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"Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono." Carl Gustav Jung

mercoledì 31 ottobre 2012

Il mal di schiena? Modifica le percezioni

Il dolore cronico unilaterale è associato a un'alterazione della rappresentazione integrata spazio-corpo.

MILANO - È una patologia molto diffusa, che colpisce in qualsiasi età, con costi elevati per la società in termini di spesa sanitaria. Inoltre, quando il mal di schiena diventa ricorrente e cronico, ha un grosso impatto sulla produttività lavorativa, almeno nei Paesi occidentali, causando gran parte dei giorni di assenza dal lavoro. Secondo una ricerca condotta dall’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Neuroscience Research Australia e l’University of South Australia, anche il mal di schiena obbedisce alla legge della relatività. I risultati, pubblicati sulla rivista Neurology, rivelano che il dolore cronico distorce infatti la percezione spazio-temporale del punto in cui il dolore si concentra: in pratica, ciò che accade nella parte circostante all’area dolorante è processato più lentamente, come se il dolore modificasse le variabili spazio-tempo percepite dal cervello.

LO STUDIO - I ricercatori hanno condotto degli esperimenti su 26 pazienti affetti da mal di schiena cronico unilaterale. Hanno applicato dispositivi elettromeccanici in tre diversi punti del corpo (su una mano, sul punto dolente della schiena e su un’altra parte sana del corpo), producendo vibrazioni tattili. «Abbiamo inviato, contemporaneamente, due identici stimoli vibratori su due di queste aree e abbiamo riscontrato che il cervello processa più lentamente gli stimoli provenienti dall’area dolorante» spiega Alberto Gallace, psicobiologo dell’Università di Milano-Bicocca. I ricercatori hanno inoltre rilevato che se, per esempio, la mano viene posizionata vicino alla parte del corpo dolorante anche gli stimoli provenienti dall’arto vengono processati più lentamente. «Come se il cervello "negligesse" quella mano – commenta il ricercatore –. Ancora sono necessari altri test, ma è possibile che il dolore modifichi la rappresentazione del corpo e dello spazio che lo circonda per ridurne l’impatto sulle funzionalità dell’organismo. Concentrarsi sulla parte del corpo dolorante ci impedisce infatti di effettuare altre azioni e allo stesso tempo rende il dolore ancora più rilevante».

martedì 30 ottobre 2012

La tossicità del mais OGM in uno studio a lungo termine


La rivista scientifica Food and Chemical Toxicology  sta pubblicando un lavoro che sta già sollevando molti dubbi sulle modalità con cui si approvano le colture di organismi geneticamente modificati (OGM).

Lo studio, condotto dalle università di Caen e Verona alimentando gruppi di ratti per due anni con mais OGM Monsanto brevettato NK603, dimostra che nel lungo periodo gli animali alimentati con il mais transgenico sono affetti da tumori o gravi danni a fegato e reni in percentuali notevolmente superiori rispetto al gruppo di controllo. Nelle femmine, ad esempio, la probabilità di sviluppare un tumore alla mammella è 2-3 volte maggiore, mentre nei maschi la probabilità di necrosi epatica è da 2,5 a 5,5 volte più alta, a seconda delle dosi di OGM somministrate. Dato che il lavoro è stato condotto sull'intero ciclo di vita degli animali, sappiamo anche che i ratti sottoposti a una dieta con OGM hanno una vita più breve rispetto ai ratti che si alimentano con mais naturale.

Il mais Monsanto NK603 è un ceppo ingegnerizzato per resistere all'erbicida Roundup, inserendo nel codice genetico una versione modificata di un gene che codifica una proteina dal nome lungo e complicato, ma abbreviabile in EPSPS, un enzima coinvolto nella sintesi degli aminoacidi. L'erbicida inibisce l'enzima normale, ma non l'enzima modificato, per cui in presenza del Roundup  le piante transgeniche crescono, mentre le piante indesiderate muoiono.

Nel lungo periodo, sia l'erbicida sia le piante transgeniche non esposte all'erbicida risultano tossici, almeno secondo lo studio in oggetto.

lunedì 29 ottobre 2012

Il simbolismo della Ghiandola Pineale


Tratto da Scienza e Conoscenza 32.
Il passato è uno spazio-tempo alquanto misterioso ed indecifrabile e la moderna archeologia arranca nel fornire plausibili spiegazioni a molti dei suoi misteri. Uno tra i più noti è come sia possibile che culture apparentemente slegate tra loro abbiano utilizzato le stesse peculiari architetture: le piramidi. In aree geografiche come Egitto, sud America, sud-est asiatico, Cina e perfino in Serbia (cfr. Scienza e Conoscenza n.28) ci sono piramidi di colossali dimensioni molto simili tra loro. Tutte sono state costruite sopra corsi d’acqua sotterranei e/o caverne naturali o artificiali munite di tunnel. Tutte presentano la caratteristica di fungere da ciclopici ionizzatori e da risonatori di armoniche che vanno dagli inudibili 16 Hz fino a qualche centinaio di hertz con una predilezione ─ delle piramidi egizie ─ per le frequenze con cui intoniamo il Si ed il Do tra la seconda e la terza ottava del La corista. Ancora non si sono comprese le ragioni di questa somiglianza costruttiva, ma gli esponenti del pensiero convenzionale spesso tentano di discreditare i legittimi interrogativi su questo fenomeno globale, invalidando perfino i dati scientifici emersi dalle ricerche di fisici e geologi che minano i dogmi ufficiali. Naturalmente il tema di questo articolo non è le piramidi, ma un altro fenomeno multiculturale ─ per molti versi correlato alle piramidi ─ che come queste ultime è presente in culture profondamente diverse e distanti tra loro.
Il soggetto del nostro indagare è la più popolare tra le ghiandole endocrine: l’Epifisi, meglio conosciuta come ghiandola Pineale.

venerdì 26 ottobre 2012

Il pensiero e la gabbia della mente


Il seguente articolo è tratto dal libro di Carlo Dorofatti "Nient'altro che se stessi. Incanti e disincanti della nuova era" (Nexus Edizioni, 2010).
La mente non é noi: tutti i nostri pensieri vengono da una Mente ben piú vasta della nostra, universale.
Sri Aurobindo

Il pensiero non è qualcosa che produciamo, ma una “sostanza” nella quale siamo immersi. È il nostro habitat naturale, nel quale agiamo e creiamo effetti e rispondenze. Noi infatti “elaboriamo” pensiero, non lo produciamo: il pensiero non è parte di noi, non ci appartiene. Siamo abituati ad identificarci nei nostri pensieri, ma la verità è che noi siamo solo il canale attraverso il quale scorrono.

L’essere umano partecipa ad un ecosistema multidimensionale di energia-pensiero. L’uomo riceve pensiero elaborato da specie “inferiori” (meno complesse) ed elabora pensiero-cibo per specie “superiori” (piú complesse), all’interno di una vera e propria “catena alimentare”.

È interessante considerare che noi, nella nostra attuale condizione, non solo non produciamo pensiero, ma non siamo neppure fruitori del pensiero che elaboriamo, o meglio, non lo siamo in tempo reale. Quando crediamo di pensare, ci stiamo semplicemente ricordando di aver elaborato “qualcosa” che la mente ha adattato a sé, rielaborando i nostri pre-giudizi. Praticamente viviamo in una “differita” della realtá, riveduta e corretta dalla mente.


giovedì 25 ottobre 2012

Il potere nascosto del cambiamento


Alcune delle ragioni per cambiare il proprio stile di vita sono ovvie. Non occorrono grandi ragionamenti per capire perché sia una buona idea smettere di fumare, passare ai cibi biologici o ridurre l’esposizione complessiva ai materiali sintetici e ai campi elettromagnetici. Ciò che può essere meno ovvio sono i benefici che ricaviamo facendo cambiamenti fini a se stessi.

La nostra capacità d’influenzare il dispiegarsi degli eventi nella nostra vita esiste solo nel momento presente. Quando ripetiamo abitualmente
gli stessi comportamenti più e più volte, essi divengono così radicati in noi che svolgiamo tali attività (per esempio guidare, mangiare, farsi la barba) senza nemmeno pensarci. I nostri pensieri sono altrove… o in un altro tempo.
I bambini, invece, rimangono fortemente coinvolti e consapevoli in qualunque momento, perché ogni istante rappresenta una nuova avventura. Per i bambini, il semplice gesto di spazzolarsi i denti è una ricca esperienza sensoriale colma di gusti, sensazioni, suoni e spruzzi interessanti. Col tempo lavarsi i denti diventa una parte talmente abituale della nostra routine d’igiene quotidiana che quasi non ci facciamo caso. Il nostro corpo è coinvolto nell’atto di spazzolare i denti, noi invece no. I nostri pensieri ripercorrono distrattamente gli eventi della giornata o combattono con un sovraffollato elenco di cose da fare.

mercoledì 24 ottobre 2012

Oltre il pianeta Mente: alla conquista dello spazio-consapevolezza

Più una persona è connessa con la consapevolezza, più forte è la sua coscienza personale, il suo sentimento del bene, la sua intelligenza emozionale, la salute corpo-mente...

La nostra esperienza mentale del mondo è incompleta e necessita di essere integrata da un’esperienza consapevole in cui diventiamo pienamente coscienti del fatto che la nostra mente agisce come un “prisma” che devia le informazioni che percepiamo. La consapevolezza è la “direttrice naturale della mente”, che la guida verso invenzioni che sono favorevoli alla natura e all’uomo. La mente senza la consapevolezza è come una lanterna senza l’olio. La convinzione che la mente sia di per sé intelligente è erronea. Se l’uomo non è in contatto con la consapevolezza può arrivare a creare armi di distruzione di massa che possono ucciderlo. Se si vuole porre fine alla violenza e alle guerre che devastano il nostro pianeta, il passo fondamentale da attuare è quello di mettere insieme ragione e consapevolezza. La scoperta della consapevolezza permetterà all’uomo di unire i lati materiale e spirituale del mondo e di sviluppare le tecnologie più appropriate.

 L’uomo è, fondamentalmente, un essere costituito da tre elementi: corpo, mente, e consapevolezza, che possiamo chiamare anche l’“essenza”. Più una persona è connessa con la consapevolezza, più forte è la sua coscienza personale, il suo sentimento del bene, la sua intelligenza emozionale, la salute corpo-mente. L’uomo consapevole ha un senso di responsabilità altamente sviluppato e non è incline alla manipolazione. L’esperienza consapevole costituisce l’unica strada che può consentirci di uscire dalla situazione di crisi in cui ci troviamo oggi. Una società di “individui consapevoli” non sarà né comunista né capitalista, ma piuttosto una società che funzionerà ai massimi livelli con leggi minime. Più debole è la consapevolezza, più leggi e regole sono necessarie; più forte è la consapevolezza, meno leggi sono necessarie e più libertà ci sarà.

martedì 23 ottobre 2012

Riconoscere e guarire i conflitti psichici nel campo energetico

Con il sistema dell’energetica psicosomatica (PSE), un metodo terapeutico olistico concepito dal dottor Banis, è possibile individuare i conflitti psichici in molti pazienti e risolverli con una terapia omeopatica mirata...

In base alla mia esperienza, i conflitti psichici non elaborati sono le più frequenti cause di malattia nella pratica medica. Molte delle persone che da tempo si sentono poco bene e malate hanno dei conflitti di questo tipo. Tali conflitti si svolgono perlopiù nell’ombra e spesso purtroppo non vengono né riconosciuti nel modo giusto né trattati con l’intensità necessaria. In tal modo non si tiene conto di un’importante causa di malattia. I conflitti sono quasi sempre una delle cause principali di casi problematici come le malattie croniche, le difficoltà nell’educazione dei bambini e i disturbi dello stato psicofisico, spesso inspiegabili. Solo dopo aver riconosciuto e risolto questi conflitti, possono mettersi in moto dei processi di guarigione efficaci e durevoli. In questo modo vengono spesso sciolti dei blocchi terapeutici e solo allora le cure cominciano ad essere realmente efficaci. Grazie allo scioglimento dei conflitti non si verifica soltanto la guarigione delle malattie, ma la maggior parte delle persone sperimenta un cambiamento globale verso il positivo, si sente più vitale e con una maggior gioia di vivere. Le persone diventano inoltre sempre più centrate a livello psichico, riuscendo così ad esercitare un miglior controllo sulla propria vita e a sviluppare una sempre maggiore autostima.

lunedì 22 ottobre 2012

Il pensiero è la forza più potente che c'è nell'universo

La fine dell’Homo erectus per effetto del “pensiero debole”. Una grande scoperta di neuro-ortopedia: le discopatie sono dovute all’azione della gravità sulla colonna...
Pensiero, come ebbi modo di dirvi altre volte, è correlato etimologicamente alla parola latina pènsum, che significò la quantità di lana pesata, dacché le cosiddette “ancelle pensili”, giovani “operaie-intellettuali”, avevano il compito di stimare il peso della lana, meditando, vale a dire esercitando la funzione “mentale” del pe-n-sare, appunto!
(Avanti vedremo la doppia accezione del termine mente, che ci riporta al significato di misurare, che attiene il dolore, dalla radice indo-germanica matìs e al significato di mèdeor = medicare, dal latino mèdicus = colui che cura le malattie, essendo un sapiente)
Peso e pensiero sono dunque legati da un “filo concettuale” straordinariamente intrecciato e nell’anno 2012 alle porte, sta per rendersi evidente una sorpresa, che quel tipo di “scienza”, figlia del metodo cartesiano, non si sarebbe mai aspettata di trovarsi di fronte.

La causa per la quale i corpi cadono a terra, a-tratti (c’è un’alfa privativa e il verbo trarre) va annoverata nel regno dei quid impalpabili, immateriali e... inexistenti… come lo è il pensiero.
È una rivoluzione copernicana che l’Establishment non prevedeva e probabilmente non è preparato a fronteggiare. Anche le conseguenze non sono al momento facilmente prevedibili.
È finita una Civiltà, che ha creduto fermamente nell’esistenza di “fettucce” invisibili, in grado di avvinghiarsi in tutti i corpi e di trascinarli verso il centro della terra a velocità sempre più crescente, stante una accelerazione costante e equa per tutti. Dall’oggetto di ferro a quello realizzato in morbida plastica o in leggerissimo polistirolo.

venerdì 19 ottobre 2012

L'influenza del suono e delle vibrazioni sul nostro corpo

Nel mondo esterno non ci sono suoni, ma solo vibrazioni, che il cervello percepisce come sensazioni sonore coerenti con lo sviluppo fisiologico dell'una o l'altra area cerebrale.

Che cosa " sente " un bambino prima ancora di nascere?
La vita prenatale è fondamentale nell'appredimento, in particolare dopo 10 settimane, e il nascituro ha una predilezione all'apprendimento del suono.
Nel mondo intrauterino infatti il liquido amniotico permette di trasmettere assai rapidamene i suoni, così che al 5° mese, l'esercizio di attivazione dei canali sensoriali attivi che correlano sonorità e
movimento, è già sufficentemente maturo da permettere di riconoscere e ricercare la voce della madre. La maturazione psichica tramite il suono permette pertanto lo sviluppo dei circuiti cerebrali che si
esercitano come pre-immaginazione cosciente nonchè come apprendimento onirico durante il sogno dell' infante.

Ci può spiegare - in termini semplicissimi - che cosa succede nel cervello quando ascoltiamo un suono?
Da quando la Risonanza Magnetica funzionale (RMf) ci ha permesso di osservare il cervello come sistema interattivo di apprendimento, abbiamo iniziato a comprendere che il cervello è un attivo
analizzatore di frequenze udibili e ciò significa che non solo riceve vibrazioni dal mondo esterno, ma che produce attivamente dei suoni per cercare di distinguere similitudini e differenze rispetto a quanto è stato già memorizato dal proprio sistema di apprendimento mnemonico.

giovedì 18 ottobre 2012

La fragilità dell’uomo moderno


L’homo consumer moderno non sa più cos’è la storia; non sappiamo più cos’è il Cosmos che ci accetta, e finiamo per avere paura della nostra fine, non la accettiamo più...

La parola fragile deriva dal latino frangere, che significa rompere. Spesso la troviamo all’esterno di imballi di oggetti delicati, un avvertimento ad usare con cautela. Fragile è un vetro, un fiore, il carattere o la sensibilità di una persona. Si sente spesso dire “ha un carattere fragile”, “è fragile di salute”; è anche usato come sinonimo di debole, gracile, inconsistente. Da sempre il concetto di fragilità è unito al destino umano del perire, del morire: “Piccola candela, su, spegniti! altro non sei che un’ombra vagabonda, la vita, un povero attore come te che si dimena sopra una scena, un’ora e poi ne cessa la voce, il raccontare di un idiota tra strida e scoppi di furore, privo di senso; un niente”, così si esprimeva William Shakespeare nell’atto quinto del Macbeth.

Quello della fragilità è un tema che mostra molto bene in che modo, nel mondo attuale, stiamo assistendo ad un cambiamento di paradigma. Stiamo entrando, secondo molti sociologi, nella post-modernità. I periodi storici del 17°, 18° e poi nel 19° secolo, fino alla metà del 20° secolo furono epoche che mettevano l’accento sulle idee cartesiane; l’uomo era padrone e possessore della Natura, con una visione fondamentalmente aggressiva nei confronti del sé, dell’altro e della Natura stessa; una visione aggressiva che si inoltrava anche agli dei, al divino. Attualmente gli studi sui giovani, sulle nuove generazioni evidenziano una saturazione verso il mondo moderno; si inizia ad avvertire la necessità di tornare ad un qualcosa di più dolce, tranquillo, soft, slow, e la grande tematica della fragilità si iscrive i queste coordinate. Per dirla in breve, si sente la necessità di avere un altro rapporto con il mondo, diverso, meno intrusivo. Per usare un termine greco si potrebbe dire una metanoia, ovvero una profonda revisione nel modo di pensare, di sentire, di giudicare le cose; una nuova concezione del mondo ed un nuovo modo di rapportarsi al mondo. Si parla di downshifter, di persone che vogliono vivere ai margini  della società puntando ad un recupero del proprio tempo, della propria esistenza; talvolta si sente parlare di decrescita felice. 

mercoledì 17 ottobre 2012

La mente e le onde-pensiero

La mente sembra intelligente e conscia.… non è così. E’ soltanto uno strumento di conoscenza che abbiamo a disposizione.
La conoscenza o percezione che abbiamo delle cose è un’onda-pensiero nella mente, che noi dobbiamo controllare, perché ciò che accade comunemente è che se l’onda-pensiero è piacevole, noi diciamo “io sono contento” e se l’onda-pensiero è spiacevole, noi diciamo “io sono infelice”. Ma questa identificazione è falsa ed è causa di ogni nostra infelicità.

Infatti la conoscenza o percezione che noi abbiamo di ciò che viene dal mondo esterno, è solo quella materiale e tangibile propria del livello più macro. Ma, ad un livello più micro, vediamo che anche la materia corrisponde all’immateria. Questo concetto apparentemente astratto trova invece fondamento nella scienza, ed in particolare nella fisica subatomica che da Albert Einstein in poi riconosce che anche la materia apparentemente più fissa e stabile è composta da particelle, cui la meccanica quantistica ha tolto definitivamente l’aspetto classificabile come “materiale”, definendole onde. Perciò noi stessi, al pari di un sasso, siamo fondamentalmente immateriali, senza fissità, e costituiti da onde. Quello che compare ai livelli più grossolani della materia e cioè il mondo nelle sue manifestazioni fisiche è solo la superficie di una verità molto più complessa.

venerdì 12 ottobre 2012

Le proprietà nutritive delle lenticchie


Le lenticchie sono ricche di fibre, sali minerali e vitamine, sono considerate, fin dai tempi antichi, la carne dei poveri, sono legumi appartenenti alla famiglia delle Papilionacee e la loro storia inizia molti secoli fa.

 Le lenticchie hanno un alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali, sono anche ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B, inoltre hanno anche un alto contenuto proteico, una buona quantità di zuccheri e una scarsa quantità di grassi, oltre ad essere ricche di vitamine, sali minerali e fibre. 

Sono molto indicate nella prevenzione dell’arteriosclerosi poiché i pochi grassi in esse contenute sono di tipo insaturo, la grande quantità di fibre le rendono molto importanti e utili per il funzionamento dell’apparato intestinale e per tenere sotto controllo il livello del colesterolo, ma non è tutto: le lenticchie contengono anche soflavoni, sostanze che puliscono l’organismo.

Vi consigliamo di consumarle soprattutto in virtù delle loro proprietà antiossidanti che agiscono positivamente sugli agenti inquinanti a cui tutti siamo soggetti. Le lenticchie sono anche molto ricche di tiamina, utile per migliorare i processi di memorizzazione, mentre il contenuto consistente di vitamina PP fa sì che esse abbiano anche la proprietà di fungere da potente equilibratore del sistema nervoso, con azione antidepressiva e antipsicotica.
Infine, sono molto indicate per tutti coloro che necessitano di ferro, mentre sono assolutamente controindicate nei soggetti iperuricemici.


giovedì 11 ottobre 2012

Differenti modi di respirare per ogni diversa situazione di vita

La respirazione è importante per la regolazione del nostro organismo ed un corretto funzionamento né garantisce lo stato di salute.
Esistono vari esercizi di respirazione, e differenti modalità respiratorie collegate a scopi diversi e a situazioni differenti di vita.

Con una respirazione toracica, l’organismo va in simpaticotonia: si rallenta la peristalsi intestinale, il sangue è pompato più in fretta, aumenta la sudorazione per smaltire il calore di un’eventuale azione imminente, i muscoli sono messi in condizione di agire; il tutto prepara ad affrontare una situazione di allarme
La respirazione può inoltre diventare molto rapida al fine di aumentare il tasso di ossigeno in caso di forte affaticamento.

La respirazione diaframmatica, invece, produce vagotonia, il sistema addetto ai momenti di calma, di tranquillità, di allentamento, stomaco e intestino sono in movimento, il sangue scorre più lento, vengono messe in circolazione endorfine e proteine P che producono un intenso senso di benessere.

In un funzionamento sano, un individuo dovrebbe poter ritornare alla respirazione diaframmatica  quando non c’è più bisogno di attivarsi ed affrontare situazioni di allarme.
In condizioni di stress si perde la capacità di ritrovare vari tipi di respirazione a seconda delle circostanze esterne e ritornare alla respirazione diaframmatica.
Si resta intrappolati in un tipo di respirazione cronico e disfunzionale,  permanentemente presente anche quando non ce ne sarebbe bisogno.


Restaurare la respirazione diaframmatica produce una serie di effetti estremamente positivi : si cominciano a riaprire le sensazioni che erano chiuse: piccole correnti vitali che fluiscono nel corpo, sensazioni di allentamento e di torpore, stanchezza e voglia di fermare l’eccessivo movimento di una vita troppo stressante; aumenta il contatto con se stessi e con le proprie emozioni e anche con ciò che non funziona tanto bene nel nostro corpo ed infine si producono intense sensazioni di benessere, di leggerezza o di pesantezza, di galleggiamento, di calma, di serenità.


BUONA RESPIRAZIONE A TUTTI!

Dott.ssa Raffaella Orlando

Fonte: http://www.benesseredacondividere.it/salute-e-benessere-2/differenti-modi-di-respirare-per-ogni-diversa-situazione-di-vita/

martedì 9 ottobre 2012

Recenti studi sulle proprietà anti tumorali dell’aloe arborescens

Articolo del dott. Davide Bianchini
In seguito al mio articolo sulle proprietà antitumorali dell’Aloe Arborescens, sono stata contattata dallo studioso Adelio Alberto Mora, collaboratore del Dottor Paolo Lissoni, noto oncologo dell’ospedale San Gerardo di Monza, direttore degli oncologi che hanno realizzato i più recenti studi sull’Aloe Arborescens.

Adelio Alberto Mora mi ha gentilmente aggiornato sui recenti sviluppi della ricerca anti-cancro sull’Aloe Arborescens attraverso uno studio effettuato nel 2009 che ha rivelato i benefici dell'aloe arborescens abbinato alla chemioterapia in alcuni pazienti con carcinoma metastatico in fase iniziale, suggerendo la possibilità di manipolare biologicamente l'efficacia e la tossicità della chemioterapia attraverso sostanze immunomodulanti endogene o esogene. Mi ha, inoltre, comunicato anche alcune modifiche alla ricetta anti cancro di Padre Romano Zago, concordate con il frate missionario.

Lo studio originale è  visionabile in lingua inglese qui, ed io voglio condividerlo con voi riassumendolo brevemente.

Ricerca
Sono stati "studiati" 240 pazienti con tumori metastatici solidi (cancro al polmone, cancro del colon-retto,  cancro gastrico e cancro del pancreas), che sono stati trattati con chemioterapia con o senza trattamento dell’aloe.
L’aloe è stato somministrato su una parte dei pazienti per via orale, sia durante che dopo la chemioterapia,  a 10 ml tre volte al giorno senza interruzione fino alla progressione della malattia, a partire da 6 giorni prima dell'inizio della chemioterapia, in una miscela costituita da 300 g di foglie fresche di Aloe,  500 g di miele più 40 ml di alcol 40% (ricetta di Padre Romano Zago).
La Chemioterapia, invece,  è stata somministrata settimanalmente.
Le risposte cliniche sono state radiologicamente valutate dopo almeno tre cicli di chemioterapia.
I pazienti sono stati controllati settimanalmente da test di laboratorio di routine.

lunedì 8 ottobre 2012

Vitamina D altro che vaccini!


Dal momento che esiste una sostanza capace di prevenire l’influenza molto piu’ efficacemente dei vaccini tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza? Uno studio clinico condotto dal dottor Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition. Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi. I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l’8 per cento.I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici – ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi dell’influenza. Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.

martedì 2 ottobre 2012

8 hertz: il codice della vita


Andrija Puharich, morto nel 1995, era un medico pioniere in ricerche sull'elettrobiologia e sulle capacità extrasensoriali del cervello. Durante la sua brillante carriera scientifica il Dott. Puharich detenne cinquantasei brevetti americani e stranieri per le sue invenzioni nel campo della medicina elettronica, neurofisiologia e biocibernetica. Fu autore di oltre cinquanta pubblicazioni scientifiche e di diversi libri divulgativi.

Durante la sua vita fu membro dell'Accademia delle Scienze di New York, dell'Associazione americana per l'Avanzamento della Scienza, dell'Associazione della Medicina Aerospaziale e l'Associazione americana per la Psicologia Umanistica. La sua mente vivace e anticonformista lo portò a riprendere alcune ricerche di Tesla con le onde non hertizane ELF (frequenze estremamente basse) rilevandone il potenziale nocivo per l'uomo e l'ambiente. Un suo pionieristico lavoro fu il creare una tecnologia, tutt'ora usata, nel far sentire i non udenti attraverso l'elettrostimolazione cranica con segnali elettronici che vanno direttamente al cervello. Tra le molte invenzioni va segnalato il suo brevetto US Patent 4394230, dove descriveva un metodo ed una strumentazione per il frazionamento delle molecole d'acqua. Questo brevetto spiega l'impiego delle frequenze per far risuonare le molecole d'acqua e così liberare i legami tra l'idrogeno e l'ossigeno, creando un ecologico combustibile ad acqua. Oltre che prototipo dello scienziato che si interessa alla free energy, Puharich mostrò una curiosità scomoda ed un'integrità scientifica disposta a giocarsi la carriera piuttosto che genuflettersi alla cieca politica accademica.

lunedì 1 ottobre 2012

Un Superorganismo chiamato Umanità: intervista a Bruce Lipton


Quando usi la parola mente che cosa intendi veramente?
Facciamo una semplice analogia: consideriamo il cervello come una radio, e la stazione che trasmette via radio è l’equivalente della “mente”. La mente (radio show) non è contenuta fisicamente nella radio. Il Cervello è la radio fisica che riceve e diffonde la “trasmissione” che sperimentiamo come la Mente. In questa percezione, la Mente non è un’entità fisica, è più simile a una frequenza di trasmissione vibrazionale.

Che cosa hai da dire su questa tua certezza (o è una credenza? ☺) che la mente è più forte dei geni?
Le Credenze e i Geni lavorano insieme. Per anni, la scienza convenzionale ha enfatizzato il fatto che i geni controllino i tratti fisici. Ora la scienza riconosce che i geni sono dei “potenziali” e la mente e l’ambiente forniscono le informazioni che controllano la lettura dei modelli del gene. Ma: le percezioni della mente possono alterare la lettura del codice genetico. Come rivela l’epigenetica, la risposta del sistema nervoso all’ambiente può modificare la lettura del gene a produrre fino a 30.000 variazioni di proteine dalla matrice dello stesso. Chiaramente, la mente e le sue credenze sono il meccanismo primario e il fattore più potente nel controllare la genetica di un organismo.
In che modo, nella tua visione, l’evoluzione della mente è legata all’evoluzione globale?
La "consapevolezza" è il tratto principale offerto dal sistema nervoso. Più un organismo è avanzato a livello evolutivo, più consapevolezza possiede. Gli scienziati ritengono, in genere, che il grado di "consapevolezza” sia la misura principale di evoluzione. L’umanità è sull'orlo di un “drammatico” aumento di consapevolezza. Inizieremo a prendere coscienza che ogni essere umano è l'equivalente di una "cellula" nel corpo di un superorganismo, l'Umanità.