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"Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono." Carl Gustav Jung

lunedì 31 dicembre 2012

Che cos'è la medicina energetica

Secondo la medicina energetica le cellule sono immerse in una matrice energetica olografica dove ogni parte è in grado di influenzare tutte le altre.
Negli ultimi anni una nuova frontiera della medicina è quella che indaga i limiti del potenziale umano rispetto alla salute psicologica e fisica e alle
performance ad esse correlate. È sempre più palese che i modelli di spiegazione attuali di guarigione, malattia e condizioni psico-fisiche sono insufficienti a far capire fenomeni come le guarigioni spontanee da malattie mortali, le prestazioni atletiche e artistiche di altissimo livello, le performance dei cultori delle arti marziali o le capacità psico-corporee dei praticanti le discipline
contemplative e yogiche.
Sembrerebbe insomma che il sistema endocrino, quello immunitario, quello circolatorio e quello nervoso non siano gli unici sistemi di informazione
reattiva del corpo, ma che esista nell’organismo umano un sistema di comunicazione ad alta velocità che rileva e risponde all’ambiente energetico circostante.

I processi energetici e quantistici
Le nuove prospettive scientifiche parlano di questa orditura come di un substrato di cooperazione sistemica. Ossia si sta passando dal sezionamento della vita biologica della cellula alla visione d’insieme. Nel passato la scienza ha evidenziato soprattutto la chimica dell’energia e dell’informazione, ma a livello di interazione molecolare. Così facendo si è perso di vista il ruolo degli elettroni, dei campi elettromagnetici e dei relativi processi energetici e quantistici, le proprietà dello spazio e il ruolo della coscienza stessa.
Malattie e ferite compromettono la regolarità del circuito che il corpo impiega per mantenere un alto livello di funzionamento sia per la salute sia per ottenere una performance ottimale durante ogni sforzo. Ma si è visto, ad esempio, che lo scambio di energia che avviene tra due corpi durante una sessione di massaggio o di terapia manuale è anche uno scambio tra due energie che si incontrano e influiscono sulle cellule sia a livello locale che, a proseguire, sul resto del corpo.

sabato 29 dicembre 2012

Mantra che cura: la scienza del Para Tan

Numerose ricerche scientifiche hanno oramai ampiamente dimostrato che il corpo umano, come ogni altro essere vivente sulla terra ed ogni oggetto, ha sue specifiche vibrazioni e si sintonizza su varie frequenze. Per questo motivo il nostro organismo è molto sensibile alle vibrazioni dei suoni, che possono influenzare il nostro corpo e le nostre emozioni sia negativamente che positivamente. Pensate semplicemente: come vi sentite ascoltando musica heavy metal o musica classica? Come state quando siete in un parco col cinguettio degli uccelli o nel frastuono del traffico cittadino? I suoni hanno un impatto notevole sul nostro umore, ma in realtà anche sul nostro corpo, la nostra mente e la nostra salute. Come mai?
Ogni cellula del nostro organismo è dotata di un campo magnetico, rilevabile con specifici strumenti. Le cellule comunicano l'una con l'altra tramite il loro campo magnetico, inviando e ricevendo le informazioni necessarie a svolgere specifiche funzioni. Tale campo magnetico può essere considerato la memoria della singola cellula. Il movimento vibratorio degli elettroni presenti nel nucleo della cellula determina cambiamenti nel campo magnetico della cellula, e di conseguenza ne modifica il comportamento o la funzione. Ne consegue che sottoponendo le cellule a specifiche vibrazioni, come quelle potenti dei Mantra, è possibile cambiare il comportamento della cellula stessa come vogliamo.
Inoltre nel nostro corpo esistono microantenne, estremamente sofisticate, conosciute con il nome di amminoacidi, che sono direttamente collegate con il DNA e che funzionano da trasmettitore e ricevitore di frequenze. Scienziati dell'Istituto HeartMath (www.heartmath.org), e di altri istituti di ricerca, hanno scoperto che queste microantenne presenti sul DNA vengono attivate o disattivate dalle frequenze filtrate attraverso il DNA. Le emozioni, i pensieri e le parole hanno una loro frequenza vibrazionale, cioè generano lunghezze d'onda di varie velocità e durata, che vengono trasmesse grazie al campo magnetico del corpo umano e delle singole cellule, e che possono attivare queste microantenne. Emozioni negative (paura, ansia, rabbia e simili) attivano solo alcune di queste “antenne”. Mentre le emozioni positive attivano un numero molto più elevato di “antenne” perché generano una lunghezza d'onda veloce e corta.

giovedì 27 dicembre 2012

Maturità Maschile


Ho incontrato molti maestri e persone in completa maestria spirituale che hanno trasceso la dimensione umana. Loro si sono dis-idendificati dalle energie maschili e femminili. Anatomicamente continuano a rimanere femmine o maschi, ma energeticamente hanno integrato il maschile e il femminile e sono diventati asessuati. E non essendo maschi o femmine, si sono de-polarizzati. Hanno trovato la completezza dentro loro stessi, così si sono liberati da ogni bisogno di raggiungere la completezza attraverso le relazioni che hanno nella vita. Quindi essere nel celibato è naturale per loro. Non avendo alcun bisogno di avere relazioni, tutte le relazioni nella loro vita sono benedizioni da celebrare con immensa gratitudine.
In parole povere, loro hanno trasceso la realtà umana.

Comunque, questo non è ciò che accade alla maggior parte di noi che viviamo nella realtà umana. Ci insegnano a credere che abbiamo bisogno delle relazioni, che se nella nostra vita non ci sono relazioni saremo incompleti ed infelici. Per questo ci aggrappiamo alle relazioni che abbiamo. Le controlliamo e le manipoliamo. Questo perché siamo stati programmati a credere che per mantenere le relazioni nelle nostre vite, dobbiamo controllarle. Falliamo nel riconoscere che non c’è modo più rapido di perdere una relazione nelle nostre vite che intrappolarla nei nostri artigli.

Molti di noi vivono un’illusione creata per noi durante la crescita. Abbiamo scelto inconsciamente di adottare ruoli durante la crescita, e questi ruoli definiscono tutte le nostre relazioni future. Molti di noi iniziano relazioni e vivono questi condizionamenti. Un ragazzo che è cresciuto con una madre dominante e un padre debole, inconsciamente cercherà di ripetere lo stesso comportamento dei suoi genitori nelle sue relazioni romantiche perché questa è la natura del suo condizionamento.

lunedì 24 dicembre 2012

I pensieri sono energia, intervista a Bruce Lipton


Bruce, quando ti sei interessato per la prima volta al fatto che il comportamento e la salute di una cellula sono controllati dall’ambiente?
Fu nel 1970 quando, in qualità di biologo all’Università della Virginia, compresi che, se riuscivo a mantenere vive delle cellule tenendo sotto controllo le condizioni ambientali esterne, era possibile ottenere importanti considerazioni riguardo i meccanismi che sottendono alla vita.

E quando hai avuto la cosiddetta “crisi di mezza età?”
Quando capii che insegnavo agli studenti determinate conoscenze circa i geni per poi scoprire, nel mio laboratorio, che i miei studi erano in conflitto con quanto stavo insegnando. Arrivai a perdere addirittura contatto con la mia ricerca poiché i carichi amministrativi in qualità di membro del corpo docente mi tenevano lontano dal laboratorio. Dal punto di vista personale poi, anche il mio matrimonio stava cadendo a pezzi. Rinunciai al mio lavoro universitario e caddi in una forte depressione dalla quale cercavo di emergere tenendo occupata la mia mente ed il mio tempo con lo studio della meccanica quantistica. Questo percorso mi aprì gli occhi, giungendo a capire come i misteri della vita fossero radicati nel comportamento e nella struttura di atomi e molecole e, quindi, nella meccanica quantistica, che è la scienza che studia i meccanismi dell’atomo. Nonostante ciò, la natura energetica della meccanica quantistica non viene riconosciuta nel campo della biologia cellulare. La scienza è una consapevolezza strutturata di biologia costruita sulle fondamenta della chimica e la chimica, a sua volta, è costruita dalla fisica. Se una scienza così basilare com’è la fisica modifica le proprie leggi, tutte le altre scienze sono obbligate ad adattarsi a questi cambiamenti. Le scienze biologiche per molto tempo hanno ignorato le conseguenze della nuova fisica anche se è stata introdotta più di 75 anni fa. Man mano che inserivo nel mio bagaglio di conoscenze la fisica quantistica si rese necessario una riorganizzazione dei fatti scientifici che avevo raccolto in quasi 30 anni di carriera.

venerdì 21 dicembre 2012

La fisica quantistica, una nuova interpretazione dell'Universo


La meccanica quantistica, in virtù di alcuni suoi aspetti che la fanno sembrare molto esotica e lontana dal senso comune (segnatamente la non località) introduce scenari molto più ampi di quelli offerti da ogni teoria fisica precedente. È allora naturale porsi il fondamentale interrogativo: se si tiene conto dei risultati della fisica quantistica, quale struttura si può considerare come la vera arena dell’universo?

In virtù del carattere non locale dei processi quantistici, è opportuno definire un background in grado di includere i fenomeni quantistici come abitanti naturali e trovare poi i livelli noti come casi limite. Tuttavia, nella maggior parte delle teorie del tutto finora elaborate (si pensi, in particolare, alla teoria delle stringhe), lo spazio-tempo ordinario non viene giustificato, ma è semplicemente “dato”, insieme alla materia e l’energia. Per uscire dalla situazione di impasse in cui si trova la fisica attuale, a parere dell’autore, occorre postulare l’esistenza di una dimensione profonda nell’universo, di un livello profondo della realtà fisica il quale tenga conto della natura non locale dei fenomeni quantistici: è proprio questo livello fondamentale della realtà che deve essere considerato la vera arena che determina i fenomeni fisici che conosciamo.
 
Il potenziale quantico, l’ordine implicito di Bohm e l’interpretazione atemporale
Negli anni '50 David Bohm sviluppò un’interpretazione alternativa della meccanica quantistica, nota anche come teoria dell’onda pilota, in grado di fornire una descrizione causale dei processi atomici e, quindi, di mettere in discussione l’immagine soggettivistica della realtà quale emerge dall’interpretazione standard. Partendo dall’ipotesi che ciascun sistema fisico individuale sia composto da un corpuscolo e da un’onda che lo guida (idea che va anche sotto il nome di dualismo oggettivo onda-corpuscolo), Bohm mostrò che il movimento del corpuscolo sotto la guida dell’onda avviene in accordo a una legge che ha la forma della seconda legge di Newton della meccanica classica, con l’unica differenza che qui la particella è soggetta, oltre che ad una forza classica, anche a una forza quantistica, legata a una forma di energia chiamata potenziale quantico. Questa denominazione deriva dal fatto che nell’espressione del potenziale quantico è presente la costante di Planck (la costante fondamentale che caratterizza il mondo microscopico) e c’è una dipendenza dalla funzione d’onda.

mercoledì 19 dicembre 2012

I punti d'incontro tra fisica quantistica e filosofie orientali


Nel 1975 Fritjof Capra – fisico e teorico dei sistemi – pubblica Il Tao della Fisica, un libro destinato a fare la storia e continuamente ristampato in tutto il mondo, con grandissimo successo, ancora a distanza di 35 anni. Capra, nel suo libro, dimostra le straordinarie analogie tra quanto veniva predicato nelle antiche filosofie orientali e quanto veniva scoperto dalla moderna fisica quantistica. Mistica e scienza, in epoche diverse e in culture diverse, sembra arrivassero a conclusioni straordinariamente simili.
Da quel momento, una serie di pensatori ha avuto uno strumento in più per cercare quell’incontro tra scienza e spiritualità che in passato costitutiva la norma, ma che nell’epoca moderna sembra inconcepibile. I grandi matematici, nell’antichità, erano infatti sempre grandi filosofi e i grandi filosofi erano grandi matematici. Non a caso, persino l’inventore del celebre teorema di Pitagora, che intimorisce da sempre i bambini sui banchi di tutto il mondo, viene poi riscoperto nei libri di filosofia. Nonostante questo, nel moderno occidente era probabilmente inevitabile e “sano” che la scienza si emancipasse dalla spiritualità.
La “nostra spiritualità”, infatti, si era canalizzata, nei secoli, negli austeri dogmi delle religioni monoteistiche: ebraismo, cristianesimo, islamismo. Tre grandi religioni che, però, si sono spesso opposte alla scienza e che la scienza ha poi considerato come un nemico. Mentre l'incontro tra la spiritualità orientale, o quella dei greci, e la scienza tout court è stata in qualche modo naturale e forse inevitabile. Con la fisica quantistica, però, è forse finalmente giunto il momento di un nuovo confronto tra le due facce della medaglia. Scienza e spiritualità possono per la prima volta incontrarsi percorrendo una via occidentale.
La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà. Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni. Ma, quando cominceremo ad intuire le implicazioni di quanto scoperto dagli scienziati, il mondo non potrà più essere lo stesso...
Chiediamo il parere dell'astrofisico Massimo Teodorani e del Fisico Vittorio Marchi.

lunedì 17 dicembre 2012

Esperienze fuori dal corpo ed esperienze pre morte


“La mia coscienza rimase vigile parecchio tempo finché arrivò serenamente il processo del distacco. Quando mi trovai fuori del soma, in piedi sul letto, mi diedi uno slancio verso il davanti e verso l’alto, e uscii in direzione della  finestra verso lo spazio esterno, come un pilota espulso con il suo seggiolino da un aereo. Ed è così: a volte pare che lo psicosoma nel decollo, abbia un potente potere propulsivo. Non fu una semplice proiezione istantanea, ma una “fuga proiettiva”. La soddisfazione di espandermi nel volo libero, senza i vincoli del restringimento intrafisico e della forza di gravità, mi parve ancor più meravigliosa, forse perché mi ero coricato molto stanco. Lo stato di espansione, pienezza e libertà fuori del soma mi procurò un piacere indescrivibile. Come vorrei in questi momenti contagiare gli altri con questa gioia! Parlare in tutti gli altoparlanti, radio, televisione, al “mondo intero” di questo mezzo pratico, e alla portata di tutti, di raggiungere la pace interiore assoluta. Come vorrei che tutti i miei amici, parenti e conoscenti, provassero questa condizione inusuale di espansione della personalità integra oltre la materia densa!”
Waldo Vieira, Proyecciones de la Conciencia
(trad. Italiano dalla seconda ed. spagnola, 2005, cap. 70)

Anni fa, quando lessi questo passaggio mi sentii meno sola, “Ma, allora!”, pensai, “non sono l’unica a pensare che possa esistere una natura più sottile che ancora non conosciamo” .
Incominciai a guardarmi attorno e non solo scoprii di non essere sola ma anche che era possibile studiare e ricercare gli aspetti sottili della coscienza come parte di una natura ancora non ben compresa e indagata.
Per chi, come me, non stava cercando approcci mistici era importante trovare un contesto culturale che mantenesse alto lo spirito critico e puntasse all’investigazione ma senza lo scetticismo impoverente di chi non vuole ammettere che ci sono nuovi orizzonti da scoprire.

lunedì 5 novembre 2012

Nuova importante scoperta per la sopravvivenza cellulare


E' stato scoperto un nuovo meccanismo che regola finemente la sintesi di alcune proteine considerate necessarie per la sopravvivenza cellulare. Il meccanismo coinvolge una nuova classe di RNA che, pur non codificando per alcuna proteina, è in grado di aumentare la sintesi cellulare di proteine specifiche.

La ricerca, appena pubblicata su Nature, è stata coordinata dal Prof. Stefano Gustincich della SISSA di Trieste e direttore del laboratorio della Fondazione Armenise-Harvard, con il contribuito di Elia Stupka del San Raffaele di Milano, del gruppo del Prof Stefano Biffo del San Raffaele e del dell'Università del Piemonte Orientale e del Prof Claudio Santoro del Dipartimento di Scienze della Salute, Novara, del Riken Institute di Yokohama (Giappone), dell'Università di Trieste e dello spagnolo Hospitalet de Llobregat.

Lo studio è stato finanziato dalla commissione Europea tramite il finanziamento del Settimo Programma Quadro per il progetto "Dopaminet", dalla Fondazione Armenise-Harvard e dalla Compagnia di San Paolo.

L'attività di questi RNA, definiti antisenso (AS), dipende da una loro peculiare struttura - il SINEB2 responsabile dell'aumento della sintesi proteica - e dalla loro capacità di legare in modo selettivo il mRNA codificante per una determinata proteina.
Quando nella cellula un RNA AS incontra il suo mRNA, la sintesi della proteina codificata da quest'ultimo è aumentata.

venerdì 2 novembre 2012

Endorfine: la droga del corpo.


In questo momento stai mangiando del cioccolato? Hai appena finito appena l’ allenamento mattutino o la camminata serale? Se la risposta è si, il vostro corpo in questo momento sta producendo i propri oppiodi o molecole simili alla morfina. Questi oppioidi sono denominati endorfine e sono responsabili dell’ attivazione di moltissimi processi corporei che, a loro volta, alleviano il dolore e milgiorano l’umore.
Che cosa sono endorfine e come funzionano? Ecco qua le risposte.

I quattro tipi principali di endorfine
La parola “endorfina” significa “la morfina nel corpo” (endo =“all’interno del corpo” orfina = ” morfina”). Le endorfine sono proteine prodotte dalla ghiandola pituitaria e dall’ipotalamo. Le endorfine si legano ai recettori oppioidi delle cellule cerebrali, specialmente nel talamo e nel sistema limbico, inibendo la trasmissione nocicettiva periferica (il dolore) al sistema nervoso centrale e influenzando l’emotività e il comportamento. Le endorfine sono stati scoperte all’interno del corpo e sono state chiamate così nel 1975.
Ce ne sono circa venti tipi e sono divise in quattro gruppi:

alfa-endorfine
beta-endorfine
gamma-endorfine
sigma-endorfine
Come produrre un po’ di endorfine
Questi prodotti chimici nel nostro corpo fanno cose stupefacenti per aiutarci ad affrontare la vita di tutti i giorni. Le endorfine moderano l’appetito, liberano gli ormoni sessuali, fanno diminuire lo stress, danno euforia o felicità e fanno diminuire i livelli di dolore.

mercoledì 31 ottobre 2012

Il mal di schiena? Modifica le percezioni

Il dolore cronico unilaterale è associato a un'alterazione della rappresentazione integrata spazio-corpo.

MILANO - È una patologia molto diffusa, che colpisce in qualsiasi età, con costi elevati per la società in termini di spesa sanitaria. Inoltre, quando il mal di schiena diventa ricorrente e cronico, ha un grosso impatto sulla produttività lavorativa, almeno nei Paesi occidentali, causando gran parte dei giorni di assenza dal lavoro. Secondo una ricerca condotta dall’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Neuroscience Research Australia e l’University of South Australia, anche il mal di schiena obbedisce alla legge della relatività. I risultati, pubblicati sulla rivista Neurology, rivelano che il dolore cronico distorce infatti la percezione spazio-temporale del punto in cui il dolore si concentra: in pratica, ciò che accade nella parte circostante all’area dolorante è processato più lentamente, come se il dolore modificasse le variabili spazio-tempo percepite dal cervello.

LO STUDIO - I ricercatori hanno condotto degli esperimenti su 26 pazienti affetti da mal di schiena cronico unilaterale. Hanno applicato dispositivi elettromeccanici in tre diversi punti del corpo (su una mano, sul punto dolente della schiena e su un’altra parte sana del corpo), producendo vibrazioni tattili. «Abbiamo inviato, contemporaneamente, due identici stimoli vibratori su due di queste aree e abbiamo riscontrato che il cervello processa più lentamente gli stimoli provenienti dall’area dolorante» spiega Alberto Gallace, psicobiologo dell’Università di Milano-Bicocca. I ricercatori hanno inoltre rilevato che se, per esempio, la mano viene posizionata vicino alla parte del corpo dolorante anche gli stimoli provenienti dall’arto vengono processati più lentamente. «Come se il cervello "negligesse" quella mano – commenta il ricercatore –. Ancora sono necessari altri test, ma è possibile che il dolore modifichi la rappresentazione del corpo e dello spazio che lo circonda per ridurne l’impatto sulle funzionalità dell’organismo. Concentrarsi sulla parte del corpo dolorante ci impedisce infatti di effettuare altre azioni e allo stesso tempo rende il dolore ancora più rilevante».

martedì 30 ottobre 2012

La tossicità del mais OGM in uno studio a lungo termine


La rivista scientifica Food and Chemical Toxicology  sta pubblicando un lavoro che sta già sollevando molti dubbi sulle modalità con cui si approvano le colture di organismi geneticamente modificati (OGM).

Lo studio, condotto dalle università di Caen e Verona alimentando gruppi di ratti per due anni con mais OGM Monsanto brevettato NK603, dimostra che nel lungo periodo gli animali alimentati con il mais transgenico sono affetti da tumori o gravi danni a fegato e reni in percentuali notevolmente superiori rispetto al gruppo di controllo. Nelle femmine, ad esempio, la probabilità di sviluppare un tumore alla mammella è 2-3 volte maggiore, mentre nei maschi la probabilità di necrosi epatica è da 2,5 a 5,5 volte più alta, a seconda delle dosi di OGM somministrate. Dato che il lavoro è stato condotto sull'intero ciclo di vita degli animali, sappiamo anche che i ratti sottoposti a una dieta con OGM hanno una vita più breve rispetto ai ratti che si alimentano con mais naturale.

Il mais Monsanto NK603 è un ceppo ingegnerizzato per resistere all'erbicida Roundup, inserendo nel codice genetico una versione modificata di un gene che codifica una proteina dal nome lungo e complicato, ma abbreviabile in EPSPS, un enzima coinvolto nella sintesi degli aminoacidi. L'erbicida inibisce l'enzima normale, ma non l'enzima modificato, per cui in presenza del Roundup  le piante transgeniche crescono, mentre le piante indesiderate muoiono.

Nel lungo periodo, sia l'erbicida sia le piante transgeniche non esposte all'erbicida risultano tossici, almeno secondo lo studio in oggetto.

lunedì 29 ottobre 2012

Il simbolismo della Ghiandola Pineale


Tratto da Scienza e Conoscenza 32.
Il passato è uno spazio-tempo alquanto misterioso ed indecifrabile e la moderna archeologia arranca nel fornire plausibili spiegazioni a molti dei suoi misteri. Uno tra i più noti è come sia possibile che culture apparentemente slegate tra loro abbiano utilizzato le stesse peculiari architetture: le piramidi. In aree geografiche come Egitto, sud America, sud-est asiatico, Cina e perfino in Serbia (cfr. Scienza e Conoscenza n.28) ci sono piramidi di colossali dimensioni molto simili tra loro. Tutte sono state costruite sopra corsi d’acqua sotterranei e/o caverne naturali o artificiali munite di tunnel. Tutte presentano la caratteristica di fungere da ciclopici ionizzatori e da risonatori di armoniche che vanno dagli inudibili 16 Hz fino a qualche centinaio di hertz con una predilezione ─ delle piramidi egizie ─ per le frequenze con cui intoniamo il Si ed il Do tra la seconda e la terza ottava del La corista. Ancora non si sono comprese le ragioni di questa somiglianza costruttiva, ma gli esponenti del pensiero convenzionale spesso tentano di discreditare i legittimi interrogativi su questo fenomeno globale, invalidando perfino i dati scientifici emersi dalle ricerche di fisici e geologi che minano i dogmi ufficiali. Naturalmente il tema di questo articolo non è le piramidi, ma un altro fenomeno multiculturale ─ per molti versi correlato alle piramidi ─ che come queste ultime è presente in culture profondamente diverse e distanti tra loro.
Il soggetto del nostro indagare è la più popolare tra le ghiandole endocrine: l’Epifisi, meglio conosciuta come ghiandola Pineale.

venerdì 26 ottobre 2012

Il pensiero e la gabbia della mente


Il seguente articolo è tratto dal libro di Carlo Dorofatti "Nient'altro che se stessi. Incanti e disincanti della nuova era" (Nexus Edizioni, 2010).
La mente non é noi: tutti i nostri pensieri vengono da una Mente ben piú vasta della nostra, universale.
Sri Aurobindo

Il pensiero non è qualcosa che produciamo, ma una “sostanza” nella quale siamo immersi. È il nostro habitat naturale, nel quale agiamo e creiamo effetti e rispondenze. Noi infatti “elaboriamo” pensiero, non lo produciamo: il pensiero non è parte di noi, non ci appartiene. Siamo abituati ad identificarci nei nostri pensieri, ma la verità è che noi siamo solo il canale attraverso il quale scorrono.

L’essere umano partecipa ad un ecosistema multidimensionale di energia-pensiero. L’uomo riceve pensiero elaborato da specie “inferiori” (meno complesse) ed elabora pensiero-cibo per specie “superiori” (piú complesse), all’interno di una vera e propria “catena alimentare”.

È interessante considerare che noi, nella nostra attuale condizione, non solo non produciamo pensiero, ma non siamo neppure fruitori del pensiero che elaboriamo, o meglio, non lo siamo in tempo reale. Quando crediamo di pensare, ci stiamo semplicemente ricordando di aver elaborato “qualcosa” che la mente ha adattato a sé, rielaborando i nostri pre-giudizi. Praticamente viviamo in una “differita” della realtá, riveduta e corretta dalla mente.


giovedì 25 ottobre 2012

Il potere nascosto del cambiamento


Alcune delle ragioni per cambiare il proprio stile di vita sono ovvie. Non occorrono grandi ragionamenti per capire perché sia una buona idea smettere di fumare, passare ai cibi biologici o ridurre l’esposizione complessiva ai materiali sintetici e ai campi elettromagnetici. Ciò che può essere meno ovvio sono i benefici che ricaviamo facendo cambiamenti fini a se stessi.

La nostra capacità d’influenzare il dispiegarsi degli eventi nella nostra vita esiste solo nel momento presente. Quando ripetiamo abitualmente
gli stessi comportamenti più e più volte, essi divengono così radicati in noi che svolgiamo tali attività (per esempio guidare, mangiare, farsi la barba) senza nemmeno pensarci. I nostri pensieri sono altrove… o in un altro tempo.
I bambini, invece, rimangono fortemente coinvolti e consapevoli in qualunque momento, perché ogni istante rappresenta una nuova avventura. Per i bambini, il semplice gesto di spazzolarsi i denti è una ricca esperienza sensoriale colma di gusti, sensazioni, suoni e spruzzi interessanti. Col tempo lavarsi i denti diventa una parte talmente abituale della nostra routine d’igiene quotidiana che quasi non ci facciamo caso. Il nostro corpo è coinvolto nell’atto di spazzolare i denti, noi invece no. I nostri pensieri ripercorrono distrattamente gli eventi della giornata o combattono con un sovraffollato elenco di cose da fare.

mercoledì 24 ottobre 2012

Oltre il pianeta Mente: alla conquista dello spazio-consapevolezza

Più una persona è connessa con la consapevolezza, più forte è la sua coscienza personale, il suo sentimento del bene, la sua intelligenza emozionale, la salute corpo-mente...

La nostra esperienza mentale del mondo è incompleta e necessita di essere integrata da un’esperienza consapevole in cui diventiamo pienamente coscienti del fatto che la nostra mente agisce come un “prisma” che devia le informazioni che percepiamo. La consapevolezza è la “direttrice naturale della mente”, che la guida verso invenzioni che sono favorevoli alla natura e all’uomo. La mente senza la consapevolezza è come una lanterna senza l’olio. La convinzione che la mente sia di per sé intelligente è erronea. Se l’uomo non è in contatto con la consapevolezza può arrivare a creare armi di distruzione di massa che possono ucciderlo. Se si vuole porre fine alla violenza e alle guerre che devastano il nostro pianeta, il passo fondamentale da attuare è quello di mettere insieme ragione e consapevolezza. La scoperta della consapevolezza permetterà all’uomo di unire i lati materiale e spirituale del mondo e di sviluppare le tecnologie più appropriate.

 L’uomo è, fondamentalmente, un essere costituito da tre elementi: corpo, mente, e consapevolezza, che possiamo chiamare anche l’“essenza”. Più una persona è connessa con la consapevolezza, più forte è la sua coscienza personale, il suo sentimento del bene, la sua intelligenza emozionale, la salute corpo-mente. L’uomo consapevole ha un senso di responsabilità altamente sviluppato e non è incline alla manipolazione. L’esperienza consapevole costituisce l’unica strada che può consentirci di uscire dalla situazione di crisi in cui ci troviamo oggi. Una società di “individui consapevoli” non sarà né comunista né capitalista, ma piuttosto una società che funzionerà ai massimi livelli con leggi minime. Più debole è la consapevolezza, più leggi e regole sono necessarie; più forte è la consapevolezza, meno leggi sono necessarie e più libertà ci sarà.

martedì 23 ottobre 2012

Riconoscere e guarire i conflitti psichici nel campo energetico

Con il sistema dell’energetica psicosomatica (PSE), un metodo terapeutico olistico concepito dal dottor Banis, è possibile individuare i conflitti psichici in molti pazienti e risolverli con una terapia omeopatica mirata...

In base alla mia esperienza, i conflitti psichici non elaborati sono le più frequenti cause di malattia nella pratica medica. Molte delle persone che da tempo si sentono poco bene e malate hanno dei conflitti di questo tipo. Tali conflitti si svolgono perlopiù nell’ombra e spesso purtroppo non vengono né riconosciuti nel modo giusto né trattati con l’intensità necessaria. In tal modo non si tiene conto di un’importante causa di malattia. I conflitti sono quasi sempre una delle cause principali di casi problematici come le malattie croniche, le difficoltà nell’educazione dei bambini e i disturbi dello stato psicofisico, spesso inspiegabili. Solo dopo aver riconosciuto e risolto questi conflitti, possono mettersi in moto dei processi di guarigione efficaci e durevoli. In questo modo vengono spesso sciolti dei blocchi terapeutici e solo allora le cure cominciano ad essere realmente efficaci. Grazie allo scioglimento dei conflitti non si verifica soltanto la guarigione delle malattie, ma la maggior parte delle persone sperimenta un cambiamento globale verso il positivo, si sente più vitale e con una maggior gioia di vivere. Le persone diventano inoltre sempre più centrate a livello psichico, riuscendo così ad esercitare un miglior controllo sulla propria vita e a sviluppare una sempre maggiore autostima.

lunedì 22 ottobre 2012

Il pensiero è la forza più potente che c'è nell'universo

La fine dell’Homo erectus per effetto del “pensiero debole”. Una grande scoperta di neuro-ortopedia: le discopatie sono dovute all’azione della gravità sulla colonna...
Pensiero, come ebbi modo di dirvi altre volte, è correlato etimologicamente alla parola latina pènsum, che significò la quantità di lana pesata, dacché le cosiddette “ancelle pensili”, giovani “operaie-intellettuali”, avevano il compito di stimare il peso della lana, meditando, vale a dire esercitando la funzione “mentale” del pe-n-sare, appunto!
(Avanti vedremo la doppia accezione del termine mente, che ci riporta al significato di misurare, che attiene il dolore, dalla radice indo-germanica matìs e al significato di mèdeor = medicare, dal latino mèdicus = colui che cura le malattie, essendo un sapiente)
Peso e pensiero sono dunque legati da un “filo concettuale” straordinariamente intrecciato e nell’anno 2012 alle porte, sta per rendersi evidente una sorpresa, che quel tipo di “scienza”, figlia del metodo cartesiano, non si sarebbe mai aspettata di trovarsi di fronte.

La causa per la quale i corpi cadono a terra, a-tratti (c’è un’alfa privativa e il verbo trarre) va annoverata nel regno dei quid impalpabili, immateriali e... inexistenti… come lo è il pensiero.
È una rivoluzione copernicana che l’Establishment non prevedeva e probabilmente non è preparato a fronteggiare. Anche le conseguenze non sono al momento facilmente prevedibili.
È finita una Civiltà, che ha creduto fermamente nell’esistenza di “fettucce” invisibili, in grado di avvinghiarsi in tutti i corpi e di trascinarli verso il centro della terra a velocità sempre più crescente, stante una accelerazione costante e equa per tutti. Dall’oggetto di ferro a quello realizzato in morbida plastica o in leggerissimo polistirolo.

venerdì 19 ottobre 2012

L'influenza del suono e delle vibrazioni sul nostro corpo

Nel mondo esterno non ci sono suoni, ma solo vibrazioni, che il cervello percepisce come sensazioni sonore coerenti con lo sviluppo fisiologico dell'una o l'altra area cerebrale.

Che cosa " sente " un bambino prima ancora di nascere?
La vita prenatale è fondamentale nell'appredimento, in particolare dopo 10 settimane, e il nascituro ha una predilezione all'apprendimento del suono.
Nel mondo intrauterino infatti il liquido amniotico permette di trasmettere assai rapidamene i suoni, così che al 5° mese, l'esercizio di attivazione dei canali sensoriali attivi che correlano sonorità e
movimento, è già sufficentemente maturo da permettere di riconoscere e ricercare la voce della madre. La maturazione psichica tramite il suono permette pertanto lo sviluppo dei circuiti cerebrali che si
esercitano come pre-immaginazione cosciente nonchè come apprendimento onirico durante il sogno dell' infante.

Ci può spiegare - in termini semplicissimi - che cosa succede nel cervello quando ascoltiamo un suono?
Da quando la Risonanza Magnetica funzionale (RMf) ci ha permesso di osservare il cervello come sistema interattivo di apprendimento, abbiamo iniziato a comprendere che il cervello è un attivo
analizzatore di frequenze udibili e ciò significa che non solo riceve vibrazioni dal mondo esterno, ma che produce attivamente dei suoni per cercare di distinguere similitudini e differenze rispetto a quanto è stato già memorizato dal proprio sistema di apprendimento mnemonico.

giovedì 18 ottobre 2012

La fragilità dell’uomo moderno


L’homo consumer moderno non sa più cos’è la storia; non sappiamo più cos’è il Cosmos che ci accetta, e finiamo per avere paura della nostra fine, non la accettiamo più...

La parola fragile deriva dal latino frangere, che significa rompere. Spesso la troviamo all’esterno di imballi di oggetti delicati, un avvertimento ad usare con cautela. Fragile è un vetro, un fiore, il carattere o la sensibilità di una persona. Si sente spesso dire “ha un carattere fragile”, “è fragile di salute”; è anche usato come sinonimo di debole, gracile, inconsistente. Da sempre il concetto di fragilità è unito al destino umano del perire, del morire: “Piccola candela, su, spegniti! altro non sei che un’ombra vagabonda, la vita, un povero attore come te che si dimena sopra una scena, un’ora e poi ne cessa la voce, il raccontare di un idiota tra strida e scoppi di furore, privo di senso; un niente”, così si esprimeva William Shakespeare nell’atto quinto del Macbeth.

Quello della fragilità è un tema che mostra molto bene in che modo, nel mondo attuale, stiamo assistendo ad un cambiamento di paradigma. Stiamo entrando, secondo molti sociologi, nella post-modernità. I periodi storici del 17°, 18° e poi nel 19° secolo, fino alla metà del 20° secolo furono epoche che mettevano l’accento sulle idee cartesiane; l’uomo era padrone e possessore della Natura, con una visione fondamentalmente aggressiva nei confronti del sé, dell’altro e della Natura stessa; una visione aggressiva che si inoltrava anche agli dei, al divino. Attualmente gli studi sui giovani, sulle nuove generazioni evidenziano una saturazione verso il mondo moderno; si inizia ad avvertire la necessità di tornare ad un qualcosa di più dolce, tranquillo, soft, slow, e la grande tematica della fragilità si iscrive i queste coordinate. Per dirla in breve, si sente la necessità di avere un altro rapporto con il mondo, diverso, meno intrusivo. Per usare un termine greco si potrebbe dire una metanoia, ovvero una profonda revisione nel modo di pensare, di sentire, di giudicare le cose; una nuova concezione del mondo ed un nuovo modo di rapportarsi al mondo. Si parla di downshifter, di persone che vogliono vivere ai margini  della società puntando ad un recupero del proprio tempo, della propria esistenza; talvolta si sente parlare di decrescita felice. 

mercoledì 17 ottobre 2012

La mente e le onde-pensiero

La mente sembra intelligente e conscia.… non è così. E’ soltanto uno strumento di conoscenza che abbiamo a disposizione.
La conoscenza o percezione che abbiamo delle cose è un’onda-pensiero nella mente, che noi dobbiamo controllare, perché ciò che accade comunemente è che se l’onda-pensiero è piacevole, noi diciamo “io sono contento” e se l’onda-pensiero è spiacevole, noi diciamo “io sono infelice”. Ma questa identificazione è falsa ed è causa di ogni nostra infelicità.

Infatti la conoscenza o percezione che noi abbiamo di ciò che viene dal mondo esterno, è solo quella materiale e tangibile propria del livello più macro. Ma, ad un livello più micro, vediamo che anche la materia corrisponde all’immateria. Questo concetto apparentemente astratto trova invece fondamento nella scienza, ed in particolare nella fisica subatomica che da Albert Einstein in poi riconosce che anche la materia apparentemente più fissa e stabile è composta da particelle, cui la meccanica quantistica ha tolto definitivamente l’aspetto classificabile come “materiale”, definendole onde. Perciò noi stessi, al pari di un sasso, siamo fondamentalmente immateriali, senza fissità, e costituiti da onde. Quello che compare ai livelli più grossolani della materia e cioè il mondo nelle sue manifestazioni fisiche è solo la superficie di una verità molto più complessa.

venerdì 12 ottobre 2012

Le proprietà nutritive delle lenticchie


Le lenticchie sono ricche di fibre, sali minerali e vitamine, sono considerate, fin dai tempi antichi, la carne dei poveri, sono legumi appartenenti alla famiglia delle Papilionacee e la loro storia inizia molti secoli fa.

 Le lenticchie hanno un alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali, sono anche ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B, inoltre hanno anche un alto contenuto proteico, una buona quantità di zuccheri e una scarsa quantità di grassi, oltre ad essere ricche di vitamine, sali minerali e fibre. 

Sono molto indicate nella prevenzione dell’arteriosclerosi poiché i pochi grassi in esse contenute sono di tipo insaturo, la grande quantità di fibre le rendono molto importanti e utili per il funzionamento dell’apparato intestinale e per tenere sotto controllo il livello del colesterolo, ma non è tutto: le lenticchie contengono anche soflavoni, sostanze che puliscono l’organismo.

Vi consigliamo di consumarle soprattutto in virtù delle loro proprietà antiossidanti che agiscono positivamente sugli agenti inquinanti a cui tutti siamo soggetti. Le lenticchie sono anche molto ricche di tiamina, utile per migliorare i processi di memorizzazione, mentre il contenuto consistente di vitamina PP fa sì che esse abbiano anche la proprietà di fungere da potente equilibratore del sistema nervoso, con azione antidepressiva e antipsicotica.
Infine, sono molto indicate per tutti coloro che necessitano di ferro, mentre sono assolutamente controindicate nei soggetti iperuricemici.


giovedì 11 ottobre 2012

Differenti modi di respirare per ogni diversa situazione di vita

La respirazione è importante per la regolazione del nostro organismo ed un corretto funzionamento né garantisce lo stato di salute.
Esistono vari esercizi di respirazione, e differenti modalità respiratorie collegate a scopi diversi e a situazioni differenti di vita.

Con una respirazione toracica, l’organismo va in simpaticotonia: si rallenta la peristalsi intestinale, il sangue è pompato più in fretta, aumenta la sudorazione per smaltire il calore di un’eventuale azione imminente, i muscoli sono messi in condizione di agire; il tutto prepara ad affrontare una situazione di allarme
La respirazione può inoltre diventare molto rapida al fine di aumentare il tasso di ossigeno in caso di forte affaticamento.

La respirazione diaframmatica, invece, produce vagotonia, il sistema addetto ai momenti di calma, di tranquillità, di allentamento, stomaco e intestino sono in movimento, il sangue scorre più lento, vengono messe in circolazione endorfine e proteine P che producono un intenso senso di benessere.

In un funzionamento sano, un individuo dovrebbe poter ritornare alla respirazione diaframmatica  quando non c’è più bisogno di attivarsi ed affrontare situazioni di allarme.
In condizioni di stress si perde la capacità di ritrovare vari tipi di respirazione a seconda delle circostanze esterne e ritornare alla respirazione diaframmatica.
Si resta intrappolati in un tipo di respirazione cronico e disfunzionale,  permanentemente presente anche quando non ce ne sarebbe bisogno.


Restaurare la respirazione diaframmatica produce una serie di effetti estremamente positivi : si cominciano a riaprire le sensazioni che erano chiuse: piccole correnti vitali che fluiscono nel corpo, sensazioni di allentamento e di torpore, stanchezza e voglia di fermare l’eccessivo movimento di una vita troppo stressante; aumenta il contatto con se stessi e con le proprie emozioni e anche con ciò che non funziona tanto bene nel nostro corpo ed infine si producono intense sensazioni di benessere, di leggerezza o di pesantezza, di galleggiamento, di calma, di serenità.


BUONA RESPIRAZIONE A TUTTI!

Dott.ssa Raffaella Orlando

Fonte: http://www.benesseredacondividere.it/salute-e-benessere-2/differenti-modi-di-respirare-per-ogni-diversa-situazione-di-vita/

martedì 9 ottobre 2012

Recenti studi sulle proprietà anti tumorali dell’aloe arborescens

Articolo del dott. Davide Bianchini
In seguito al mio articolo sulle proprietà antitumorali dell’Aloe Arborescens, sono stata contattata dallo studioso Adelio Alberto Mora, collaboratore del Dottor Paolo Lissoni, noto oncologo dell’ospedale San Gerardo di Monza, direttore degli oncologi che hanno realizzato i più recenti studi sull’Aloe Arborescens.

Adelio Alberto Mora mi ha gentilmente aggiornato sui recenti sviluppi della ricerca anti-cancro sull’Aloe Arborescens attraverso uno studio effettuato nel 2009 che ha rivelato i benefici dell'aloe arborescens abbinato alla chemioterapia in alcuni pazienti con carcinoma metastatico in fase iniziale, suggerendo la possibilità di manipolare biologicamente l'efficacia e la tossicità della chemioterapia attraverso sostanze immunomodulanti endogene o esogene. Mi ha, inoltre, comunicato anche alcune modifiche alla ricetta anti cancro di Padre Romano Zago, concordate con il frate missionario.

Lo studio originale è  visionabile in lingua inglese qui, ed io voglio condividerlo con voi riassumendolo brevemente.

Ricerca
Sono stati "studiati" 240 pazienti con tumori metastatici solidi (cancro al polmone, cancro del colon-retto,  cancro gastrico e cancro del pancreas), che sono stati trattati con chemioterapia con o senza trattamento dell’aloe.
L’aloe è stato somministrato su una parte dei pazienti per via orale, sia durante che dopo la chemioterapia,  a 10 ml tre volte al giorno senza interruzione fino alla progressione della malattia, a partire da 6 giorni prima dell'inizio della chemioterapia, in una miscela costituita da 300 g di foglie fresche di Aloe,  500 g di miele più 40 ml di alcol 40% (ricetta di Padre Romano Zago).
La Chemioterapia, invece,  è stata somministrata settimanalmente.
Le risposte cliniche sono state radiologicamente valutate dopo almeno tre cicli di chemioterapia.
I pazienti sono stati controllati settimanalmente da test di laboratorio di routine.

lunedì 8 ottobre 2012

Vitamina D altro che vaccini!


Dal momento che esiste una sostanza capace di prevenire l’influenza molto piu’ efficacemente dei vaccini tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza? Uno studio clinico condotto dal dottor Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition. Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi. I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l’8 per cento.I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici – ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi dell’influenza. Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.

martedì 2 ottobre 2012

8 hertz: il codice della vita


Andrija Puharich, morto nel 1995, era un medico pioniere in ricerche sull'elettrobiologia e sulle capacità extrasensoriali del cervello. Durante la sua brillante carriera scientifica il Dott. Puharich detenne cinquantasei brevetti americani e stranieri per le sue invenzioni nel campo della medicina elettronica, neurofisiologia e biocibernetica. Fu autore di oltre cinquanta pubblicazioni scientifiche e di diversi libri divulgativi.

Durante la sua vita fu membro dell'Accademia delle Scienze di New York, dell'Associazione americana per l'Avanzamento della Scienza, dell'Associazione della Medicina Aerospaziale e l'Associazione americana per la Psicologia Umanistica. La sua mente vivace e anticonformista lo portò a riprendere alcune ricerche di Tesla con le onde non hertizane ELF (frequenze estremamente basse) rilevandone il potenziale nocivo per l'uomo e l'ambiente. Un suo pionieristico lavoro fu il creare una tecnologia, tutt'ora usata, nel far sentire i non udenti attraverso l'elettrostimolazione cranica con segnali elettronici che vanno direttamente al cervello. Tra le molte invenzioni va segnalato il suo brevetto US Patent 4394230, dove descriveva un metodo ed una strumentazione per il frazionamento delle molecole d'acqua. Questo brevetto spiega l'impiego delle frequenze per far risuonare le molecole d'acqua e così liberare i legami tra l'idrogeno e l'ossigeno, creando un ecologico combustibile ad acqua. Oltre che prototipo dello scienziato che si interessa alla free energy, Puharich mostrò una curiosità scomoda ed un'integrità scientifica disposta a giocarsi la carriera piuttosto che genuflettersi alla cieca politica accademica.

lunedì 1 ottobre 2012

Un Superorganismo chiamato Umanità: intervista a Bruce Lipton


Quando usi la parola mente che cosa intendi veramente?
Facciamo una semplice analogia: consideriamo il cervello come una radio, e la stazione che trasmette via radio è l’equivalente della “mente”. La mente (radio show) non è contenuta fisicamente nella radio. Il Cervello è la radio fisica che riceve e diffonde la “trasmissione” che sperimentiamo come la Mente. In questa percezione, la Mente non è un’entità fisica, è più simile a una frequenza di trasmissione vibrazionale.

Che cosa hai da dire su questa tua certezza (o è una credenza? ☺) che la mente è più forte dei geni?
Le Credenze e i Geni lavorano insieme. Per anni, la scienza convenzionale ha enfatizzato il fatto che i geni controllino i tratti fisici. Ora la scienza riconosce che i geni sono dei “potenziali” e la mente e l’ambiente forniscono le informazioni che controllano la lettura dei modelli del gene. Ma: le percezioni della mente possono alterare la lettura del codice genetico. Come rivela l’epigenetica, la risposta del sistema nervoso all’ambiente può modificare la lettura del gene a produrre fino a 30.000 variazioni di proteine dalla matrice dello stesso. Chiaramente, la mente e le sue credenze sono il meccanismo primario e il fattore più potente nel controllare la genetica di un organismo.
In che modo, nella tua visione, l’evoluzione della mente è legata all’evoluzione globale?
La "consapevolezza" è il tratto principale offerto dal sistema nervoso. Più un organismo è avanzato a livello evolutivo, più consapevolezza possiede. Gli scienziati ritengono, in genere, che il grado di "consapevolezza” sia la misura principale di evoluzione. L’umanità è sull'orlo di un “drammatico” aumento di consapevolezza. Inizieremo a prendere coscienza che ogni essere umano è l'equivalente di una "cellula" nel corpo di un superorganismo, l'Umanità.

venerdì 28 settembre 2012

Stress e sistema immunitario: basi cognitive della patologia


È ormai entrato nell'immaginario comune che molte patologie vanno considerate come stress-indotte o stress-dipendenti; a livello della loro genesi, infatti, specifici stimoli che inducono una risposta somatica di stress rivestono un ruolo determinante. Inoltre, il termine stress, viene oramai utilizzato in molteplici cambi, uscendo dall'area ingegneristica che lo coniò; ricordiamo infatti che questo termine veniva impiegato, inizialmente, per indicare la tensione a cui può essere sottoposto un materiale rigido opportunamente sollecitato. Lo stress entrò nel frasario medico con Seyle, qusto ricercatore, infatti, studiando le risposte del corpo a differenti stimoli nocivi, che venivano indicati con il nome di stressors (agenti stressanti) e che inducevano atrofia del timo e delle strutture linfatiche. Studi successivi chiarirono che non era tanto l'esposizione allo stressor a produrre la reazione di stress quanto l'attivazione emozionale prodotta dall'esposizione a quel determinato stimolo; di conseguenza, risultano decisivi i fattori cognitivi nella tipizzazione e nella caratterizzazione della risposta allo stressor.
L'importanza dei fattori cognitivi, che quindi svincolano la risposta del corpo ad una situazione di stress dai rigidi meccanismi fisiologici è confermata dal fatto che, sottoponendo ad un identico stimolo, e quindi creando la stessa situazione “stressante”, individui diversi, questi potranno mostrare risposte differnti.
Questo ci induce a pensare che l'elaborazione cognitiva da parte del sistma nervoso degli stimoli ambientali, che è all'origine della risposta fisiologica del corpo agli eventi stressanti, è fondamentale e caratteristica di ogni individuo (che presenta differenti esperienze pregresse e l'attribuzione di uno specifico significato allo stimolo). Possiamo quindi parlare di risposta specifica individuale, ovvero possiamo introdurre il concetto che esista una risposta ad uno stimolo diversa, e per questo specifica, in ogni individuo.

giovedì 27 settembre 2012

Sei nato per essere felice, una lezione di vita di Don Miguel Ruiz


Ognuno di noi spesso pensa: “Non sono abbastanza bravo. Non posso farcela. Non posso essere felice. Sono nato per soffrire. La vita è una valle di lacrime e siamo qui per soffrire, e se soffriamo con pazienza, quando moriamo andiamo in paradiso”. Tutte queste non sono che bugie, e noi ci crediamo.

Il modo in cui ci esprimiamo nella vita è con molta paura.
Ci giustifichiamo dicendo: “Oh, sono timido. Oh, non sono un bravo cantante. Non riesco a parlare in pubblico. Non sono un bravo artista”. Usiamo tutte queste convinzioni e bugie per limitarci nell’espressione di noi stessi. Siamo molto spaventati di vivere la vita.

Vuoi sapere la verità? Ogni essere umano è un artista. E l’arte principale che abbiamo è la creazione della nostra storia. Creiamo storie in cui viviamo, e questo è un po’ difficile da capire per gli essere umani ordinari, ma è una cosa estremamente bella quando abbiamo questa consapevolezza e ancor di più quando la cambiamo. E non è poi così difficile.

Quando recuperiamo la consapevolezza, scopriamo che le nostre relazioni migliorano, le relazioni con le persone che amiamo, con i nostri bambini, con i nostri genitori, con tutti coloro che ci circondano diventano molto, molto migliori.

martedì 25 settembre 2012

Le emozioni del bambino durante la gravidanza


Durante la gestazione, madre e bambino costituiscono un tutt’uno emozionale: il legame tra le emozioni e i traumi nel periodo prenatale e la futura vita del bambino in età adulta
Alberto Greco,Daniela Gavazzi - 19/09/2012

Nel film 2001 Odissea nello spazio Stanley Kubrick ripercorre tutti i passaggi dell’evoluzione della vita su questo pianeta come processo necessario a rinnovare la meraviglia, lo stupore, ma anche a stimolare una rinnovata attenzione alla vita così come si presenta a ciascun uomo e a ciascuna donna nella sua interezza. Che cos’è il nostro esserCi se non un eterno accorgersi della vita intorno e della vita dentro? Ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero, le nostre azioni, anche le più semplici, da dove originano, da cosa sono motivate? Noi siamo liberi così come crediamo? Chi siamo noi? Chi sono io? Perché un odore può dare fastidio e un altro può suscitare una commozione, perché alcune persone compiono gesti che suscitano dei ricordi, perché fumo, perché mangio troppo o troppo poco e così via? Ognuno di noi potrebbe campionare tranquillamente tutta una serie di comportamenti propri o degli altri a cui è consapevolmente sensibile e da cui è inspiegabilmente attivato a livello emozionale, secondo vari gradienti, fino ad arrivare, talvolta, a essere bloccato nell’agire a causa del proprio modo di “sentire” la realtà. Joaquin Grau descrive questo mondo emozionale, talvolta così travolgente, come “verità sentita” e la definisce coraggiosamente come l’“unica verità”. E ipotizza, così come tanti altri autori, che molte delle azioni, pensieri, scelte che le persone compiono in età adulta siano il necessario svolgersi di una sinfonia le cui note primordiali sono state tutte scritte, sotto dettatura, dal concepimento alla nascita, e successivamente nei primi anni di vita.

lunedì 24 settembre 2012

Sale Rosa dell'Himalaya: il cristallo della salute


Le proprietà del sale cristallino
Il sale marino, noto anche come sale da cucina, normalmente consumato, ha perso le sue qualità in seguito all’inquinamento dei mari e al progressivo processo di industrializzazione che lo ha ripulito di minerali e oligoelementi essenziali riducendolo a cloruro di sodio. Nel nostro organismo, il cloruro di sodio viene circondato da molecole d’acqua che lo neutralizzano, ionizzandolo in sodio e cloro e sovraffaticando dunque gli organi escretori. Spesso il sale da cucina include anche specifici additivi e conservanti i quali evitano l'agglomerazione e migliorano la sua cospargibilità.
Per il corretto funzionamento del nostro organismo ci serve il sale nella sua pienezza, completo di tutti gli elementi naturali. Il sale di miniera è costituito per il 95% da salgemma, che conserva la sua integrità naturale, ed è perciò più pregevole del sale da cucina industriale. La valenza degli elementi in esso contenuti dipende dalla pressione a cui questi sono stati sottoposti nel corso delle ere geologiche, e dal conseguente legame con il reticolo cristallino. Il sale cristallino su cui è attualmente focalizzata la scienza proviene dall’Himalaya. Nel salgemma (il sale marino), i singoli elementi minerali sono legati solo parzialmente al reticolo cristallino. Un cristallo possiede invece una struttura geometrica regolare, con una disposizione spaziale ordinata degli elementi minerali aggiuntivi al cloro ed il sodio che li rende biochimicamente disponibili per le nostre cellule.
Le condizioni di pressione, protratta per milioni di anni, che determinarono la genesi dei massicci montuosi nella regione dell'Himalaya, furono così forti da portare alla formazione di reticoli cristallini perfettamente ordinati, compressi in vene in vene di colore bianco, rosato o rossiccio all'interno di vasti giacimenti sotterranei, determinando l'integrazione degli elementi minerali in una struttura reticolare perfettamente ordinata, e rendendoli facilmente assimilabili dalle cellule umane.

giovedì 20 settembre 2012

Il Genoma Umano e l'umorismo dell'universo


Il corso della storia umana muta radicalmente quando l’umorismo dell’universo sovverte una credenza che è parte della trama dell’intera società.
Bruce Lipton

C’è una cosa che io chiamo umorismo dell’universo; altri possono chiamarlo scherzo cosmico. Ci sono state occasioni nella vita di tutti noi in cui abbiamo creduto di sapere esattamente quale sarebbe stato il risultato di qualche avvenimento o fatto. Eravamo così convinti di sapere quello che sarebbe successo che avremmo potuto scommettere la fattoria di famiglia più il lavello della cucina sull’esito dell’evento. È in momenti come questi che l’universo ci sorprende compiendo una svolta a sinistra invece che a destra.
Mentre nella maggior parte dei casi una tale svolta potrebbe provocare rabbia, delusione o disillusione, io di solito reagisco scrollando la testa con profonda ammirazione nella perversa natura dell’umorismo dell’universo. Proprio quando pensavo di sapere esattamente come sarebbero andate a finire le cose mi trovo senza fiato per la sorpresa. Meravigliato, devo rivedere e riconsiderare le credenze che avevo e che mi hanno portato alla mia errata conclusione.
Quando l’umorismo dell’universo colpisce un individuo, riconoscere la propria sorprendente mancanza di consapevolezza può provocare un profondo cambiamento nella propria vita. A livello individuale, ognuno deve riconsiderare le proprie credenze per far posto a delle osservazioni sorprendenti.

mercoledì 19 settembre 2012

La malattia e le emozioni

La testimonianza di un medico oncologo che dopo aver capito il peso delle emozioni sull'origine di diverse malattie è riuscito a guarire dal sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
La malattia va oltre al livello fisico?

Uno dei grandi ostacoli, che ho dovuto affrontare in quanto oncologo integrativo, risiede nelle problematiche di tipo emotivo e spirituale che i miei pazienti devono superare per poter guarire. Ho avuto dei pazienti che sono deceduti letteralmente subito dopo essersi liberati del cancro, poiché non riuscivano a superare la rabbia, la paura, la sensazione di non essere amati, l’incapacità di perdonare o altri fattori problematici della loro vita. Per aiutare i miei pazienti a gestire meglio i loro problemi emotivi e spirituali ho esplorato e ricevuto formazione in molte terapie, incluso anche il counseling tradizionale, la Terapia del campo di pensiero (Thought Field Therapy, o TFT), le Tecniche di libertà emozionale (Emotional Freedom Techniques, o EFT), il Healing Touch, la Tecnica di digitopressione di Tapas (TAT), le Quantum Techniques e altro.
Alcune di esse sono state di una certa utilità, e talune hanno aiutato più di altre. Ma nessuna si è dimostrata all’altezza del compito di poter funzionare per tutti. La verità in tutto questo sta nel fatto che ci capita raramente d’incontrare una forma di terapia davvero nuova, specialmente una che sia potenzialmente in grado di modificare il panorama della medicina come lo conosciamo oggi. Pensate solo alle possibilità di un mondo senza Prozac, Liptor, insulina o senza farmaci antipertensivi. Quando questo coincide col nostro momento del bisogno personale, può rappresentare un evento realmente fenomenale. All’epoca non lo sapevo, ma la nuova terapia che stavo cercando era rappresentata dai Codici di Guarigione sviluppati dal dottor Alex Loyd, che oggi ho il piacere di definire un amico e un socio.

martedì 18 settembre 2012

I probiotici distruggono le sostanze chimiche tossiche nel nostro intestino


E’ una cosa meravigliosa che la natura ci abbia fornito migliaia di miliardi di microrganismi all’interno del nostro corpo con DNA diverso dal nostro, alcuni dei quali abbattono sostanze chimiche tossiche che noi esseri umani abbiamo creato per uccidere altre cose ma che invece ci stanno uccidendo, ad esempio i pesticidi. Chi sono questi strani aiutanti?

I batteri!

Un attimo. I batteri non dovrebbero farci del male? Non sono il nostro nemico nella guerra senza fine contro l'infezione?

Beh, quando il nostro sistema immunitario non funziona, alcuni possono crescere oltre il normale. Ma non diversamente dalla maggior parte delle altre creature, rispondono all’ambiente in cui sono allevati. Assumete cibi organici, ortaggi genuini per esempio, e avrete un’attività positiva nel vostro intestino. Assumete zucchero, cibi elaborati e una miriade crescente di sostanze chimiche e nel vostro intestino tirerà una brutta aria!
Inoltre, che ci crediate o no, antichi batteri hanno fatto squadra milioni di anni fa con i nostri antenati cellulari, per creare gli organelli che producono energia all'interno delle nostre cellule, chiamati mitocondri. Quindi, siamo davvero così diversi dai batteri? No, in un certo senso, siamo batteri, infatti alcuni ricercatori ci descrivono come "meta-organismi" composti da diversi sistemi vitali che lavorano in simbiosi.

lunedì 17 settembre 2012

L'Epigenetica e l'autoguarigione a livello cellulare


Effetto "Luna di Miele"
Cosa condividono le cellule del nostro corpo con l'amore? Secondo Bruce Lipton, biologo cellulare per formazione e autore di best seller internazionali quali La Biologia delle Credenze, si tratta di una relazione perfetta, tanto che Lipton parla di "Effetto Luna di Miele".

Chi di noi non si ricorda di essere stato, almeno una volta nella vita, innamorato? Durante l'innamoramento - sostiene Lipton - la nostra percezione del mondo si espande, i nostri occhi colgono la realtà con meraviglia, stupore, gratitudine. La nostra attitudine positiva non si riflette solo verso il partner: si tratta di un vero e proprio innamoramento nei confronti della vita stessa e delle sue manifestazioni. Siamo più disponibili nei confronti del prossimo e delle novità, facciamo più facilmente amicizia, sperimentiamo nuovi cibi, nuove attività ricreative e non. I nostri sensi sono maggiormente in allerta: sentiamo di più, condividiamo di più e concediamo più tempo ai piaceri della vita.

Ora, la cosa sorprendente è che, secondo Litpon, ognuna delle cellule del nostro corpo è un essere umano in miniatura. Dentro di noi, cinquanta trilioni di cellule-essere umano lavorano insieme per far funzionare il nostro cuore, i nostri polmoni e le milioni di azioni necessarie affinché la vita possa pulsare. E quando ci sentiamo innamorati, tutte le nostre cellule percepiscono questa vibrazione d'amore: una gran bella notizia a pensarci bene!

Geni attivati e geni disattivati: l'influenza dell'ambiente
Tutto comincia con la vita, che viene definita da Lipton come "movimento". Le proteine, elemento primario della vita, si uniscono in catena e si muovono in risposta ai segnali che provengono dall'ambiente. Sulla superficie di ogni cellula, i recettori delle proteine ricevono i segnali dall'ambiente mentre le proteine effettrici trasformano i segnali in vibrazioni e le trasmettono al cervello che le interpreta. Non ci vuole tanta immaginazione per capire che differenza passa per le nostre cellule tra l'essere immarsi nelle gioie dell'innamoramento piuttosto che in una vita di stress e continuo nervosismo.

venerdì 14 settembre 2012

La 'Memoria-Informazione" dell'acqua secondo la Semeiotica Biofisica Quantistica


Le scoperte di Jaques Benveniste sulla memoria dell’acqua (lavoro [1] notoriamente apparso su Nature) sono tornate recentemente in auge con i lavori [2] di Luc  Montagnier, Nobel della Medicina 2008, che confermano le intuizioni dello scienziato francese, in conseguenza di uno studio sul sequenziamento  del DNA in una soluzione idrica.
In seguito, nel 2011, il dott. Sergio Stagnaro ha intrapreso degli esperimenti clinici che non solo confermano l’impianto teorico-pratico di Benveniste, ma vanno oltre. L’acqua non è solo in grado di memorizzare, ma può addirittura ricevere e trasmettere radiazioni, ossia onde-frequenze intrise di informazione.

Oggetto di grandi discussioni, la memoria dell'acqua è spesso considerata solo una congettura. Infatti, nessuno è stato mai in grado di dimostrare che l'acqua possa mantenere una 'memoria - informazione' di sostanze disciolte e diluite in modo arbitrario. Il concetto è stato notoriamente proposto da Beneviste [1]  (Davenas et al. 1988) per spiegare il presunto potere terapeutico dei rimedi omeopatici, che sono preparati di soluzioni diluite in grado così elevato che nemmeno una singola molecola della sostanza originale rimane nelle preparazioni finali. Questo argomento ha affascinato gli scienziati per decenni (Boulanger et al. 1998, Zhadin et al. 1998). I ricercatori informatici cercano ancora di capire in che modo l'acqua possa agire analogamente ai chip per computer.

giovedì 13 settembre 2012

Lo Shiatsu secondo me



Personalmente non ritengo il trattamento Shiatsu una semplice disciplina olistica, ma una “via” per entrare profondamente in contatto con se stessi, con la nostra energia vitale e con il nostro potenziale infinito.
Il sintomo, il fastidio o il problema è semplicemente un input per iniziare un percorso di ricerca nel nostro Sé, al fine di risvegliare e di armonizzare quella “forza vitale” che scorre profondamente in tutti noi.
Una forza che non conosce la “malattia” ma che, attraverso il nostro corpo ci comunica un disagio, inviandoci preziosi segnali per aiutarci a trovare la via più naturale verso una migliore consapevolezza di noi stessi.

mercoledì 12 settembre 2012

Uomini, topi e cancro


Nell'ormai lontano 1958, l'etologo e patologo americano J. B. Calhoun fece un esperimento. Allo stato selvaggio, aveva notato, una popolazione di topi si stabilizza a 150 individui - non di più - in uno spazio di 60 metri quadri, anche se v'è cibo disponibile per migliaia di individui. Come mai? Clahoun si propose di «registrare il comportamento individuale e sociale di una colonia animale costretta a vivere per tre generazioni troppo addensata».

In un granaio di Rockville (Maryland) l'etologo costruì tre abitazioni da 13 metri quadri ciascuna, osservabili attraverso finestre. Immise alcune femmine gravide; ogni ulteriore intervento umano successivo si ridusse a portar via periodicamente la prole eccedente, onde mantenere negli spazi dati il numeri dei topi ad 80 individui, ossia il doppio - e non più - della densità naturale.
Ben presto, l'etologo e i suoi ricercatori annotarono estreme anomalie del comportamento. Solo i maschi dominanti (tre in tutto) mantennero una condotta normale nel corteggiamento e nella congiunzione sessuale. Negli altri si notò o una completa passività rispetto al sesso, oppure forme massicce di perversione, sesso di gruppo, omosessualità, pansessualismo indiscriminatamente etero-omosessuale. I nidi venivano costruiti in modo disorganizzato e inadeguato rispetto al fine, il che portava alla aumentata mortalità dei neonati. Le nidiate non venivano più distinte, e nella promiscuità le femmine non si prendevano più adeguatamente cura dei piccoli, si moltiplicavano i fenomeni di abbandono, con conseguente divoramento dei piccoli da parte di maschi estranei.

Nell'organizzazione sociale, fu notato lo sgretolamento e il rifiuto delle gerarchie (stabili in natura), il che costringeva i maschi dominanti a continue lotte per il territorio e le femmine; si formarono vere bande di maschi dedite alla sfida ai dominanti, all'aggressione e allo stupro anche omosessuale, che sconvolgevano la vita normale delle comunità. Gli aborti aumentarono in modo incredibile.

martedì 11 settembre 2012

UE vieta le sementi tradizionali


Articolo di Maurizio Blondet ''' tratto dal sito www.effedieffe.com

Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varieta' tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Fin dal 1998 e' in vigore una direttiva della Comunita' europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (le note multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Cio' che i contadini hanno fatto per millenni e' diventato cosi, di colpo, un delitto (il matrimonio fra omosessuali e' invece legale). Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varieta' antiche e tradizionali ''' ne esistono di benemerite anche in Italia ''' che commettono appunto questo crimine: preservano e distribuiscono a chi le chiede sementi fuori del catalogo ufficiale.

La sentenza ha preso di mira specificamente una di queste associazioni, la francese (ma nota in tutto il mondo) Kokopelli, che si batte per la biodiversita'. Gia' nel 2008 questa associazione era stata condannata, per scambio di sementi antiche, a una multa di 35 mila euro: esosa punizione per un gruppo di volontariato, volta a renderne impossibile di continuare l'attivita'. Invece l'attivita' e' continuata, grazie allo sforzo e ai contributi dei volontari. Sicche' oggi, un'altra grossa societa' che l'ha trascinata in giudizio davanti alla Corte d'appello di Nancy, la «Graines Baumaux», approfittando della sentenza della Corte europea ha chiesto ai giudici francesi di imporre a Kokopelli di pagare 100 mila euro per danni e inoltre ''' esplicitamente ''' «la cessazione di tutte le attivita' dell'associazione», pericolosa per il business , alla faccia della liberta' d'opinione e d'azione. (lo spaccio di droghe, invece, sta per essere depenalizzato).

lunedì 10 settembre 2012

La paura non scompare, si maschera


Le paure, che a volte possono sembrare scomparse, sono in realtà mantenute “nascoste" da particolari circuiti nervosi. A dimostrarlo è stata una ricerca condotta da un gruppo di neurobiologi delle Università di Friburgo, Basilea e Bordeaux che ne riferiscono sulla rivista on line PLoS Computational Biology.
Classicamente la paura viene studiata esponendo i topi simultaneamente a uno stimolo neutro, come un suono, e a uno stimolo spiacevole, una condizione che induce l’animale a essere intimorito dalla semplice presenza di quel suono. Se il suono viene ripetutamente fatto risuonare in assenza dello stimolo spiacevole, il timore viene presto messo da parte. Ma quando il suono viene riproposto nelle condizioni originarie o in un contesto differente, la paura torna immediatamente a manifestarsi.
Dato che l’apprendimento si realizza attraverso la creazione di nuove sinapsi, il problema, dal punto di vista neurofisiologico è quello di spiegare come queste connessioni sinaptiche, che evidentemente non si sono semplicemente dissolte, vengano in alcune situazioni “mascherate” per poi rimanifestarsi all’occorrenza in tutte le loro potenzialità.
I ricercatori diretti Ioannis Vlachos hanno individuato due gruppi di cellule nervose all’interno dell’amigdala che sono coinvolti con funzioni opposte in questo processo. Un gruppo di cellule è infatti responsabile della risposta di paura, un secondo gruppo è invece responsabile della sua soppressione. L’attività di quest’ultimo inibisce quella del primo, prevenendo la trasmissione e di segnali di allarme ad altre aree nel cervello.
Tuttavia, i cambiamenti nelle connessioni neuronali che danno luogo a un aumento dell’attività dei neuroni che “codificano” la presenza di un pericolo e normalmente presiedono allo scatenamento della cascata di eventi neuronali che portano a un comportamento di paura, continuano a essere presenti. E non appena viene meno l’attività del secondo gruppo di neuroni soppressori della paura, questa si ripresenta in tutta la sua forza.

Fonte: http://www.lescienze.it/news/2011/03/23/news/la_paura_non_scompare_si_maschera-552645/

sabato 8 settembre 2012

Non credere in qualcosa...


“Non credere in qualcosa semplicemente perché l’hai sentito. Non credere in qualsiasi cosa semplicemente perché se ne parla da parte di molti. Non credere in qualsiasi cosa semplicemente perché si trova scritto nei tuoi libri religiosi. Non credere in qualsiasi cosa soltanto per l’autorità dei tuoi insegnanti e degli anziani. Non credere nelle tradizioni perché sono state tramandate per molte generazioni. Ma dopo l’osservazione e l’analisi, quando scopri che qualcosa è d’accordo con la ragione e favorisce il bene e beneficio di tutti, allora accettala e vivi su di essa.“

-: Buddha

venerdì 7 settembre 2012

Quando l'umore viene dall'intestino


L'esistenza di un'influenza della flora batterica intestinale sul chimismo cerebrale e sul comportamento è stata per la prima volta dimostrata da una ricerca condotta presso la McMaster University, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Gastroenterology.

E' noto che diverse malattie intestinali, e in particolare la sindrome del colon irritabile, sono spesso associate a disturbi d'ansia e depressione.

"Questo eccitante risultato fornisce lo stimolo a un ulteriore studio della componente microbica nella genesi dei disturbi comportamentali", ha detto Stephen Collins, che ha diretto lo studio

Nell'intestino di ogni persona vivono molte migliaia di miliardi di batteri che concorrono a svolgere diverse disparate funzioni essenziali per il mantenimento di uno stato di buona salute.

Nella nuova ricerca, condotta su topi adulti, i ricercatori hanno mostrato che l'alterazione del normale contenuto batterico dell'intestino attraverso antibiotici determina cambiamenti comportamentali: i topi diventano meno cauti o ansiosi. Il cambiamento era accompagnato anche da un aumento a livello cerebrale del fattore neurotrofico derivato (BDNF), che è stato messo in relazione a fenomeni depressivi e ansiosi.

La sospensione della somministrazione di antibiotici la flora batterica intestinale si normalizzava e così pure il chimismo cerebrale, osservano i ricercatori.

giovedì 6 settembre 2012

Abusi e abbandono cambiano il cervello di bambini e adolescenti


I maltrattamenti e uno stato di abbandono affettivo in età precoce alterano le modalità di funzionamento del cervello. E' questo il risultato di due studi condotti su bambini e adolescenti e pubblicati rispettivamente su "Current Biology" e sugli "Archives of Pediatric Adolescent Medicine".

Il primo studio ha rivelato che quando i bambini sono esposti alla violenza in famiglia, il loro cervello diventa sempre più "sintonizzato" sull'elaborazione di possibili fonti di pericolo, rivelando lo stesso schema di attività cerebrale osservato nei soldati esposti in un combattimento.

"Per questi bambini il miglioramento della reattività di fronte a segnali di una minaccia significativa dal punto di vista biologico, come per esempio la rabbia, può rappresentare una risposta adattativa nel breve periodo, aiutando a tenerli fuori pericolo", ha spiegato Eamon McCrory dello University College di Londra, che ha diretto lo studio. "Tuttavia, può anche costituire un fattore di rischio neurobiologico aumentando in seguito la loro vulnerabilità a problemi di salute mentale, e in particolare a patologie correlate all'ansia".

ln particolare il nuovo studio ha messo in evidenza che i bambini che hanno subito una documentata esposizione a violenze domestiche, nelle scansioni effettuate con risonanza magnetica funzionale mostrano una risposta atipica a volti arrabbiati o tristi. Quando viene presentato un volto arrabbiato, i bambini con una storia di abusi sperimentano un'intensa attività nell'insula anteriore e nell'amigdala, regioni coinvolte nella rilevazione delle minacce e nell'anticipazione del dolore. McCrory sottolinea che il cambiamento osservato in questo studio non riflette danni al cervello, ma modelli funzionali di adattamento a un ambiente ricco di stimoli pericolosi.

mercoledì 5 settembre 2012

Uno studio del BMJ dimostra che il vaccino DTP uccide


Dove sono gli studi che dimostrano la sicurezza dei vaccini? Apparentemente sono nella fantasia di chi dai vaccini ne trae profitto. Questo studio, come altri precedenti dimostra chiaramente che il vaccino trivalente DTP uccide le neonate.

Il vaccino DTP e stato chiaramente documentato come killer in uno studio pubblicato sul British Medical Journal. E’ stato dimostrato che bambine sane e ben nutrite sottoposte al vaccino DTP hanno un tasso di mortalità superiore a bambine con una nutrizione carente che non sono state sottoposte al vaccino. Il vaccino Difterite-Tetano-Pertosse è un killer.

Gli autori hanno utilizzato varie tecniche statistiche che tendono a oscurare i risultati. Hanno riportato tassi di mortalità relativi, che è la misura del rapporto tra le probabilità di un risultato contro un altro. Nonostante il, tentativo di oscurare i risultati, non sono riusciti ad evitare di dire la verità e hanno concluso:

Sorprendentemente, nonostante i bambini con il miglior stato nutrizionale siano stati vaccinati precocemente, la vaccinazione DTP è stata associata all’incremento della mortalità delle bambine.

Le bambine vaccinate hanno un tasso di mortalità triplicato rispetto a quello che sarebbe stato senza il vaccino.


lunedì 13 agosto 2012

I Meridiani tradizionali (video)

Bellissima animazione dei meridiani classici della Medicina Tradizionale Cinese, secondo la loro sequenza energetica nelle 24h!!!
Polmone
Intestino Crasso
Stomaco
Milza
Cuore
Intestino Tenue
Vescica Urinaria
Rene
Ministro del Cuore
Triplice Riscaldatore
Vescica Biliare
Fegato

venerdì 10 agosto 2012

La mente può controllare la guarigione


“Dove è il nostro pensiero, noi siamo”, diceva Peter Deunov, dunque nel mondo dei demoni o in quello della luce a seconda di dove portiamo il nostro pensiero. Ora la epigenetica, la nuova biologia (il cui esponente di spicco è il dr Bruce Lipton) ci ricorda che “la nostra mente controlla la nostra guarigione”.

Da questa nuova scienza sappiamo che il destino non è sigillato nelle spirali dell’elica del DNA e che ci sono cose che possiamo fare per cambiare la nostra genetica e quindi la nostra salute. Anche nell’insegnamento spirituale conosciamo il valore del libero arbitrio. Dall’insegnamento di Peter Deunov, tuttavia,  conosco che  questo libero arbitrio non è cosi totale come l’entusiasmo (legittimo) della comunicazione della nuova scienza (e marketing) stanno diffondendo o forse, come penso, come il collettivo vuole interpretarla.

Certamente da un lato è  più sollevante e “caricante”  l’idea (vaga rispetto alla pratica poi applicata) che siamo onnipotenti, dall’altro onestamente questa onnipotenza non pare abbia dato grandi risposte né soluzioni di qualità di vita umana; mi pare, invece,  che questo
“equivoco di onnipotenza”  abbia dato molte risposte in termini di quantità – tanta- gestita da una minima parte della umanità.

giovedì 9 agosto 2012

Proteggere il cuore con il ribes nero


Il ribes nero possiede molte proprietà benefiche ed è un alleato contro le malattie cardiovascolari. Ad evidenziarlo è uno studio condotto dai ricercatori israeliani del Rambam Medical Centre di Haifa, guidati dal professor Michael Aviram.

Gli scienziati hanno analizzato gli effetti del ribes nero sui grassi nocivi (primi nemici del sistema cardiovascolare) confermando le proprietà benefiche di questo frutto soprattutto nei confronti della salute cardiovascolare.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Food and Function la rivista scientifica della Royal Society of Chemistry.

Il professor Aviram ha affermato che trovare un così alto livello di antiossidanti (sostanze attive nel combattere il processo d’invecchiamento e l’ossidazione del corpo ) concentrati in un frutto così piccolo è davvero una sorpresa e un significativo passo avanti per la salute del cuore.
Il ribes nero è noto anche per le sue proprietà diuretiche, depurative, astringenti e antiallergiche.

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/cuore-ribes-nero.php