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"Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono." Carl Gustav Jung

venerdì 28 settembre 2012

Stress e sistema immunitario: basi cognitive della patologia


È ormai entrato nell'immaginario comune che molte patologie vanno considerate come stress-indotte o stress-dipendenti; a livello della loro genesi, infatti, specifici stimoli che inducono una risposta somatica di stress rivestono un ruolo determinante. Inoltre, il termine stress, viene oramai utilizzato in molteplici cambi, uscendo dall'area ingegneristica che lo coniò; ricordiamo infatti che questo termine veniva impiegato, inizialmente, per indicare la tensione a cui può essere sottoposto un materiale rigido opportunamente sollecitato. Lo stress entrò nel frasario medico con Seyle, qusto ricercatore, infatti, studiando le risposte del corpo a differenti stimoli nocivi, che venivano indicati con il nome di stressors (agenti stressanti) e che inducevano atrofia del timo e delle strutture linfatiche. Studi successivi chiarirono che non era tanto l'esposizione allo stressor a produrre la reazione di stress quanto l'attivazione emozionale prodotta dall'esposizione a quel determinato stimolo; di conseguenza, risultano decisivi i fattori cognitivi nella tipizzazione e nella caratterizzazione della risposta allo stressor.
L'importanza dei fattori cognitivi, che quindi svincolano la risposta del corpo ad una situazione di stress dai rigidi meccanismi fisiologici è confermata dal fatto che, sottoponendo ad un identico stimolo, e quindi creando la stessa situazione “stressante”, individui diversi, questi potranno mostrare risposte differnti.
Questo ci induce a pensare che l'elaborazione cognitiva da parte del sistma nervoso degli stimoli ambientali, che è all'origine della risposta fisiologica del corpo agli eventi stressanti, è fondamentale e caratteristica di ogni individuo (che presenta differenti esperienze pregresse e l'attribuzione di uno specifico significato allo stimolo). Possiamo quindi parlare di risposta specifica individuale, ovvero possiamo introdurre il concetto che esista una risposta ad uno stimolo diversa, e per questo specifica, in ogni individuo.

giovedì 27 settembre 2012

Sei nato per essere felice, una lezione di vita di Don Miguel Ruiz


Ognuno di noi spesso pensa: “Non sono abbastanza bravo. Non posso farcela. Non posso essere felice. Sono nato per soffrire. La vita è una valle di lacrime e siamo qui per soffrire, e se soffriamo con pazienza, quando moriamo andiamo in paradiso”. Tutte queste non sono che bugie, e noi ci crediamo.

Il modo in cui ci esprimiamo nella vita è con molta paura.
Ci giustifichiamo dicendo: “Oh, sono timido. Oh, non sono un bravo cantante. Non riesco a parlare in pubblico. Non sono un bravo artista”. Usiamo tutte queste convinzioni e bugie per limitarci nell’espressione di noi stessi. Siamo molto spaventati di vivere la vita.

Vuoi sapere la verità? Ogni essere umano è un artista. E l’arte principale che abbiamo è la creazione della nostra storia. Creiamo storie in cui viviamo, e questo è un po’ difficile da capire per gli essere umani ordinari, ma è una cosa estremamente bella quando abbiamo questa consapevolezza e ancor di più quando la cambiamo. E non è poi così difficile.

Quando recuperiamo la consapevolezza, scopriamo che le nostre relazioni migliorano, le relazioni con le persone che amiamo, con i nostri bambini, con i nostri genitori, con tutti coloro che ci circondano diventano molto, molto migliori.

martedì 25 settembre 2012

Le emozioni del bambino durante la gravidanza


Durante la gestazione, madre e bambino costituiscono un tutt’uno emozionale: il legame tra le emozioni e i traumi nel periodo prenatale e la futura vita del bambino in età adulta
Alberto Greco,Daniela Gavazzi - 19/09/2012

Nel film 2001 Odissea nello spazio Stanley Kubrick ripercorre tutti i passaggi dell’evoluzione della vita su questo pianeta come processo necessario a rinnovare la meraviglia, lo stupore, ma anche a stimolare una rinnovata attenzione alla vita così come si presenta a ciascun uomo e a ciascuna donna nella sua interezza. Che cos’è il nostro esserCi se non un eterno accorgersi della vita intorno e della vita dentro? Ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero, le nostre azioni, anche le più semplici, da dove originano, da cosa sono motivate? Noi siamo liberi così come crediamo? Chi siamo noi? Chi sono io? Perché un odore può dare fastidio e un altro può suscitare una commozione, perché alcune persone compiono gesti che suscitano dei ricordi, perché fumo, perché mangio troppo o troppo poco e così via? Ognuno di noi potrebbe campionare tranquillamente tutta una serie di comportamenti propri o degli altri a cui è consapevolmente sensibile e da cui è inspiegabilmente attivato a livello emozionale, secondo vari gradienti, fino ad arrivare, talvolta, a essere bloccato nell’agire a causa del proprio modo di “sentire” la realtà. Joaquin Grau descrive questo mondo emozionale, talvolta così travolgente, come “verità sentita” e la definisce coraggiosamente come l’“unica verità”. E ipotizza, così come tanti altri autori, che molte delle azioni, pensieri, scelte che le persone compiono in età adulta siano il necessario svolgersi di una sinfonia le cui note primordiali sono state tutte scritte, sotto dettatura, dal concepimento alla nascita, e successivamente nei primi anni di vita.

lunedì 24 settembre 2012

Sale Rosa dell'Himalaya: il cristallo della salute


Le proprietà del sale cristallino
Il sale marino, noto anche come sale da cucina, normalmente consumato, ha perso le sue qualità in seguito all’inquinamento dei mari e al progressivo processo di industrializzazione che lo ha ripulito di minerali e oligoelementi essenziali riducendolo a cloruro di sodio. Nel nostro organismo, il cloruro di sodio viene circondato da molecole d’acqua che lo neutralizzano, ionizzandolo in sodio e cloro e sovraffaticando dunque gli organi escretori. Spesso il sale da cucina include anche specifici additivi e conservanti i quali evitano l'agglomerazione e migliorano la sua cospargibilità.
Per il corretto funzionamento del nostro organismo ci serve il sale nella sua pienezza, completo di tutti gli elementi naturali. Il sale di miniera è costituito per il 95% da salgemma, che conserva la sua integrità naturale, ed è perciò più pregevole del sale da cucina industriale. La valenza degli elementi in esso contenuti dipende dalla pressione a cui questi sono stati sottoposti nel corso delle ere geologiche, e dal conseguente legame con il reticolo cristallino. Il sale cristallino su cui è attualmente focalizzata la scienza proviene dall’Himalaya. Nel salgemma (il sale marino), i singoli elementi minerali sono legati solo parzialmente al reticolo cristallino. Un cristallo possiede invece una struttura geometrica regolare, con una disposizione spaziale ordinata degli elementi minerali aggiuntivi al cloro ed il sodio che li rende biochimicamente disponibili per le nostre cellule.
Le condizioni di pressione, protratta per milioni di anni, che determinarono la genesi dei massicci montuosi nella regione dell'Himalaya, furono così forti da portare alla formazione di reticoli cristallini perfettamente ordinati, compressi in vene in vene di colore bianco, rosato o rossiccio all'interno di vasti giacimenti sotterranei, determinando l'integrazione degli elementi minerali in una struttura reticolare perfettamente ordinata, e rendendoli facilmente assimilabili dalle cellule umane.

giovedì 20 settembre 2012

Il Genoma Umano e l'umorismo dell'universo


Il corso della storia umana muta radicalmente quando l’umorismo dell’universo sovverte una credenza che è parte della trama dell’intera società.
Bruce Lipton

C’è una cosa che io chiamo umorismo dell’universo; altri possono chiamarlo scherzo cosmico. Ci sono state occasioni nella vita di tutti noi in cui abbiamo creduto di sapere esattamente quale sarebbe stato il risultato di qualche avvenimento o fatto. Eravamo così convinti di sapere quello che sarebbe successo che avremmo potuto scommettere la fattoria di famiglia più il lavello della cucina sull’esito dell’evento. È in momenti come questi che l’universo ci sorprende compiendo una svolta a sinistra invece che a destra.
Mentre nella maggior parte dei casi una tale svolta potrebbe provocare rabbia, delusione o disillusione, io di solito reagisco scrollando la testa con profonda ammirazione nella perversa natura dell’umorismo dell’universo. Proprio quando pensavo di sapere esattamente come sarebbero andate a finire le cose mi trovo senza fiato per la sorpresa. Meravigliato, devo rivedere e riconsiderare le credenze che avevo e che mi hanno portato alla mia errata conclusione.
Quando l’umorismo dell’universo colpisce un individuo, riconoscere la propria sorprendente mancanza di consapevolezza può provocare un profondo cambiamento nella propria vita. A livello individuale, ognuno deve riconsiderare le proprie credenze per far posto a delle osservazioni sorprendenti.

mercoledì 19 settembre 2012

La malattia e le emozioni

La testimonianza di un medico oncologo che dopo aver capito il peso delle emozioni sull'origine di diverse malattie è riuscito a guarire dal sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
La malattia va oltre al livello fisico?

Uno dei grandi ostacoli, che ho dovuto affrontare in quanto oncologo integrativo, risiede nelle problematiche di tipo emotivo e spirituale che i miei pazienti devono superare per poter guarire. Ho avuto dei pazienti che sono deceduti letteralmente subito dopo essersi liberati del cancro, poiché non riuscivano a superare la rabbia, la paura, la sensazione di non essere amati, l’incapacità di perdonare o altri fattori problematici della loro vita. Per aiutare i miei pazienti a gestire meglio i loro problemi emotivi e spirituali ho esplorato e ricevuto formazione in molte terapie, incluso anche il counseling tradizionale, la Terapia del campo di pensiero (Thought Field Therapy, o TFT), le Tecniche di libertà emozionale (Emotional Freedom Techniques, o EFT), il Healing Touch, la Tecnica di digitopressione di Tapas (TAT), le Quantum Techniques e altro.
Alcune di esse sono state di una certa utilità, e talune hanno aiutato più di altre. Ma nessuna si è dimostrata all’altezza del compito di poter funzionare per tutti. La verità in tutto questo sta nel fatto che ci capita raramente d’incontrare una forma di terapia davvero nuova, specialmente una che sia potenzialmente in grado di modificare il panorama della medicina come lo conosciamo oggi. Pensate solo alle possibilità di un mondo senza Prozac, Liptor, insulina o senza farmaci antipertensivi. Quando questo coincide col nostro momento del bisogno personale, può rappresentare un evento realmente fenomenale. All’epoca non lo sapevo, ma la nuova terapia che stavo cercando era rappresentata dai Codici di Guarigione sviluppati dal dottor Alex Loyd, che oggi ho il piacere di definire un amico e un socio.

martedì 18 settembre 2012

I probiotici distruggono le sostanze chimiche tossiche nel nostro intestino


E’ una cosa meravigliosa che la natura ci abbia fornito migliaia di miliardi di microrganismi all’interno del nostro corpo con DNA diverso dal nostro, alcuni dei quali abbattono sostanze chimiche tossiche che noi esseri umani abbiamo creato per uccidere altre cose ma che invece ci stanno uccidendo, ad esempio i pesticidi. Chi sono questi strani aiutanti?

I batteri!

Un attimo. I batteri non dovrebbero farci del male? Non sono il nostro nemico nella guerra senza fine contro l'infezione?

Beh, quando il nostro sistema immunitario non funziona, alcuni possono crescere oltre il normale. Ma non diversamente dalla maggior parte delle altre creature, rispondono all’ambiente in cui sono allevati. Assumete cibi organici, ortaggi genuini per esempio, e avrete un’attività positiva nel vostro intestino. Assumete zucchero, cibi elaborati e una miriade crescente di sostanze chimiche e nel vostro intestino tirerà una brutta aria!
Inoltre, che ci crediate o no, antichi batteri hanno fatto squadra milioni di anni fa con i nostri antenati cellulari, per creare gli organelli che producono energia all'interno delle nostre cellule, chiamati mitocondri. Quindi, siamo davvero così diversi dai batteri? No, in un certo senso, siamo batteri, infatti alcuni ricercatori ci descrivono come "meta-organismi" composti da diversi sistemi vitali che lavorano in simbiosi.

lunedì 17 settembre 2012

L'Epigenetica e l'autoguarigione a livello cellulare


Effetto "Luna di Miele"
Cosa condividono le cellule del nostro corpo con l'amore? Secondo Bruce Lipton, biologo cellulare per formazione e autore di best seller internazionali quali La Biologia delle Credenze, si tratta di una relazione perfetta, tanto che Lipton parla di "Effetto Luna di Miele".

Chi di noi non si ricorda di essere stato, almeno una volta nella vita, innamorato? Durante l'innamoramento - sostiene Lipton - la nostra percezione del mondo si espande, i nostri occhi colgono la realtà con meraviglia, stupore, gratitudine. La nostra attitudine positiva non si riflette solo verso il partner: si tratta di un vero e proprio innamoramento nei confronti della vita stessa e delle sue manifestazioni. Siamo più disponibili nei confronti del prossimo e delle novità, facciamo più facilmente amicizia, sperimentiamo nuovi cibi, nuove attività ricreative e non. I nostri sensi sono maggiormente in allerta: sentiamo di più, condividiamo di più e concediamo più tempo ai piaceri della vita.

Ora, la cosa sorprendente è che, secondo Litpon, ognuna delle cellule del nostro corpo è un essere umano in miniatura. Dentro di noi, cinquanta trilioni di cellule-essere umano lavorano insieme per far funzionare il nostro cuore, i nostri polmoni e le milioni di azioni necessarie affinché la vita possa pulsare. E quando ci sentiamo innamorati, tutte le nostre cellule percepiscono questa vibrazione d'amore: una gran bella notizia a pensarci bene!

Geni attivati e geni disattivati: l'influenza dell'ambiente
Tutto comincia con la vita, che viene definita da Lipton come "movimento". Le proteine, elemento primario della vita, si uniscono in catena e si muovono in risposta ai segnali che provengono dall'ambiente. Sulla superficie di ogni cellula, i recettori delle proteine ricevono i segnali dall'ambiente mentre le proteine effettrici trasformano i segnali in vibrazioni e le trasmettono al cervello che le interpreta. Non ci vuole tanta immaginazione per capire che differenza passa per le nostre cellule tra l'essere immarsi nelle gioie dell'innamoramento piuttosto che in una vita di stress e continuo nervosismo.

venerdì 14 settembre 2012

La 'Memoria-Informazione" dell'acqua secondo la Semeiotica Biofisica Quantistica


Le scoperte di Jaques Benveniste sulla memoria dell’acqua (lavoro [1] notoriamente apparso su Nature) sono tornate recentemente in auge con i lavori [2] di Luc  Montagnier, Nobel della Medicina 2008, che confermano le intuizioni dello scienziato francese, in conseguenza di uno studio sul sequenziamento  del DNA in una soluzione idrica.
In seguito, nel 2011, il dott. Sergio Stagnaro ha intrapreso degli esperimenti clinici che non solo confermano l’impianto teorico-pratico di Benveniste, ma vanno oltre. L’acqua non è solo in grado di memorizzare, ma può addirittura ricevere e trasmettere radiazioni, ossia onde-frequenze intrise di informazione.

Oggetto di grandi discussioni, la memoria dell'acqua è spesso considerata solo una congettura. Infatti, nessuno è stato mai in grado di dimostrare che l'acqua possa mantenere una 'memoria - informazione' di sostanze disciolte e diluite in modo arbitrario. Il concetto è stato notoriamente proposto da Beneviste [1]  (Davenas et al. 1988) per spiegare il presunto potere terapeutico dei rimedi omeopatici, che sono preparati di soluzioni diluite in grado così elevato che nemmeno una singola molecola della sostanza originale rimane nelle preparazioni finali. Questo argomento ha affascinato gli scienziati per decenni (Boulanger et al. 1998, Zhadin et al. 1998). I ricercatori informatici cercano ancora di capire in che modo l'acqua possa agire analogamente ai chip per computer.

giovedì 13 settembre 2012

Lo Shiatsu secondo me



Personalmente non ritengo il trattamento Shiatsu una semplice disciplina olistica, ma una “via” per entrare profondamente in contatto con se stessi, con la nostra energia vitale e con il nostro potenziale infinito.
Il sintomo, il fastidio o il problema è semplicemente un input per iniziare un percorso di ricerca nel nostro Sé, al fine di risvegliare e di armonizzare quella “forza vitale” che scorre profondamente in tutti noi.
Una forza che non conosce la “malattia” ma che, attraverso il nostro corpo ci comunica un disagio, inviandoci preziosi segnali per aiutarci a trovare la via più naturale verso una migliore consapevolezza di noi stessi.

mercoledì 12 settembre 2012

Uomini, topi e cancro


Nell'ormai lontano 1958, l'etologo e patologo americano J. B. Calhoun fece un esperimento. Allo stato selvaggio, aveva notato, una popolazione di topi si stabilizza a 150 individui - non di più - in uno spazio di 60 metri quadri, anche se v'è cibo disponibile per migliaia di individui. Come mai? Clahoun si propose di «registrare il comportamento individuale e sociale di una colonia animale costretta a vivere per tre generazioni troppo addensata».

In un granaio di Rockville (Maryland) l'etologo costruì tre abitazioni da 13 metri quadri ciascuna, osservabili attraverso finestre. Immise alcune femmine gravide; ogni ulteriore intervento umano successivo si ridusse a portar via periodicamente la prole eccedente, onde mantenere negli spazi dati il numeri dei topi ad 80 individui, ossia il doppio - e non più - della densità naturale.
Ben presto, l'etologo e i suoi ricercatori annotarono estreme anomalie del comportamento. Solo i maschi dominanti (tre in tutto) mantennero una condotta normale nel corteggiamento e nella congiunzione sessuale. Negli altri si notò o una completa passività rispetto al sesso, oppure forme massicce di perversione, sesso di gruppo, omosessualità, pansessualismo indiscriminatamente etero-omosessuale. I nidi venivano costruiti in modo disorganizzato e inadeguato rispetto al fine, il che portava alla aumentata mortalità dei neonati. Le nidiate non venivano più distinte, e nella promiscuità le femmine non si prendevano più adeguatamente cura dei piccoli, si moltiplicavano i fenomeni di abbandono, con conseguente divoramento dei piccoli da parte di maschi estranei.

Nell'organizzazione sociale, fu notato lo sgretolamento e il rifiuto delle gerarchie (stabili in natura), il che costringeva i maschi dominanti a continue lotte per il territorio e le femmine; si formarono vere bande di maschi dedite alla sfida ai dominanti, all'aggressione e allo stupro anche omosessuale, che sconvolgevano la vita normale delle comunità. Gli aborti aumentarono in modo incredibile.

martedì 11 settembre 2012

UE vieta le sementi tradizionali


Articolo di Maurizio Blondet ''' tratto dal sito www.effedieffe.com

Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varieta' tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Fin dal 1998 e' in vigore una direttiva della Comunita' europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (le note multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Cio' che i contadini hanno fatto per millenni e' diventato cosi, di colpo, un delitto (il matrimonio fra omosessuali e' invece legale). Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varieta' antiche e tradizionali ''' ne esistono di benemerite anche in Italia ''' che commettono appunto questo crimine: preservano e distribuiscono a chi le chiede sementi fuori del catalogo ufficiale.

La sentenza ha preso di mira specificamente una di queste associazioni, la francese (ma nota in tutto il mondo) Kokopelli, che si batte per la biodiversita'. Gia' nel 2008 questa associazione era stata condannata, per scambio di sementi antiche, a una multa di 35 mila euro: esosa punizione per un gruppo di volontariato, volta a renderne impossibile di continuare l'attivita'. Invece l'attivita' e' continuata, grazie allo sforzo e ai contributi dei volontari. Sicche' oggi, un'altra grossa societa' che l'ha trascinata in giudizio davanti alla Corte d'appello di Nancy, la «Graines Baumaux», approfittando della sentenza della Corte europea ha chiesto ai giudici francesi di imporre a Kokopelli di pagare 100 mila euro per danni e inoltre ''' esplicitamente ''' «la cessazione di tutte le attivita' dell'associazione», pericolosa per il business , alla faccia della liberta' d'opinione e d'azione. (lo spaccio di droghe, invece, sta per essere depenalizzato).

lunedì 10 settembre 2012

La paura non scompare, si maschera


Le paure, che a volte possono sembrare scomparse, sono in realtà mantenute “nascoste" da particolari circuiti nervosi. A dimostrarlo è stata una ricerca condotta da un gruppo di neurobiologi delle Università di Friburgo, Basilea e Bordeaux che ne riferiscono sulla rivista on line PLoS Computational Biology.
Classicamente la paura viene studiata esponendo i topi simultaneamente a uno stimolo neutro, come un suono, e a uno stimolo spiacevole, una condizione che induce l’animale a essere intimorito dalla semplice presenza di quel suono. Se il suono viene ripetutamente fatto risuonare in assenza dello stimolo spiacevole, il timore viene presto messo da parte. Ma quando il suono viene riproposto nelle condizioni originarie o in un contesto differente, la paura torna immediatamente a manifestarsi.
Dato che l’apprendimento si realizza attraverso la creazione di nuove sinapsi, il problema, dal punto di vista neurofisiologico è quello di spiegare come queste connessioni sinaptiche, che evidentemente non si sono semplicemente dissolte, vengano in alcune situazioni “mascherate” per poi rimanifestarsi all’occorrenza in tutte le loro potenzialità.
I ricercatori diretti Ioannis Vlachos hanno individuato due gruppi di cellule nervose all’interno dell’amigdala che sono coinvolti con funzioni opposte in questo processo. Un gruppo di cellule è infatti responsabile della risposta di paura, un secondo gruppo è invece responsabile della sua soppressione. L’attività di quest’ultimo inibisce quella del primo, prevenendo la trasmissione e di segnali di allarme ad altre aree nel cervello.
Tuttavia, i cambiamenti nelle connessioni neuronali che danno luogo a un aumento dell’attività dei neuroni che “codificano” la presenza di un pericolo e normalmente presiedono allo scatenamento della cascata di eventi neuronali che portano a un comportamento di paura, continuano a essere presenti. E non appena viene meno l’attività del secondo gruppo di neuroni soppressori della paura, questa si ripresenta in tutta la sua forza.

Fonte: http://www.lescienze.it/news/2011/03/23/news/la_paura_non_scompare_si_maschera-552645/

sabato 8 settembre 2012

Non credere in qualcosa...


“Non credere in qualcosa semplicemente perché l’hai sentito. Non credere in qualsiasi cosa semplicemente perché se ne parla da parte di molti. Non credere in qualsiasi cosa semplicemente perché si trova scritto nei tuoi libri religiosi. Non credere in qualsiasi cosa soltanto per l’autorità dei tuoi insegnanti e degli anziani. Non credere nelle tradizioni perché sono state tramandate per molte generazioni. Ma dopo l’osservazione e l’analisi, quando scopri che qualcosa è d’accordo con la ragione e favorisce il bene e beneficio di tutti, allora accettala e vivi su di essa.“

-: Buddha

venerdì 7 settembre 2012

Quando l'umore viene dall'intestino


L'esistenza di un'influenza della flora batterica intestinale sul chimismo cerebrale e sul comportamento è stata per la prima volta dimostrata da una ricerca condotta presso la McMaster University, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Gastroenterology.

E' noto che diverse malattie intestinali, e in particolare la sindrome del colon irritabile, sono spesso associate a disturbi d'ansia e depressione.

"Questo eccitante risultato fornisce lo stimolo a un ulteriore studio della componente microbica nella genesi dei disturbi comportamentali", ha detto Stephen Collins, che ha diretto lo studio

Nell'intestino di ogni persona vivono molte migliaia di miliardi di batteri che concorrono a svolgere diverse disparate funzioni essenziali per il mantenimento di uno stato di buona salute.

Nella nuova ricerca, condotta su topi adulti, i ricercatori hanno mostrato che l'alterazione del normale contenuto batterico dell'intestino attraverso antibiotici determina cambiamenti comportamentali: i topi diventano meno cauti o ansiosi. Il cambiamento era accompagnato anche da un aumento a livello cerebrale del fattore neurotrofico derivato (BDNF), che è stato messo in relazione a fenomeni depressivi e ansiosi.

La sospensione della somministrazione di antibiotici la flora batterica intestinale si normalizzava e così pure il chimismo cerebrale, osservano i ricercatori.

giovedì 6 settembre 2012

Abusi e abbandono cambiano il cervello di bambini e adolescenti


I maltrattamenti e uno stato di abbandono affettivo in età precoce alterano le modalità di funzionamento del cervello. E' questo il risultato di due studi condotti su bambini e adolescenti e pubblicati rispettivamente su "Current Biology" e sugli "Archives of Pediatric Adolescent Medicine".

Il primo studio ha rivelato che quando i bambini sono esposti alla violenza in famiglia, il loro cervello diventa sempre più "sintonizzato" sull'elaborazione di possibili fonti di pericolo, rivelando lo stesso schema di attività cerebrale osservato nei soldati esposti in un combattimento.

"Per questi bambini il miglioramento della reattività di fronte a segnali di una minaccia significativa dal punto di vista biologico, come per esempio la rabbia, può rappresentare una risposta adattativa nel breve periodo, aiutando a tenerli fuori pericolo", ha spiegato Eamon McCrory dello University College di Londra, che ha diretto lo studio. "Tuttavia, può anche costituire un fattore di rischio neurobiologico aumentando in seguito la loro vulnerabilità a problemi di salute mentale, e in particolare a patologie correlate all'ansia".

ln particolare il nuovo studio ha messo in evidenza che i bambini che hanno subito una documentata esposizione a violenze domestiche, nelle scansioni effettuate con risonanza magnetica funzionale mostrano una risposta atipica a volti arrabbiati o tristi. Quando viene presentato un volto arrabbiato, i bambini con una storia di abusi sperimentano un'intensa attività nell'insula anteriore e nell'amigdala, regioni coinvolte nella rilevazione delle minacce e nell'anticipazione del dolore. McCrory sottolinea che il cambiamento osservato in questo studio non riflette danni al cervello, ma modelli funzionali di adattamento a un ambiente ricco di stimoli pericolosi.

mercoledì 5 settembre 2012

Uno studio del BMJ dimostra che il vaccino DTP uccide


Dove sono gli studi che dimostrano la sicurezza dei vaccini? Apparentemente sono nella fantasia di chi dai vaccini ne trae profitto. Questo studio, come altri precedenti dimostra chiaramente che il vaccino trivalente DTP uccide le neonate.

Il vaccino DTP e stato chiaramente documentato come killer in uno studio pubblicato sul British Medical Journal. E’ stato dimostrato che bambine sane e ben nutrite sottoposte al vaccino DTP hanno un tasso di mortalità superiore a bambine con una nutrizione carente che non sono state sottoposte al vaccino. Il vaccino Difterite-Tetano-Pertosse è un killer.

Gli autori hanno utilizzato varie tecniche statistiche che tendono a oscurare i risultati. Hanno riportato tassi di mortalità relativi, che è la misura del rapporto tra le probabilità di un risultato contro un altro. Nonostante il, tentativo di oscurare i risultati, non sono riusciti ad evitare di dire la verità e hanno concluso:

Sorprendentemente, nonostante i bambini con il miglior stato nutrizionale siano stati vaccinati precocemente, la vaccinazione DTP è stata associata all’incremento della mortalità delle bambine.

Le bambine vaccinate hanno un tasso di mortalità triplicato rispetto a quello che sarebbe stato senza il vaccino.