto il riunirci in comunità ed imparare a cooperare.

venerdì 4 gennaio 2013

La Metamorfosi possibile: intervista a Carlo Dorofatti sul suo ultimo libro


Semplice, diretto e immediato, Metamorfosi, l'ultimo saggio di Carlo Dorofatti, introduce il lettore ad una disciplina personale basata sulla presenza a se stessi e alla realtà, attraverso pratiche rituali di centratura e di armonizzazione che possono essere adottate in quanto tali, rielaborate in forma soggettiva e altresì collocate nell’ambito di discipline e pratiche già adottate. L’Autore esorta ad una presa di coscienza radicale per rendersi permeabili ad un cambiamento inevitabile, necessario e selettivo, dipingendo scenari evolutivi nuovi e avvincenti.
Metamorfosi è un compendio di pratiche personali utili per disciplinare la propria vita e orientarla in sintonia con energie e dinamiche cosmiche, contemporaneamente trascendenti e latenti nelle profondità dell’anima umana. L’Autore sviluppa gli approcci e in contenuti del cosiddetto “percorso endoterico”, ribadisce il ruolo fondamentale della meditazione, colloca le pratiche all’interno di uno scenario etico di motivazioni esistenziali e infine indica sbocchi esistenziali molto concreti, ovvero scenari evolutivi del tutto nuovi e avvincenti. Quella che ci attende – sostiene Carlo Dorofatti – è una vera e propria metamorfosi che, se siamo consapevoli e pronti ad essere totali, ci permetterà di superare positivamente questo momento di grande cambiamento inevitabile e necessario, mettendoci nelle condizioni di determinare nuovi orizzonti di vita e di coscienza.

Nei tuoi libri e durante gli incontri che tieni nell’ambito dell’Accademia A.Co.S. da te fondata, traspaiono stimoli nuovi molto concreti, quasi come se volessi tirare le fila di tutti i discorsi e le conoscenze di cui oggi possiamo disporre. Spesso parli di scelte di vita, di essere concreti. Nella pratica, quel è il tuo punto di vista, il tuo messaggio?
La vita esoterica è una vita votata a un’indagine complessa, alta e profonda di sé e della realtà. Corrisponde alla scelta concreta di esplorare, comprendere e orientare saggiamente l’intelletto che ci distingue dalla meccanicità naturale; esige decisioni  impegnative e, forse oggi più di ieri, certamente non facili.
È l’innesco di un processo meta-psicologico, estetico ed etico radicale, quindi spirituale e di consapevolezza in grado di condurre ad una gnosi superiore. Ed è quindi, come passo successivo, il mettere in pratica, l’applicare nella propria vita, tale gnosi superiore: nei confronti di se stessi, della propria quotidianità, nelle relazioni, nei confronti degli altri, su tutti i fronti della nostra esistenza. E’ indagine della vita, della natura; è comprensione: è applicazione. È scienza. È arte. Quindi non solo acquisizione teorica, ma squisitamente pratica e concreta.

mercoledì 2 gennaio 2013

Cancro: questione di informazione


Se si fornisce alle cellule staminali tumorali una corretta informazione, esse possono essere indirizzate verso la normalità: intervista a Pier Mario Biava...

Il professor Pier Mario Biava, medico del lavoro, studia da parecchi anni il rapporto fra cancro e differenziazione cellulare: ha isolato i fattori di differenziazione delle cellule staminali in grado di inibire o rallentare la crescita di vari tipi di tumori umani. Docente per numerosi anni alla Scuola di specializzazione di medicina del lavoro di Trieste, lavora attualmente presso l’IRCCS Multimedica di Milano.
È presidente della Fondazione per la ricerca delle terapie biologiche del cancro e vice presidente dell’International Academy of Tumor Marker Oncology. Negli ultimi due anni ha partecipato attivamente all'avanzamento delle ricerche nell’ambito del rapporto tra cellule staminali e cancro. Ultimamente ha avuto modo di curare come guest editor il numero speciale di una importante rivista medica internazionale, ovvero Current Pharmaceutical Biotechnology (volume 12, n. 2, febbraio 2011, consultabile alla pagina: http://www.benthamdirect.org/pages/b_getarticlebyissue.php), sul tema “Reprogramming of Normal and Cancer Stem Cells” (Riprogrammazione di cellule staminali normali e cancerose).
Riprendiamo e approfondiamo il tema già affrontato sul numero 26 della rivista, intervistando il professor Biava sugli ultimi sviluppi della sua interessante e promettente ricerca sulle terapie del cancro.

Allo stadio attuale della ricerca, secondo lei, qual è il ruolo delle cellule staminali tumorali nel determinare la malignità della malattia cancerosa?
Numerose ricerche effettuate in tutto il mondo hanno evidenziato che alla base della malignità dei tumori vi sono cellule staminali tumorali, resistenti alla chemioterapia e alla radioterapia, che sono in grado di metastatizzare e di riprodurre, a partire da poche cellule, tutto il tumore. Nell’ambito di una neoplasia vi possono essere cloni cellulari diversi: di solito quando un tumore, magari dopo aver risposto alle terapie tradizionali di consolidata efficacia e riducendosi quindi nelle sue dimensioni, non guarisce, recidiva e metastatizza percheé contiene cellule staminali tumorali: contro di esse finora non sono ancora state trovate terapie veramente efficaci.