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"Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono." Carl Gustav Jung

lunedì 13 agosto 2012

I Meridiani tradizionali (video)

Bellissima animazione dei meridiani classici della Medicina Tradizionale Cinese, secondo la loro sequenza energetica nelle 24h!!!
Polmone
Intestino Crasso
Stomaco
Milza
Cuore
Intestino Tenue
Vescica Urinaria
Rene
Ministro del Cuore
Triplice Riscaldatore
Vescica Biliare
Fegato

venerdì 10 agosto 2012

La mente può controllare la guarigione


“Dove è il nostro pensiero, noi siamo”, diceva Peter Deunov, dunque nel mondo dei demoni o in quello della luce a seconda di dove portiamo il nostro pensiero. Ora la epigenetica, la nuova biologia (il cui esponente di spicco è il dr Bruce Lipton) ci ricorda che “la nostra mente controlla la nostra guarigione”.

Da questa nuova scienza sappiamo che il destino non è sigillato nelle spirali dell’elica del DNA e che ci sono cose che possiamo fare per cambiare la nostra genetica e quindi la nostra salute. Anche nell’insegnamento spirituale conosciamo il valore del libero arbitrio. Dall’insegnamento di Peter Deunov, tuttavia,  conosco che  questo libero arbitrio non è cosi totale come l’entusiasmo (legittimo) della comunicazione della nuova scienza (e marketing) stanno diffondendo o forse, come penso, come il collettivo vuole interpretarla.

Certamente da un lato è  più sollevante e “caricante”  l’idea (vaga rispetto alla pratica poi applicata) che siamo onnipotenti, dall’altro onestamente questa onnipotenza non pare abbia dato grandi risposte né soluzioni di qualità di vita umana; mi pare, invece,  che questo
“equivoco di onnipotenza”  abbia dato molte risposte in termini di quantità – tanta- gestita da una minima parte della umanità.

giovedì 9 agosto 2012

Proteggere il cuore con il ribes nero


Il ribes nero possiede molte proprietà benefiche ed è un alleato contro le malattie cardiovascolari. Ad evidenziarlo è uno studio condotto dai ricercatori israeliani del Rambam Medical Centre di Haifa, guidati dal professor Michael Aviram.

Gli scienziati hanno analizzato gli effetti del ribes nero sui grassi nocivi (primi nemici del sistema cardiovascolare) confermando le proprietà benefiche di questo frutto soprattutto nei confronti della salute cardiovascolare.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Food and Function la rivista scientifica della Royal Society of Chemistry.

Il professor Aviram ha affermato che trovare un così alto livello di antiossidanti (sostanze attive nel combattere il processo d’invecchiamento e l’ossidazione del corpo ) concentrati in un frutto così piccolo è davvero una sorpresa e un significativo passo avanti per la salute del cuore.
Il ribes nero è noto anche per le sue proprietà diuretiche, depurative, astringenti e antiallergiche.

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/cuore-ribes-nero.php

mercoledì 8 agosto 2012

Un importante studio di Harvard pubblicato su un giornale governativo conferma che il fluoro abbassa il QI


SE IL COLLEGAMENTO SCIENTIFICO TRA ESPOSIZIONE AL FLUORO E DIMINUZIONE
del Quoziente Intellettivo (QI) è una tesi da ‘cospirazionisti’, anche i ricercatori di Harvard, che proprio di recente hanno confermato l’esistenza di questo collegamento, saranno messi alla berlina dagli organi di informazione medica. Nel recensire una varietà di studi che hanno dimostrato quanto il fluoro possa danneggiare il cervello e, di conseguenza, il vostro QI, gli scienziati dell’Università di Harvard hanno dichiarato che “i nostri risultati supportano la possibilità che le esposizioni al fluoruro producano effetti avversi sullo sviluppo neurologico dei bambini.”Ma ciò che è davvero rilevante di questo studio è dove è stato pubblicato. Gli autori infatti hanno pubblicato le loro conclusioni online nell’edizione del 20 luglio della Environmental Health Perspectives ['Prospettive di Salute Ambientale', ndt], un’importante rivista medica governativa, organo del National Institute of Environmental Health Sciences [l'Istituto Nazionale delle Scienze della salute ambientale, ndt] degli Stati Uniti. Si tratta, cioè, delle stesse istituzioni che hanno sempre ribadito la perfetta salubrità della fluorizzazione dell’acqua, oltre che la sua efficacia nel tutelare la salute dei cittadini che lo consumano ogni giorno.In passato, però, il governo degli Stati Uniti è stato costretto a richiedere un abbassamento dei livelli di fluorizzazione, dopo che una ricerca precedente aveva evidenziato il legame tra l’esposizione al fluoruro e una serie di effetti neurotossici [cioè tossici per il sistema nervoso, ndt]. La tossicità del fluoro per il corpo è stata evidenziata più esplicitamente in alcune ricerche più recenti, condotte a Harvard. In una dichiarazione scritta, i ricercatori indicano che:”I bambini nelle zone ad alta concentrazione di fluoro [nell'acqua, ndt] hanno QI significativamente inferiore rispetto a coloro che vivevano in aree a bassa concentrazione di fluoro.”

martedì 7 agosto 2012

Pentole di acciaio, alluminio, antiaderenti, ceramica, rame, titanio, terracotta, ghisa, ollare e pyrex: quali tossiche e quali salutari?



Le caratteristiche dei materiali più usati nella produzione di pentole, padelle, casseruole e teglie, che influiscono anche sul sapore dei nostri piatti.

Oltre che alla freschezza e alla genuinità degli ingredienti di base, la qualità e il gusto dei piatti che prepariamo dipendono anche al materiale degli strumenti che utilizziamo per la cottura.
La scelta di pentole, padelle e casseruole è un elemento determinante per assicurare alle nostre portate il massimo rendimento nutrizionale, le migliori condizioni di igiene e la più alta digeribilità.

Modalità e sistemi di cottura sono due fattori fondamentali per la qualità finale del cibo. A seconda delle soluzioni adottate si possono esaltare i sapori, aumentarne la digeribilità, ridurre i rischi di contaminazioni microbiche, modificare il valore energetico e nutrizionale degli alimenti, fino addirittura ad impoverirli e nei casi peggiori alterarli irreversibilmente.

lunedì 6 agosto 2012

Massaggio rilassante per il tuo bambino e per te stesso


Oggi Eurosalus si occupa di massaggio rilassante, con un video in cui il dottor Attilio Speciani mostra il modo in cui effettuarlo. Il massaggio è praticabile su bambini e adulti, ed è uno strumento decisamente efficace per ottenere un'azione rilassante prima del sonno, o per trattare forme non trascurabili di dolore addominale.
La tecnica prevede l'utilizzo di due punti dell'orecchio: nel video il dottor Speciani individua i punti da trattare; quindi procede al massaggio, di durata compresa tra i 20 e il 30 secondi durante i quali si opera una piccola pressione con il dito sui punti indicati.
Come spiega il dottor Speciani, "la tecnica del massaggio di punti cutanei sfrutta punti neuroriflessi dell'agopuntura o dello Shiatzu. Il punto interno dell'orecchio corrisponde al Ganglio cervicale superiore delle mappe francesi; tuttavia l'area col grosso pallino rosso non è descritta in alcun atlante. A offrirmela come 'dono' è stato uno dei primi agopuntori italiani, e mi piace continuare a regalarla perché la magia del suo effetto non può e non deve essere pagata, ma solo trasmessa".
Il massaggio può essere effettuato anche più volte al giorno, e l'effetto è immediato. "La detensione è davvero molto rapida: ce ne si può accorgere dal cambio del ritmo del respiro ad esempio - conclude il dottor Speciani -. Per quanto riguarda i microbi e le unghie segnalo che una lavata con acqua e sapone mette al riparo da qualsiasi contaminazione. L'unica avvertenza è che l'unghia non sia acuminata o tagliente, che non serve".

Fonte: http://www.eurosalus.com/naturopatia-benessere/massaggio-rilassante-per-il-bambino

venerdì 3 agosto 2012

L’inattività? “Uccide più delle sigarette”


In occasione delle Olimpiadi, la rivista scientifica The Lancet lancia un rapporto secondo il quale un terzo della popolazione adulta non farebbe sufficiente attività fisica giornaliera, andando incontro a pericolose conseguenze.

È una delle tante «cattive abitudini» con cui noi occidentali abbiamo rapidamente, e con piacere, imparato a convivere: perché se è innegabile che molte delle comodità che ci offre la nostra società sono oggettivamente irrinunciabili (perché farlo, del resto, se sono il frutto di un progresso secolare dell’umanità?) è pur vero che gli eccessi hanno finito per travolgere una larga fetta degli abitanti dei Paesi industrializzati. E così capita che, a leggere i dati statistici ma anche ad osservare gli stili di vita personali o altrui, l’uomo appaia sempre più spesso come ridotto ad esemplare da divano, raramente impegnato in attività motorie che vadano oltre il raggiungimento della propria automobile: con conseguenze immaginabili sull’adattamento dell’organismo che, se fino a pochi decenni fa veniva sfruttato fino allo stremo, oggi non è neanche più in grado di concepire (figuriamoci di tollerare) di rinunciare alla propria pigrizia, pur nella consapevolezza che ciò contribuisce non poco al proprio malessere fisico.

giovedì 2 agosto 2012

La minaccia dei batteri resistenti agli antibiotici


L’abuso di antibiotici favorisce lo sviluppo di ceppi resistenti. Ma da nuove scoperte inaspettate potremmo trovare le nuove armi per vincere la guerra contro i batteri.

Da alcuni anni, c’è un grave problema che non fa dormire sonni tranquilli a molti esperti delle principali organizzazioni per la sanità del mondo. Non si tratta dei rischi di pandemie prodotte da nuovi virus, o minacce provenienti da agenti patogeni sconosciuti. È una minaccia nota da decenni, ma che nel prossimo futuro rischia di trasformarsi in un’emergenza sanitaria globale. Ci sono batteri resistenti agli antibiotici. Lo sappiamo da sempre, da quando abbiamo iniziato a usare gli antibiotici per debellarne la maggior parte. Già allora, alcuni ceppi si erano dimostrati insensibili alle nuove armi della medicina. Ora, il ricorso eccessivo agli antibiotici sta garantendo anche ai ceppi di batteri un tempo vulnerabili lo sviluppo di difese capaci di renderli resistenti. Se non si inverte la rotta, potrebbe essere un’ecatombe.

mercoledì 1 agosto 2012

Come fobie ed angosce fanno invecchiare prima


Un ampio studio che ha coinvolto più di 5 000 volontarie ha tentato di far luce sulla correlazione tra ansie fobiche ed invecchiamento precoce: la prova, secondo gli studiosi, sarebbe "scritta" nei telomeri.

Siete vittime di ansie che compromettono anche l’esecuzione di azioni che, per tanti altri, risultano essere totalmente normali o banali? La buona notizia è che non siete soli ma, anzi, tantissimi; la cattiva è che tali angosce, nell’arco di un’intera esistenza, potrebbero avere delle nefaste conseguenze sull’invecchiamento, accelerando indirettamente i meccanismi legati a questo processo. Certo, non si tratta di una grande novità, dal momento che basta cercare nella saggezza popolare per trovare una enorme quantità di testimonianze che confermano come la calma sia uno dei migliori elisir di giovinezza a cui si possa aspirare: quello che però rivela l’ultima ricerca in proposito pubblicata da PLoS ONE è che esisterebbe una prova tangibile di questo fenomeno.

Paure irrazionali e, troppo spesso, impossibili da sradicare dall’animo di chi ne è attanagliato: riconosciute, a tratti, come irragionevolmente esagerate anche dallo stesso soggetto che ne è vittima e, tuttavia, non per questo meno insidiose ed aggressive. Le fobie costituiscono parte importante della vita di numerosi individui, diverse nelle loro forme e nelle loro manifestazioni ma accomunate dall’angoscia ad esse sottesa: così se c’è chi viene preso dal panico quando si trova in spazi aperti, qualcun altro avverte malessere se costretto in luoghi angusti e soffocanti; altri restano immobilizzati dal terrore dinanzi ai ragni, mentre per alcuni l’altezza può costituire un forte limite; dal terrore delle malattie infettive, passando per il timore di sviluppare patologie quali il tumore, fino alla fobofobia, la paura delle paure, o meglio la paura di avere una fobia. Ansie che possono arrivare a monopolizzare la sfera dell’esistenza di un individuo anche se, fortunatamente, la possibilità di intervenire con terapie mirate su questi disturbi aiuta a limitarne i danni e renderli meno aggressivi e pericolosi.